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Willis, per tutti Bruce: «Ci salviamo con il collettivo»

Donatella Domenici
<strong>USA. </strong> Willis, americana della Seralwall
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USA. Willis, americana della Seralwall

L'americana, fino a oggi una delle scommesse vincenti di coach Piazza e di patron Bottoni, va subito al sodo e spiega così il momento poco brillante della sua squadra. 28 anni, ala pivot di 1.88, «Bruce» si trova da cinque anni in Italia

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LIVORNO. «Abbiamo avuto vari problemi di infortuni, e ci ha condizionato un cambio di play che abbiamo pagato in partite importanti. Oggi la situazione è migliore e siamo pronte per rimetterci in gioco». Le parole di Courtney Willis, ribattezzata «Bruce», sono decise.

L'americana, fino a oggi una delle scommesse vincenti di coach Piazza e di patron Bottoni, va subito al sodo e spiega così il momento poco brillante della sua squadra. 28 anni, ala pivot di 1.88, «Bruce» si trova da cinque anni in Italia, dopo la parentesi iniziale a Vicenza, ha giocato due anni a Spezia e la passata stagione a Umbertide.

Le sue cifre parlano chiaro: 149 punti segnati con una media del 52% da due, 68% nei liberi, 104 rimbalzi (40 offensivi e 64 difensivi).

Manca ancora una buona parte del girone di ritorno. Riuscirà a salvarsi la Seralwall secondo Willis?
«Spero proprio di sì. Ci sono cose da sistemare e bisogna lavorare tanto. Un grosso passo avanti l'abbiamo fatto con Napoli dove abbiamo dimostrato che, quando giochiamo tutte insieme siamo forti e tutto è possibile.
L'ambiente qua a Livorno è ottimale, si sta molto bene, e spero proprio di riuscire a centrare l'obiettivo».

Rispetto alle altre squadre cosa manca a Livorno?
«Siamo una squadra fisicamente piccola senza atlete di due metri, non abbiamo la giocatrice che segna sempre 20 punti a partita, o un play che ti assicura 10 assist. Al contrario siamo dieci giocatrici di buon livello e il nostro punto di forza, è proprio questo».

Tutte le squadre si sono rinforzate nel mercato invernale, questo può fare paura?
«L'entrata di nuove giocatrici in corsa può essere positivo e negativo allo stesso tempo. Alcune infatti non si integrano e questo può rovinare il rendimento globale del gruppo. Tutto ciò comunque non mi fa paura, e son contenta di poter lavorare con quello che abbiamo».

Domenica ancora un incontro proibitivo. In casa di Schio, terza forza del campionato.
«Dopo l'uscita dal palcoscenico europeo, Schio concentrerà tutte le sue energie sul campionato. Per noi, dopo Priolo, sarà un'altra grande sfida che affronteremo a testa alta, ma consapevoli dei nostri limiti e delle loro virtù».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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