Sicurezza
SCHERMA
Baldini, lama affilata e pensieri dolci
Mario Orsini
Il sereno dopo la tempesta. Per Andrea Baldini, ventiquattro anni compiuti da un mesetto (il 19 dicembre) si è chiuso un 2009 "double face". Prima l'assurda vicenda del doping. Poi, da maggio, un trionfo dietro l'altro: gare di Coppa del Mondo, campionati europei e mondiali individuali e squadre, a Plovdiv ed Antalya. E, come ciliegina finale, la Coppa del Mondo assoluta. Insomma, con il fioretto in mano, ha strapazzato tutti, dimostrando, una volta di più, di essere sempre stato "pulito", che più "pulito" non si può.
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LIVORNO. Il sereno dopo la tempesta. Per Andrea Baldini, ventiquattro anni compiuti da un mesetto (il 19 dicembre) si è chiuso un 2009 "double face". Prima l'assurda vicenda del doping. Poi, da maggio, un trionfo dietro l'altro: gare di Coppa del Mondo, campionati europei e mondiali individuali e squadre, a Plovdiv ed Antalya. E, come ciliegina finale, la Coppa del Mondo assoluta. Insomma, con il fioretto in mano, ha strapazzato tutti, dimostrando, una volta di più, di essere sempre stato "pulito", che più "pulito" non si può.
Adesso, in attesa di riprendere la "folle" corsa, sulle pedane planetarie, sta riposando membra e spirito nella sua casa di Parigi. Ultimo dell'anno compreso. Naturalmente, come tradizione vuole, dopo aver trascorso un Natale in famiglia, ad Ardenza, con i suoi cari. Una famiglia, vecchio stampo: babbo Enrico, mamma Rita e quattro figli. Nell'ordine Matteo, Andrea, Giulia e Benedetta. Tutti spadaccini doc. O meglio uno ex: Matteo, il più grande. Dopo aver mietuto diversi successi, sul suolo "italico", ha detto basta. A continuare, oltre ad Andrea, sono le due sorelline. Benedetta, sciabolatrice, classe 1993 (15 maggio), e Giulia, classe 1991 (18 luglio) fiorettista. Benedetta è una pedina importante della nazionale cadetta. Qualche mese fa ha già vinto un campionato europeo a squadre. Scusate se è poco.
Giulia, se non fosse bloccata dalla paura di vincere, nei momenti topici delle gare, sarebbe una super. Di lei, il maestro, della nazionale, Paolo Paoletti ci ha detto: «È un grande talento. Ha una scelta di tempo eccezionale. Peccato per quell'ansia che la attanaglia durante gli assalti decisivi».
A darle una mano a scrollarsi di dosso l'ansia potrebbe essere proprio il fratello Andrea. Un Andrea finalmente tranquillo e felice. Basta ascoltarlo per capire. «Sicuramente sono felice. Delle cose importanti non mi manca niente. Fortunatamente sono meno sensibile agli entusiasmi e alle delusioni di tutti i giorni».
La cosa più bella dei giorni di festa trascorsi a Livorno?
«Il calore della famiglia, dopo un po' di tempo passato lontano da Livorno. All'indomani del successo mondiale, a ottobre, sono stato a Parigi e il ritiro con la nazionale alle Guadalupe. Tornare e passare qualche giorno con la famiglia, nel senso più ampio del termine, durante il periodo di Natale, è stato un bel regalo».
Se non fosse Andrea Baldini, quale sportivo vorrebbe essere?
«Il mio idolo sportivo è sempre stato Roberto Baggio. Un campione vero fuori e dentro il campo. La gente l'ha sempre amato. E poi che classe...».
Il successo per lei cos'é? Vincere in pedana o anche altre cose?
«Essere sempre soddisfatti di se stessi. Nel mio caso, una buona parte della vita, la passo in pedana. Però è sempre uno sport. Giusto, quindi, guardare oltre l'orticello».
La cosa più brutta del 2009?
«Essere squalificato per un'ingiusta accusa di doping».
Quella più bella?
«Aver dimostrato anche in pedana, vincendo mondiali, europei e Coppa del Mondo che era tutta un'enorme cazzata».
La prima storia da raccontare ai nipotini?
«I successi mondiali ed europei dello scorso anno penso siano già una bella storia. Ma spero di poter raccontare loro anche tante altre storie. Anche più belle....».
Sportivamente cosa si aspetta da quest'anno?
«Sarei molto contento di confermare l'oro mondiale, proprio qui a Parigi sugli Champs Elisêes, a novembre. Sono, però, consapevole che sarà difficile ripetere i successi dell'anno scorso».
La proposta più bella, se c'è stata, dopo i trionfi mondiali?
«Ne ho avuta una, per me molto importante. Nulla a che vedere con la televisione. Tra non molto gliela dirò».
Le offrissero di fare qualcosa in tv, tipo Grande Fratello, accetterebbe?
«Una proposta di partecipazione ad un reality in effetti l'ho già rifiutata l'anno scorso. E'un format che non mi piace. Preferirei fare qualcosa dove possa venir fuori qualcosa di me. Ma la televisione italiana è principalmente questa. In ogni caso mai dire mai».
Il Livorno si salverà?
«Certo che si salva. Dico di più: andiamo anche in coppa Uefa. Bisogna pensare in grande....».
La famiglia cos'è per lei?
«In una scala di valori è al primo posto».
Le piace cucinare? La sveglia la sopporta? E con il volante come la mettiamo?
