Gioco
tifo violento
Razzo dalla curva nord, paura allo stadio
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Un’immagine dei tifosi della curva nord durante la partita di ieri tra gli amaranto e il BolognaHa attraversato il campo ed è finito nell'ippodromo: era un fumogeno segnalatore inoffensivo, e così la partita è proseguita
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LIVORNO. Un razzo di segnalazione, di quelli normalmente in uso sulle imbarcazioni, è stato lanciato dalla curva nord del "Picchi" durante il primo tempo della sfida tra Livorno e Bologna. Chi l'ha "sparato" voleva con tutta probabilità che finisse nel settore che era occupato dai tifosi rossoblù, ma la gittata è stata più lunga: il razzo - ma è più corretto definirlo un lamperogeno - ha infatti attraversato tutto il terreno di gioco per poi suparare la curva sud e cominciare a scendere, fino a precipitare addirittura nell'ippodromo. Una scena che è stata osservata da tantissimi tifosi, che hanno poi raccontato di aver visto «un fumogeno viaggiare velocissimo sopra il campo di gioco».
L'episodio non è sfuggito al responsabile del servizio d'ordine allo stadio Paolo Rossi, dirigente dell'anticrimine della Questura. «Ho subito pensato a un razzo e mi è venuta alla mente la tragedia di Paparelli, - racconta - non nascondo che ho tirato un sospiro di sollievo quando ho visto quella scia fumogena cadere fuori dallo stadio. Ho immediatamente contattato il quarto uomo, per concordare se proseguire la partita o sospenderla. Anche lui si era accorto di tutto. Abbiamo deciso di rinviare la decisione alla fine del primo tempo, dopo aver verificato con precisione di cosa si fosse trattato».
Insomma, per alcuni minuti c'è stato il rischio che la partita potesse essere fermata («proprio così, eravamo molto preoccupati», conferma il vicequestore), tant'è che il personale della Digos è stato subito incaricato di cercare e recuperare l'"oggetto misterioso". La sensazione è che se fosse stato rinvenuto un razzo vero e proprio la Questura avrebbe ordinato lo stop dell'incontro. «Per fortuna - sottolinea Rossi - dentro l'ippodromo sono stati trovati i resti bruciacchiati di un segnalatore in dotazione ai natanti: un lamperogeno di carta, privo di potenziale offensivo».
Sulla base di questo accertamento, il responsabile dell'anticrimine, il quarto uomo e la terna arbitrale hanno ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza per poter continuare. «Se il lamperogeno fosse comunque finito in curva sud - prosegue Rossi - non ci sarebbero state conseguenze per i tifosi bolognesi, perche il razzo era inoffensivo».
Probabilmente si trattava di un razzo a mano, in uso per le segnalazioni in mare: il fatto però che abbia "volato" molto velocemente per più di cento metri lascia ipotizzare che se avesse colpito una persona, qualche conseguenza fisica - anche lieve - ci sarebbe stata. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio.
«Si tratta comunque di un gesto pericoloso e di un fatto molto grave - conclude Rossi - anche perché questi lamperogeni, seppur inoffensivi, non possono essere portati allo stadio. Di conseguenza ci sarà probabilmente una sanzione sportiva per il Livorno».
L'autore (o gli autori) di questo gesto sconsiderato resteranno con tutta probabilità impuniti: il razzo è stato infatti lanciato da sotto la curva nord, dove l'occhio delle telecamere non può arrivare. Sarà quindi molto difficile per la polizia riuscire a identificare il responsabile di questo atto, che avrebbe potuto innescare gravissime tensioni allo stadio se il razzo avesse centrato il suo bersaglio.
L'episodio non è sfuggito al responsabile del servizio d'ordine allo stadio Paolo Rossi, dirigente dell'anticrimine della Questura. «Ho subito pensato a un razzo e mi è venuta alla mente la tragedia di Paparelli, - racconta - non nascondo che ho tirato un sospiro di sollievo quando ho visto quella scia fumogena cadere fuori dallo stadio. Ho immediatamente contattato il quarto uomo, per concordare se proseguire la partita o sospenderla. Anche lui si era accorto di tutto. Abbiamo deciso di rinviare la decisione alla fine del primo tempo, dopo aver verificato con precisione di cosa si fosse trattato».
Insomma, per alcuni minuti c'è stato il rischio che la partita potesse essere fermata («proprio così, eravamo molto preoccupati», conferma il vicequestore), tant'è che il personale della Digos è stato subito incaricato di cercare e recuperare l'"oggetto misterioso". La sensazione è che se fosse stato rinvenuto un razzo vero e proprio la Questura avrebbe ordinato lo stop dell'incontro. «Per fortuna - sottolinea Rossi - dentro l'ippodromo sono stati trovati i resti bruciacchiati di un segnalatore in dotazione ai natanti: un lamperogeno di carta, privo di potenziale offensivo».
Sulla base di questo accertamento, il responsabile dell'anticrimine, il quarto uomo e la terna arbitrale hanno ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza per poter continuare. «Se il lamperogeno fosse comunque finito in curva sud - prosegue Rossi - non ci sarebbero state conseguenze per i tifosi bolognesi, perche il razzo era inoffensivo».
Probabilmente si trattava di un razzo a mano, in uso per le segnalazioni in mare: il fatto però che abbia "volato" molto velocemente per più di cento metri lascia ipotizzare che se avesse colpito una persona, qualche conseguenza fisica - anche lieve - ci sarebbe stata. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio.
«Si tratta comunque di un gesto pericoloso e di un fatto molto grave - conclude Rossi - anche perché questi lamperogeni, seppur inoffensivi, non possono essere portati allo stadio. Di conseguenza ci sarà probabilmente una sanzione sportiva per il Livorno».
L'autore (o gli autori) di questo gesto sconsiderato resteranno con tutta probabilità impuniti: il razzo è stato infatti lanciato da sotto la curva nord, dove l'occhio delle telecamere non può arrivare. Sarà quindi molto difficile per la polizia riuscire a identificare il responsabile di questo atto, che avrebbe potuto innescare gravissime tensioni allo stadio se il razzo avesse centrato il suo bersaglio.
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