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Livorno, quattro minuti viola

dal nostro inviato Alessandro Bernini
<strong>ILLUSIONE. </strong>Frey in ritardo, è l’1-0
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ILLUSIONE. Frey in ritardo, è l’1-0

A volte bastano 4 minuti per rovesciare il mondo. Soprattutto se di fronte non hai Ovrebo ma tale Domenico Celi da Campobasso che al momento giusto non ti gira le spalle e lascia gli avversari in 10 senza concedere loro un rigore apparso netto

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FIRENZE. A volte bastano 4 minuti per rovesciare il mondo. Soprattutto se di fronte non hai Ovrebo ma tale Domenico Celi da Campobasso che al momento giusto non ti gira le spalle e lascia gli avversari in 10 senza concedere loro un rigore apparso netto.

Duecentoquaranta secondi di terrore tra il 18' e il 22' della ripresa, quando si è passati dall'1-0 per il Livorno all'1-1 con la Fiorentina in 11 contro 10 per l'espulsione (proteste) di Rivas. A quel punto l'onda viola non poteva che tracimare, e così è stato col tanto atteso gol di Gilardino. Uno stacco di testa in mezzo all'area ed ecco il ritorno di Gila-gol dopo 45 giorni di astinenza, o se preferite 918 minuti.

Risultato giusto? Mah, la sensazione è che il Livorno avrebbe meritato di più. Non solo per il gol di Rivas nel primo tempo, una rasoiata su punizione, ma anche per la compattezza mostrata quando c'era da difendere e il cuore gettato nell'ultimo quarto d'ora pur in 10. Senza dimenticare una traversa colpita da Lucarelli solo davanti a Frey sullo 0-0 e una serie di episodi arbitrali di cui parliamo dopo.

La Fiorentina ha attaccato, generosa, costante, a caccia di quella vittoria che mancava dal 10 gennaio. E l'ha trovata, senza però dissolvere le perplessità che stanno accompagnando il suo campionato. Per battere il Bayern in Champions servirà qualcosa di più, sperando che una mano arrivi dai rientri di Montolivo e Kroldrup. Intanto un buon segnale è il ritorno al gol di Gilardino.

La mossa di Cosmi. A livello tattico Cosmi aveva preparato bene la partita. La Fiorentina senza Montolivo perdeva qualità in mezzo, per cui doveva affidarsi alle invenzioni di Jovetic e soprattutto alle volate di Vargas a sinistra e Marchionni a destra. Per non lasciare in difesa sulle fasce Marchini e Filippini soli nell'uno contro uno, ha ordinato ai due interni (Moro e Pulzetti) di andare sempre a raddoppiare sulle corsie esterne a costo di lasciare qualche metro libero in mezzo.

Spazio che avrebbe sfruttato Montolivo, non questo Bolatti ancora acerbo, e non Donadel che di lavoro morde le caviglie.
Il risiko di Prandelli. Nel secondo tempo Prandelli con un paio di cambi ha stravolto la partita. Dentro subito Ljajic, fuori Pasqual, e Vargas arretrato sulle linea dei difensori ma con libertà di spingere visto che il Livorno si sarebbe inevitabilmente chiuso. E poi dopo 8' fuori anche l'inutile Bolatti per far spazio al rientrante Cristiano Zanetti così da regalare meno spazi e più sostanza in mezzo.
L'episodio. Certo, tanti bei discorsi tattici che poi magari finivano nel cestino se Vargas non trovava una fortunata deviazione di Rivas sul suo sinistro al volo da 25 metri. Lì la Fiorentina ha capito che poteva vincere, anche perché il Livorno aveva perso metri. L'espulsione di Rivas ha aperto un'autostrada ai viola.

Rabbia su Celi. Ma il Livorno schiuma rabbia contro l'arbitro. «Non voglio che ci facciano pagare il conto a noi», aveva tuonato giovedì un Lucarelli sospettoso.
Quattro gli episodi nel mirino degli amaranto.
1) La mancata espulsione di Donadel (già ammonito) al 14' della ripresa sullo 0-1 per un fallaccio su Pulzetti.
2) Un'entrata a gamba tesa di Ljajic su Moro nell'azione del gol di Vargas.
3) L'espulsione di Rivas che sostiene di aver detto solo "che fischi, che fischi?" all'arbitro.
4) La mancata concessione di un rigore nel finale per fallo di Natali su Lucarelli.
Oltre il danno la beffa. Ora il Livorno dovrà affrontare lo spareggio col Siena di domenica prossima senza gli squalificati Rivas, Filippini e Pulzetti.
Vista dalla parte amaranto, la direzione di Celi è stata più angosciante della canzone di Pupo e Filiberto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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