Gioco
BASKET
Il figlio di Fantozzi gioca nella Pielle:cade un altro muro
Francesco Parducci
La stessa cosa è capitata anche a Massimo Giusti: l'erede Tommaso gioca con la triglia sul petto. Chissà se questo pensiero avrà attraversato la mente di Alessandro Fantozzi, qualche settimana fa, quando in via Cecconi una squadra della Pielle si abbracciava felice a centrocampo mentre sotto le volte dello scatolone di lamiera risuonavano a tutto volume le note di "The final countdown"
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LIVORNO. I figli "so' piezze e' core". Non c'è sacrificio che non possa essere affrontato, per loro. Chissà se questo pensiero avrà attraversato la mente di Alessandro Fantozzi, qualche settimana fa, quando in via Cecconi una squadra della Pielle si abbracciava felice a centrocampo mentre sotto le volte dello scatolone di lamiera risuonavano a tutto volume le note di "The final countdown", l'inno storico di quelli che giocano con la triglia sul petto, il contraltare della Carmen di quelli in maglia gialloblù.
Sì, perché fra quei ragazzi che si abbracciavano festanti c'era anche Alessio, il figlio di "Ale", mentre il numero 10 più famoso della storia del basket livornese era sulle gradinate diviso fra gioia e imbarazzo.
«In effetti è stato un momento un po' particolare: nella squadra di mio figlio ci sono anche altri ragazzi i cui genitori erano di sfegatata fede gialloblù. Ci siamo guardati in faccia e tutti dobbiamo aver pensato: ma dove siamo capitati, cosa sta succedendo?».
Dalla lontana Gioia Tauro, dove è subentrato a stagione in corso, tre vittorie appena arrivato e poi tre sconfitte con il quintetto base azzerato da squalifiche e infortuni («ma appena mi rientrano tutti, non perdiamo più», promette) "Ale" avrebbe voglia e diritto di parlar d'altro, ma non si sottrae al giochino "del figlio di Fantozzi che gioca nella Pielle".
Ma un passo indietro è d'obbligo. In estate Massimo Giusti da una parte e Manolo Burgalassi dall'altra mettono in pratica un concetto che è ormai nelle cose da tempo: la grande rivalità fra Libertas e Pielle ha fatto grande il basket a Livorno, ma ormai appartiene solo ad un passato che non ritornerà perché, come diceva Oscar Wilde, "l'unico fascino del passato è che è passato".
Ecco allora che c'è un travaso di giocatori da una società all'altra, per mettere su squadre più competitive, per far migliorare tanti giovani, per ottimizzare le risorse, per dare al maggior numero di ragazzi possibile l'opportunità di giocare a alto o comunque buon livello.
Ventuno anni fa, all'epoca della finale scudetto, ma anche dopo, una cosa del genere sarebbe stata letteralmente impensabile, ma ventuno anni fa c'era ancora il muro di Berlino, tanto per dirne una. E se è caduto quello, di muri, figuriamoci se non poteva caderne uno che di logico ormai non aveva più niente.
«Se si tratta di favorire i progressi tecnici di un ragazzo - continua Fantozzi - non c'è ragione per non accettare una sistemazione alla Pielle, dove tra l'altro mio figlio si trova benissimo, anche se questo ragazzo si chiama Fantozzi. Anni fa un certo imbarazzo lo avrebbe creato, a me e non solo a me, anzi anni fa il problema non si sarebbe nemmeno posto. Non dico che per entrare in via Cecconi mi ci sarebbe voluta la scorta, ma quasi».
Anche uno degli "architetti" del progetto, Massimo Giusti, direttore generale della Starweb Libertas ma in passato anche lui bandiera gialloblù come giocatore, vive la stessa situazione. Anzi la vive doppia, perché Giusti junior, Tommaso, con la formula del doppio tesseramento gioca nel fine settimana con la prima squadra Starweb e il lunedì con gli under 19 eccellenza della Pielle, la squadra di punta del settore giovanile di via Cecconi che già si è guadagnata l'accesso all'interzona.
«L'idea ha funzionato - racconta - senza questo travaso di giocatori nessuna squadra livornese avrebbe raggiunto l'interzona nel più importante campionato giovanile».
D'accordo. Ma quando il bunker di via Cecconi ribolle, quando la gente ritma urlando Pielle-Pielle, quando viene tirato fuori lo "strumento" (sbarra di ferro che viene percossa ripetutamente sulla ringhiera per provocare frastuono, è la stessa da circa 15 anni, ndr), che mai può fare gente come Giusti e Fantozzi? «Stiamo molto silenziosi...».
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