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«Dai Livorno, vinciamola insieme»
Fabrizio Pucci /
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RITORNO. Alino Diamanti gioca nel West Ham ma il cuore è amaranto«Tra qualche anno tornerò a indossare la maglia amaranto». Domani sugli spalti dell'Ardenza a sostenere il Livorno nello scontro diretto contro il Bologna ci sarà un tifoso d'eccezione: Alino Diamanti.
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LIVORNO. Domani sugli spalti dell'Ardenza a sostenere il Livorno nello scontro diretto contro il Bologna ci sarà un tifoso d'eccezione: Alino Diamanti. La Premier League osserva un turno di riposo e lui, sangue amaranto nelle vene, si è subito fiondato nella città che lo ha adottato.
La sua ultima prodezza, in perfetto stile 'Diamanti' risale a mercoledì scorso quando al 45' del primo tempo del match contro il Birmingham uno dei suoi proverbiali calci di punizione ha dato il la al successo del West Ham: «La mia pennellata - sorride - è già su Youtube. E' stata una vittoria molto preziosa perché ci ha permesso di fare un bel salto in classifica».
Poi però Alino si fa serio quando colora i suoi pensieri di amaranto: «Questa domenica è il giorno del mio grande ritorno. So già che vivrò emozioni fortissime.
Rivedrò tante persone care. Vorrei salutarle tutte. Se mi danno il permesso, prima del fischio d'inizio, vorrei andare in campo per abbracciare idealmente tutti. Poi vado a tifare 'a palla' per i miei ex compagni».
Livorno lo ha lanciato nel grande calcio. Diamanti è riconoscente e nel suo futuro si vede ancora qui: «Adesso - afferma - ho l'ambizione di arrivare più in alto possibile. Penso che sia umano, soprattutto per uno come me che è partito dalla C2 e che ha fatto tanta gavetta...ma tra qualche anno voglio tornare a indossare questa maglia magica e voglio tornare a respirare l'aria salmastrosa dell'Ardenza».
Ad agosto l'addio a Livorno e lo sbarco a Londra. Sei mesi, il tempo giusto per fare un primo bilancio: «Londra è bellissima. Anche dal punto di vista umano l'esperienza è eccezionale. Però mi manca il clima dell'Italia. Sono arrivato a Livorno e mi sembra d'essere ad agosto mentre tutti hanno freddo.. E poi il calore della gente. Gli inglesi sono freddi. Qui è tutta un'altra storia. Mi mancano le piccolezze. I dettagli. Mi manca il barista che mi incoraggia e mi dà la pacca sulla spalla. Livorno è unica».
Diamanti poi si concentra sulla sfida al Bologna. Alino è ottimista: «E' una partita da vincere e credo che possiamo farla nostra. E comunque se non dovessimo riuscire a conquistare i tre punti, almeno sarà importante non perderla. Io farò la mia parte perché andrò a far visita al gruppo nella rifinitura e poi porterò tutta la famiglia, compresa la piccola Aileen, allo stadio per tifare amaranto».
Diamanti poi amplia il raggio della sua analisi e indirizza la sua attenzione sulla corsa alla salvezza: «Sono fiducioso, credo che il Livorno abbia molte possibilità di salvarsi. La rosa è completa e ci sono tanti giocatori di prima qualità in rapporto all'obiettivo da raggiungere. Il gruppo è molto unito e poi, come dico io, c'è gente ignorante nel senso positivo del termine: gente che tiene alla maglia e vuole mantenere la categoria. Uomini che scendono in campo con lo spirito giusto, quello che serve per rimanere in serie A».
La sua ultima prodezza, in perfetto stile 'Diamanti' risale a mercoledì scorso quando al 45' del primo tempo del match contro il Birmingham uno dei suoi proverbiali calci di punizione ha dato il la al successo del West Ham: «La mia pennellata - sorride - è già su Youtube. E' stata una vittoria molto preziosa perché ci ha permesso di fare un bel salto in classifica».
Poi però Alino si fa serio quando colora i suoi pensieri di amaranto: «Questa domenica è il giorno del mio grande ritorno. So già che vivrò emozioni fortissime.
Rivedrò tante persone care. Vorrei salutarle tutte. Se mi danno il permesso, prima del fischio d'inizio, vorrei andare in campo per abbracciare idealmente tutti. Poi vado a tifare 'a palla' per i miei ex compagni».
Livorno lo ha lanciato nel grande calcio. Diamanti è riconoscente e nel suo futuro si vede ancora qui: «Adesso - afferma - ho l'ambizione di arrivare più in alto possibile. Penso che sia umano, soprattutto per uno come me che è partito dalla C2 e che ha fatto tanta gavetta...ma tra qualche anno voglio tornare a indossare questa maglia magica e voglio tornare a respirare l'aria salmastrosa dell'Ardenza».
Ad agosto l'addio a Livorno e lo sbarco a Londra. Sei mesi, il tempo giusto per fare un primo bilancio: «Londra è bellissima. Anche dal punto di vista umano l'esperienza è eccezionale. Però mi manca il clima dell'Italia. Sono arrivato a Livorno e mi sembra d'essere ad agosto mentre tutti hanno freddo.. E poi il calore della gente. Gli inglesi sono freddi. Qui è tutta un'altra storia. Mi mancano le piccolezze. I dettagli. Mi manca il barista che mi incoraggia e mi dà la pacca sulla spalla. Livorno è unica».
Diamanti poi si concentra sulla sfida al Bologna. Alino è ottimista: «E' una partita da vincere e credo che possiamo farla nostra. E comunque se non dovessimo riuscire a conquistare i tre punti, almeno sarà importante non perderla. Io farò la mia parte perché andrò a far visita al gruppo nella rifinitura e poi porterò tutta la famiglia, compresa la piccola Aileen, allo stadio per tifare amaranto».
Diamanti poi amplia il raggio della sua analisi e indirizza la sua attenzione sulla corsa alla salvezza: «Sono fiducioso, credo che il Livorno abbia molte possibilità di salvarsi. La rosa è completa e ci sono tanti giocatori di prima qualità in rapporto all'obiettivo da raggiungere. Il gruppo è molto unito e poi, come dico io, c'è gente ignorante nel senso positivo del termine: gente che tiene alla maglia e vuole mantenere la categoria. Uomini che scendono in campo con lo spirito giusto, quello che serve per rimanere in serie A».
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