«Non sono un grande chef. In casa a Parigi preferisco a far cucinare di più gli altri. La sveglia se posso la ignoro. A volte, però, esagero. Dipende dai periodi. In automobile, invece, corro un po'. Ma non ho una gran passione per le auto».
L'ultimo libro letto?
«Cerco di leggere qualche libro in francese. Anche per imparare meglio la lingua. Adesso sto leggendo Millennium1».
Meglio un film comico o impegnato?
«Impegnato. Odio quelli super demenziali. Ma ogni tanto è giusto fare qualche risata. O no?».
Meglio la musica di Battisti o Michael Jackson?
«Meglio gli Oasis, i Muse e i Placebo».
La donna più bella del mondo?
«Kate Moss. Su questo non ho davvero nessun dubbio».
Adesso, in attesa di riprendere la "folle" corsa, sulle pedane planetarie, sta riposando membra e spirito nella sua casa di Parigi. Ultimo dell'anno compreso. Naturalmente, come tradizione vuole, dopo aver trascorso un Natale in famiglia, ad Ardenza, con i suoi cari. Una famiglia, vecchio stampo: babbo Enrico, mamma Rita e quattro figli. Nell'ordine Matteo, Andrea, Giulia e Benedetta. Tutti spadaccini doc. O meglio uno ex: Matteo, il più grande. Dopo aver mietuto diversi successi, sul suolo "italico", ha detto basta. A continuare, oltre ad Andrea, sono le due sorelline. Benedetta, sciabolatrice, classe 1993 (15 maggio), e Giulia, classe 1991 (18 luglio) fiorettista. Benedetta è una pedina importante della nazionale cadetta. Qualche mese fa ha già vinto un campionato europeo a squadre. Scusate se è poco.
Giulia, se non fosse bloccata dalla paura di vincere, nei momenti topici delle gare, sarebbe una super. Di lei, il maestro, della nazionale, Paolo Paoletti ci ha detto: «È un grande talento. Ha una scelta di tempo eccezionale. Peccato per quell'ansia che la attanaglia durante gli assalti decisivi».
A darle una mano a scrollarsi di dosso l'ansia potrebbe essere proprio il fratello Andrea. Un Andrea finalmente tranquillo e felice. Basta ascoltarlo per capire. «Sicuramente sono felice. Delle cose importanti non mi manca niente. Fortunatamente sono meno sensibile agli entusiasmi e alle delusioni di tutti i giorni».
La cosa più bella dei giorni di festa trascorsi a Livorno?
«Il calore della famiglia, dopo un po' di tempo passato lontano da Livorno. All'indomani del successo mondiale, a ottobre, sono stato a Parigi e il ritiro con la nazionale alle Guadalupe. Tornare e passare qualche giorno con la famiglia, nel senso più ampio del termine, durante il periodo di Natale, è stato un bel regalo».
Se non fosse Andrea Baldini, quale sportivo vorrebbe essere?
«Il mio idolo sportivo è sempre stato Roberto Baggio. Un campione vero fuori e dentro il campo. La gente l'ha sempre amato. E poi che classe...».
Il successo per lei cos'é? Vincere in pedana o anche altre cose?
«Essere sempre soddisfatti di se stessi. Nel mio caso, una buona parte della vita, la passo in pedana. Però è sempre uno sport. Giusto, quindi, guardare oltre l'orticello».
La cosa più brutta del 2009?
«Essere squalificato per un'ingiusta accusa di doping».
Quella più bella?
«Aver dimostrato anche in pedana, vincendo mondiali, europei e Coppa del Mondo che era tutta un'enorme cazzata».
La prima storia da raccontare ai nipotini?
«I successi mondiali ed europei dello scorso anno penso siano già una bella storia. Ma spero di poter raccontare loro anche tante altre storie. Anche più belle....».
Sportivamente cosa si aspetta da quest'anno?
«Sarei molto contento di confermare l'oro mondiale, proprio qui a Parigi sugli Champs Elisêes, a novembre. Sono, però, consapevole che sarà difficile ripetere i successi dell'anno scorso».
La proposta più bella, se c'è stata, dopo i trionfi mondiali?
«Ne ho avuta una, per me molto importante. Nulla a che vedere con la televisione. Tra non molto gliela dirò».
Le offrissero di fare qualcosa in tv, tipo Grande Fratello, accetterebbe?
«Una proposta di partecipazione ad un reality in effetti l'ho già rifiutata l'anno scorso. E'un format che non mi piace. Preferirei fare qualcosa dove possa venir fuori qualcosa di me. Ma la televisione italiana è principalmente questa. In ogni caso mai dire mai».
Il Livorno si salverà?
«Certo che si salva. Dico di più: andiamo anche in coppa Uefa. Bisogna pensare in grande....».
La famiglia cos'è per lei?
«In una scala di valori è al primo posto».
Le piace cucinare? La sveglia la sopporta? E con il volante come la mettiamo?
«Non sono un grande chef. In casa a Parigi preferisco a far cucinare di più gli altri. La sveglia se posso la ignoro. A volte, però, esagero. Dipende dai periodi. In automobile, invece, corro un po'. Ma non ho una gran passione per le auto».
L'ultimo libro letto?
«Cerco di leggere qualche libro in francese. Anche per imparare meglio la lingua. Adesso sto leggendo Millennium1».
Meglio un film comico o impegnato?
«Impegnato. Odio quelli super demenziali. Ma ogni tanto è giusto fare qualche risata. O no?».
Meglio la musica di Battisti o Michael Jackson?
«Meglio gli Oasis, i Muse e i Placebo».
La donna più bella del mondo?
«Kate Moss. Su questo non ho davvero nessun dubbio».
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