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Lucarelli diavolo a San siro date i vostri voti agli amaranto

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Grazie ad una rete di Lucarelli gli amanto portano a casa un risultato prezioso. Milan sotto choc, Livorno spumeggiante anche se negli ultimi 10’ soffre con l’ingresso di Inzaghi: ma Benussi, Rivas e Perticone fanno buona guardia. Finisce 1-1. è un punto al platino per la salvezza.

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MILANO. Un flash per disegnare la partita: Ronaldinho che si allarga, Filippini che lo insegue, Ronaldinho che sfodera 10 finte, Filippini che non si muove, Ronaldinho che prova lo scatto uno contro uno, Filippini che sceglie il tempo giusto ruba palla e se ne va.
Un grande risultato questo 1-1. Strappato con le unghie e col cuore, nonostante il gol-mazzata al 45’ del primo tempo (stesso minuto del pugno preso da Maggio col Napoli) firmato da Ambrosini con la collaborazione di Benussi. Sotto 1-0 sul campo del Milan, poteva calare il gelo e le notte. E invece il Livorno non ha mollato un millimetro, si è conquistato la sua occasione e l’ha trasformata in oro con Cristiano Lucarelli.

Sarà per la scarsa simpatia politica con Berlusconi, ma Lucarelli c’ha preso gusto da queste parti: due gol rifilati ad Abbiati nel 2004 nello storico 11 settembre del debutto in A, altro gol ancora ad Abbiati (entrato a sorpresa, Dida si era infortunato nel riscaldamento) e altro pareggio d’oro portato a casa.

Il segno X. I giocatori del Lotto, quelli che amano i “ritardi”, si sarebbero arricchiti. Perché il Milan non pareggiava da 10 giornate, il Livorno addirittura da 11. E che segno ti esce fuori?
Ma il Livorno non ha fatto le barricate. Certo, si è difeso, è stato molto più spesso a 5 che non a 3 in difesa, ma mai ha avuto paura a ripartire. Tant’è che nel finale, quando il Milan era tutto riversato all’attacco con Huntelaar e Inzaghi più Ronaldinho e Beckham altissimi, ha trovato pure un paio di praterie e per poco non ci scappava l’impresa.
Tra l’altro c’era anche un rigorino per il Livorno, perché Beckham al 16’ della ripresa ha colpito (volontariamente) il pallone con la mano all’interno dell’area.

Grande difesa. Voti alti per i ministri della difesa. Rivas ha stupito tutti: «Ma è quello dell’Inter?», si chiedevano a San Siro. Già, è proprio lui, bravo a guidare la linea a tre, ben supportato da Knezevic e Perticone.
Ci voleva un mattoncino da parte di tutti, e così è stato. Lavoro massacrante ma utile di Pieri e Raimondi sulle fasce, regia abbastanza lucida per Bergvold prima e Moro poi, chilometri macinati e supporto alle due punte di Filippini. E poi si è rivisto il Lucarelli che tiene il pallone, fa salire la squadra, segna anche. Gran bel segnale.

Ancora Bellucci. Ieri Cosmi ha fatto una scelta che comunque lascia il segno: Bellucci titolare e Tavano ancora fuori. A questo punto è evidente che si tratta di una decisione tecnica.
Bellucci è giocatore che offre maggiore collaborazione alla squadra, è più nel vivo del gioco, forse dialoga anche meglio con Lucarelli essendo giocatore che sa fare da raccordo tra centrocampo e attacco. Dall’altra parte Tavano ha quel morso del cobra in zona-gol che forse non troviamo in nessun altro giocatore amaranto.
Adesso Tavano (che al 99% resterà in amaranto) dovrà essere bravo a non abbattersi come magari gli è successo in passato dopo qualche panchina. Perchè per salvarsi il Livorno ha tanto bisogno dei suoi gol, ma proprio tanto.

E oggi il mercato... Alle 19 si chiude il portone. Chi è dentro, dovrà lottare per difendere il fortino amaranto fino a metà gennaio. Questi ragazzi sono dei leoni, se possibile vanno messi nelle condizioni di dare sempre il massimo.
Intanto ieri sera la prima mossa della società: dal Palermo arriva il portiere brasiliano Rubinho, in Sicilia va proprio Benussi.

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di Redazione web