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Bellucci sa comebattere la Juve

Gianni Massone
Bellucci sa comebattere la Juve

«Non un passo indietro». E' lo striscione della curva Nord. Ma è lo stesso messaggio che lancia Claudio Bellucci, 35 anni, 256 partite in serie A, 26 reti, per la sfida con la Juventus di Alberto Zaccheroni. Parte sparato, con parole mirate. «Dove ho giocato, quelle contro la Juve sono sempre state delle battaglie. Se non esprimi un rendimento altissimo, se non rimani concentrato, se non tiri fuori la partita della vita, sei condannato»

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LIVORNO.«Non un passo indietro». E' lo striscione della curva Nord. Ma è lo stesso messaggio che lancia Claudio Bellucci, 35 anni, 256 partite in serie A, 26 reti, per la sfida con la Juventus di Alberto Zaccheroni. Parte sparato, con parole mirate. «Dove ho giocato, quelle contro la Juve sono sempre state delle battaglie. Se non esprimi un rendimento altissimo, se non rimani concentrato, se non tiri fuori la partita della vita, sei condannato».

Quindi, serve un'altra grande impresa...
«Certamente. Ancora più bella e perfetta di quella che siamo riusciti a fare a San Siro contro il Milan».

La Juventus è incompleta. Un vantaggio?
«Niente affatto. I campioni sono molti e la Juve può schierare una squadra sempre competitiva, pericolosa, micidiale. La Juve, inoltre, si differenzia dalle altre grandi perchè oltre a produrre gioco ha una mentalità artigianale, riesce a calarsi nella lotta, adattarsi ai vari clima e agli avversari. Adesso c'è il nuovo allenatore, altre motivazioni, tutti si sentono sotto esame».

Due squadre che vogliono raggiungere i loro obiettivi.
«E' vero. Il Livorno deve pensare soltanto a salvarsi, la Juventus vuole migliorare la sua classifica, conquistare un posto in Europa. Scenderà in campo con tanta rabbia in corpo e con l'intenzione di mettere subito l'incontro sui binari preferiti. Dovremo impedirglielo».
Bellucci, ha mai segnato alla Juventus?
«Sì, due reti. Una a Peruzzi nel Napoli e un'altra, nel Bologna a Buffon. Con la Juve c'erano Trezeguet, Del Piero...».

Sabato notte tenterai di nuovo di battere Buffon...
«Se capiterà l'occasione cercherò di sfruttarla, sarebbe meraviglioso...».

Correrai verso la Nord?
«Non ho pensato a quello che farò se dovessi segnare».

Come ti incorragiava la curva ultrà sampdoriana?
«Mi urlava in coro: "Bello Bellucci" e trovavo il modo per accontentarla».

Ti sei subito inserito. E con Lucarelli c'è un ottimo feeling in campo...
«Lui affronta i difensori a muso duro, si sacrifica, lotta. Il mio compito è quello di aiutarlo, di portargli via qualche difensore, e sfruttare determinate situazioni».

Quanti punti sono necessari per la salvezza?
«Penso 38-40. C'è stato un periodo in cui le squadre di bassa classifica avevano avuto un'impennata che poteva fare alzare la media-salvezza. Quindi, un calo di risultati e questo ha rimesso le previsioni per così dire normali. Il Livorno ha 22 punti, altri 18 e festeggeremo».

Mercato chiuso. Un tuo giudizio?
«La società ha lavorato in maniera intelligente. Sono arrivati dei giocatori che potranno essere utili».

Nel mese di febbraio tre partite in casa: Juve, Bologna, Siena, una in trasferta a Firenze. Previsioni?
«Nessuna. Prima di tutto dobbiamo restare concentrati sulla Juve e, come ho detto, tirare fuori la partita della vita per strappare un risultato positivo».

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di Redazione web