Gioco
Sport
Una salvezza da 27 milioni di euro
Alessandro Bernini
Benvenuto 2010. L'anno della svolta economica, l'anno più importante per chi gestisce una società. Dal prossimo campionato infatti entrerà in vigore la ripartizione collettiva dei diritti tv, quella che in sostanza supera i vecchi accordi privati
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Benvenuto 2010. L'anno della svolta economica, l'anno più importante per chi gestisce una società. Dal prossimo campionato infatti entrerà in vigore la ripartizione collettiva dei diritti tv, quella che in sostanza supera i vecchi accordi privati. Una torta gigantesca da spartirsi, di quasi 1 miliardo di euro. Le big resteranno inarrivabili ma la forbice tra le "piccole" (come il Livorno) e le "medie" sarà molto ridotta.
Livorno, pioggia d'oro. Qui a fianco vedete una ripartizione simulata, con calcoli del "Sole 24 ore" per le società che erano in serie A due stagioni fa. Ma la variazione sarà di spiccioli per chi avrà l'onore di esserci ancora.
Guardate il Livorno: oltre 26 milioni di euro pronti a finire in cassaforte se gli amaranto si salvano. Da cinema se si pensa che quest'anno il Livorno ha superato di poco gli 8 milioni, anche perché era neopromossa e dunque obbligata a cedere 2,5 milioni alle retrocesse).
Come si vede il Livorno resterebbe quasi in coda, ma a distanze "umane" da società che adesso incassano il triplo degli amaranto.
I criteri di divisione. Ma perché il Livorno prenderà quasi 27 milioni di euro? La soluzione adottata da governo e Lega tiene conto della divisione del totale dei proventi derivanti dalla vendita dei diritti tv (al netto del 10% che la legge Melandri-Gentiloni destina alla cosiddetta mutualità generale di sistema) in tre "fette" che valgono rispettivamente il 40, il 30 e il 30%.
1) La prima tranche del 40% sarà divisa in parti uguali tra le 20 società di serie A.
2) La seconda si riferisce al bacino di utenza e sarà calcolata a sua volta in due modi: il 25% sarà assegnato considerando il numero dei tifosi di ciascuna squadra, così come sarà determinato da indagini demoscopiche che la Lega commissionerà a tre diversi istituti di ricerca statistica (il Livorno sarebbe sui 140mila). La media che ne deriva sarà rivisitata ogni tre anni. Il residuo 5% di questa fetta sarà distribuito tenendo conto della popolazione delle città.
3) Infine la terza parte dei proventi terrà conto dei risultati sportivi. Anche in questo caso si è optato per una divisione in tre sottocategorie: vale il 5% la classifica dell'anno in corso (sarà quella finale del campionato 2010-2011) con il coefficiente calcolato in base al "modello inglese" da 20 per la prima a 1 per l'ultima classificata. Il 15% terrà conto della classifica dei cinque anni precedenti e l'ultimo 10% della cosiddetta "tradizione sportiva".
Il mercato. Cifre che si commentano da sole. Ecco perché sarà importante spingere a tutto gas in questi ultimi 5 mesi di campionato, ognuno per quanto può: i tifosi andando allo stadio, la squadra lottando su ogni pallone, la società muovendosi con intelligenza sul mercato. Partendo dalle parole di Cosmi: «Fare una rivoluzione sarebbe da folli, ma andare avanti così sarebbe da sprovveduti». Un presidente che ci ha tenuto in A per 5 degli ultimi 6 campionati (mai dimenticarlo) lo sa bene. Ci sono 27milioni di buone ragioni per salvarsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google