CALCIO
«Caracciolo costa troppo»
Fabrizio Pucci
Per ora nessuno è disposto a fare regali. Il mercato delle punte è una giungla per cui meglio aspettare per piazzare il colpo
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LIVORNO. Poche ore e insieme ai tappi di spumante con cui sarà salutato l'arrivo del 2010, salteranno via anche i sigilli ai cancelli del mercato del calcio. Ultimi spiccioli di vacanza, quindi, per il direttore sportivo amaranto Nelso Ricci: «Siamo pronti - dice - per vivere un mese intenso. Sappiamo che cosa manca e lavoreremo con utte le nostre forze per migliorare la squadra». Il tecnico Serse Cosmi ha dichiarato che serve una punta...
«E' ciò che cerchiamo. L'attacco è un reparto che sarà ritoccato. Dionisi andrà in prestito in serie B per cui rimane una casella vuota. Il mercato delle punte è una giungla. Chi le ha, se le tiene e per venderle le società sparano cifre altissime. Al momento giocatori come Caracciolo o Mastronunzio costano molto cari. Nessuno è disposto a fare regali. Per cui è meglio aspettare e piazzare un colpo non necessariamente nei primi giorni. Tra l'altro dobbiamo recuperare Tavano e Lucarelli che fino a ora hanno segnato solo tre gol. Comunque metteremo le mani sul reparto offensivo».
Lucarelli resta?
«Non vedo il motivo per cui Cristiano dovrebbe muoversi da Livorno. Abbiamo fiducia in lui e poi in estate il ragazzo ha fatto una scelta precisa: quella di tornare a casa. Tra l'altro in città ha molti interessi da cui non ha intenzione di allontanarsi».
Che tipo di attaccante state cercando?
«A noi serve un giocatore da Livorno: dal punto di vista del temperamento e del...portafoglio. E' difficile, quasi impossibile arrivare a punte di nome come Suazo o Cruz. Meglio concentrarsi su un giocatore affidabile, da prendere in prestito con diritto di riscatto. E' un acquisto che vogliamo fare senza sbagliare. Inutile farsi prendere dalla frenesia di chiudere gli affari per poi farsi prendere per il collo. Staremo molto attenti al rapporto qualità-prezzo».
Torna il dilemma del modulo: 3-4-2-1 o 3-5-2? Nel primo caso servono giocatori con certe caratteristiche. Nel secondo, per esempio esterni da corsa e in grado di coprire sia la fase offensiva che quella difensiva
«Cosmi ha il suo credo che si fonda con due suggeritori pronti a innescare un attaccante. E quindi stiamo cercando elementi in grado di sposarsi bene con le esigenze tattiche dell'allenatore. E comunque faremo qualcosa anche sugli esterni. Sia chiaro, non è una bocciatura per Pieri e Raimondi. Noi dobbiamo ricordarci che siamo il Livorno e che quindi abbiamo un target di calciatori ben definito. Inutile fare sogni. In questo lavoro c'è bisogno di concretezza».
Che mercato sarà?
«Lo stesso di sempre: a due velocità. C'è il mercato dei soldi, quello delle big Inter, Juventus e Milan. Il primo colpo, però lo piazzerà la Roma con l'arrivo di Toni dal Bayern Monaco. Poi c'è l'altro mercato: quello nostro.
Quello dei poveri, delle società medio basse. Sarà fatto di scambi e di prestiti con poco denaro. Siamo sereni perché abbiamo in mente che cosa serve. Non credo che questo impianto debba essere stravolto».
Quindi sono altre le squadre che hanno bisogno di una mano di vernice fresca?
«Sì. Noi stiamo attenti, come è giusto che sia. Non ci sfugge nulla perché tutto osserviamo. Però c'è chi sta peggio di noi che dobbiamo ritrovare un giocatore importante come Moro e vedere all'opera il miglior Rivas e Mozart alla massima efficienza, giocatori importanti».
«E' ciò che cerchiamo. L'attacco è un reparto che sarà ritoccato. Dionisi andrà in prestito in serie B per cui rimane una casella vuota. Il mercato delle punte è una giungla. Chi le ha, se le tiene e per venderle le società sparano cifre altissime. Al momento giocatori come Caracciolo o Mastronunzio costano molto cari. Nessuno è disposto a fare regali. Per cui è meglio aspettare e piazzare un colpo non necessariamente nei primi giorni. Tra l'altro dobbiamo recuperare Tavano e Lucarelli che fino a ora hanno segnato solo tre gol. Comunque metteremo le mani sul reparto offensivo».
Lucarelli resta?
«Non vedo il motivo per cui Cristiano dovrebbe muoversi da Livorno. Abbiamo fiducia in lui e poi in estate il ragazzo ha fatto una scelta precisa: quella di tornare a casa. Tra l'altro in città ha molti interessi da cui non ha intenzione di allontanarsi».
Che tipo di attaccante state cercando?
«A noi serve un giocatore da Livorno: dal punto di vista del temperamento e del...portafoglio. E' difficile, quasi impossibile arrivare a punte di nome come Suazo o Cruz. Meglio concentrarsi su un giocatore affidabile, da prendere in prestito con diritto di riscatto. E' un acquisto che vogliamo fare senza sbagliare. Inutile farsi prendere dalla frenesia di chiudere gli affari per poi farsi prendere per il collo. Staremo molto attenti al rapporto qualità-prezzo».
Torna il dilemma del modulo: 3-4-2-1 o 3-5-2? Nel primo caso servono giocatori con certe caratteristiche. Nel secondo, per esempio esterni da corsa e in grado di coprire sia la fase offensiva che quella difensiva
«Cosmi ha il suo credo che si fonda con due suggeritori pronti a innescare un attaccante. E quindi stiamo cercando elementi in grado di sposarsi bene con le esigenze tattiche dell'allenatore. E comunque faremo qualcosa anche sugli esterni. Sia chiaro, non è una bocciatura per Pieri e Raimondi. Noi dobbiamo ricordarci che siamo il Livorno e che quindi abbiamo un target di calciatori ben definito. Inutile fare sogni. In questo lavoro c'è bisogno di concretezza».
Che mercato sarà?
«Lo stesso di sempre: a due velocità. C'è il mercato dei soldi, quello delle big Inter, Juventus e Milan. Il primo colpo, però lo piazzerà la Roma con l'arrivo di Toni dal Bayern Monaco. Poi c'è l'altro mercato: quello nostro.
Quello dei poveri, delle società medio basse. Sarà fatto di scambi e di prestiti con poco denaro. Siamo sereni perché abbiamo in mente che cosa serve. Non credo che questo impianto debba essere stravolto».
Quindi sono altre le squadre che hanno bisogno di una mano di vernice fresca?
«Sì. Noi stiamo attenti, come è giusto che sia. Non ci sfugge nulla perché tutto osserviamo. Però c'è chi sta peggio di noi che dobbiamo ritrovare un giocatore importante come Moro e vedere all'opera il miglior Rivas e Mozart alla massima efficienza, giocatori importanti».
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