Il Tirreno

Livorno

NUOTO

L'uomo che sussurra all'acqua

Jimmy Morrone
<strong>LEONE.</strong> Luciano Canessa a bordo vasca e in gara
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LEONE. Luciano Canessa a bordo vasca e in gara

In vasca va forte, ma fra nuotare e navigare per lui non c'è molta differenza. «Vedi, i nipoti mi hanno regalato un sito internet. Basta digitare l'indirizzo, è in un click si accede alla mia pagina...». Hai capito. Poi apri la carta d'identità e trovi scritto 14 ottobre 1919. «Nato a Montenero, ma originario della Venezia», puntualizza. Luciano Canessa ha 90 anni compiuti, portati alla grande. La sua specialità è lo stile libero (distanze da 1500 a 50 metri) ma se la cava anche nel dorso

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LIVORNO. In vasca va forte, ma fra nuotare e navigare per lui non c'è molta differenza. «Vedi, i nipoti mi hanno regalato un sito internet. Basta digitare l'indirizzo, è in un click si accede alla mia pagina...». Hai capito. Poi apri la carta d'identità e trovi scritto 14 ottobre 1919. «Nato a Montenero, ma originario della Venezia», puntualizza. Luciano Canessa ha 90 anni compiuti, portati alla grande. La sua specialità è lo stile libero (distanze da 1500 a 50 metri) ma se la cava anche nel dorso.

«Farfalla e rana le provo a largo ai Pancaldi, quando nessuno mi vede», sorride. Risultati lusinghieri, almeno a giudicare dalle medaglie che l'atleta del Dlf - il secondo più anziano della Federazione Italiana Nuoto, dopo il 92enne lombardo Francesco Giannetta - continua a portare a casa dalla moglie Titina dalle competizioni master in giro per l'Italia e l'Europa. «Per forza, ormai nella mia categoria, la M90, non ho più rivali, nessuno arriva in vasca a questa età...», e giù una risata. «Bisogna essere ironici...».
Per chi avesse ancora dei dubbi sulle qualità del nuoto, Luciano Canessa è lo spot vivente di questo sport. Un personaggio di spessore - laureato in economia, per anni ha ricoperto il ruolo di dirigente d'azienda fra Livorno, Parigi e Perugia, prima alla cartiera italo-inglese Relac, poi alla Buitoni Perugina. Ma gioviale e spiritoso allo stesso tempo. «Se alla Camalich non mi faccio vedere per due o tre giorni, quando torno in piscina tutti mi dicono "allora sei sempre vivo"...». E professionale: fino a poco tempo fa potevate trovare Canessa tutte le mattine ad allenarsi. «Adesso vado a giorni alterni. Faccio i miei mille metri a stile e 50 a dorso. Bado anche all'alimentazione: sì ai cibi leggeri, proibiti i fritti. È anche per questo che mia moglie non vede l'ora che smetta, così può tornare a cucinarmi quello che vuole...».

Il suo nome, per la società Dlf del presidente Enzo Sagone (166 tesserati Fin), figura spesso nei record nazionali. Gli ultimi primati nei 100 dorso (2'44''10) e nei 100 stile libero (2'22''80). Un campione fin da ragazzo? Macché. Canessa aveva tempo solo per il lavoro, lo sport era relegato a qualche partitella a tennis con i colleghi. «A nuotare ho cominciato "seriamente" quando sono andato in pensione. Senza pretese, solo per muovermi un po'. Nel maggio dell'80 con un gruppo di appassionati del Tg5, la piscina in cui andavo al tempo, programmammo le prime gare, per scherzo, contro rivali di Pisa e Lucca. Si vinse, e da lì scattò in noi l'idea di partecipare ad altre competizioni. Si sparse la voce e già l'anno seguente fondammo il circuito del nuoto master».
Un'ascesa irresistibile, nel 1983 ecco il riconoscimento della Fin e del Coni. «Non è che vado allo sbaraglio, ci sono regole rigide sulle visite mediche. E quando in gara figurano ultraottantenni, fa ridere vedere ai bordi una schiera di dottori seguirci ad ogni bracciata...».
Canessa fu anche protagonista di un singolare record: nel 2001 si presentò insieme ad Aldo Caputi (classe 1915), Domenico Casolino e Celio Brunelleschi da Fabrizio Frizzi a «Scommettiamo che...?» per battere il tempo della staffetta australiana vittoriosa alle olimpiadi di Sydney nel 4x100 stile libero. Ci riuscirono, ovviamente rivedendo il percorso in base all'età e percorrendo solo una 4x50.

Un figlio, Mario che fa il farmacista, tre nipoti (Silvia, laureata in fisica, Bruno informatico volato a Christchurch in Nuova Zelanda e Gabriele, laureato in medicina) e due bisnipoti. Ora guarda avanti: «A fine giugno ci saranno i mondiali in Svezia, a Goteborg, ma fuori ho già gareggiato in Inghilterra, Slovenia, Germania e Palma di Mallorca». Mica male. Sono attesi nuovi record...

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di Redazione web