Lutto
Fuori dalla Coppa ma a testa alta
dal nostro inviato Alessandro Bernini
◗
INTERMITTENTE. Candreva, poche accelerazioniI nerazzurri prendono anche due legni Domenica la Samp
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MILANO. Un'ora a testa alta, senza subire, senza paura. Poi arriva il regalino dell'arbitro Peruzzo (punizione inventata dal limite) e Sneijder con un calcetto butta fuori il Livorno dalla Coppa Italia. Va avanti l'Inter che adesso nei quarti trova la vincente di Juventus-Napoli.
Niente impresa dunque, come logica voleva. Ma c'è modo e modo di perdere, e il Livorno non si è fatto certo asfaltare dall'Inter. Guardate la formazione schierata da Mourinho: fior di campioni. Tanto per capirci: nel secondo tempo Cosmi ha tolto Danilevicius e ha messo dentro il "bimbo" Dionisi, Mou invece ha tolto Suazo e ha messo dentro il signor Diego Milito. Ci teneva l'Inter alla Coppa Italia?
Una buona prova dunque, figlia di un atteggiamento propositivo. Cosmi infatti ha scelto il 3-5-2, con Candreva spesso di supporto a Danilevicius e Lucarelli. E anche i due centrali in mezzo Bergvold e Mozart hanno fatto tutt'altro che le belle statuine davanti alla difesa: il danese ha impressionato per puntualità di inserimenti, tant'è che Viera ha rimediato una figuraccia, e anche Mozart se l'è giocata alla grande con Stankovic dimostrando condizione in crescita.
Tosta anche la difesa, con Rivas forse migliore in campo insieme a Sneijeder. D'altronde se perdi 1-0 sul campo dell'Inter (e su calcio di punizione) significa che dietro sei stato roccioso. Grazie anche a Benussi, molto sicuro. Casomai è mancata la zampata in attacco. Fino alla trequarti la manovra del Livorno è stata fluida, anche ariosa, ma negli ultimi 20 metri c'è stato il buio. Anche perché Lucarelli ha fatto a sportellate ora con Lucio e ora con Chivu rimediando ammaccature, Danilevicius ha fatto più che altro sponde senza mai trovare la porta, mentre Candreva non ha trovato le accelerazioni. Sembrerà strano, ma sono mancate da morire le percussioni di Pulzetti, uno che sa aggredire gli spazi.
Il match non ha avuto alti e bassi. L'Inter ha preso due pali nel primo tempo (Stankovic in apertura e Sneijder su punizione) ma il possesso palla è rimasto a lungo in equilibrio, anche perché Balotelli (svogliato) e Suazo (impalpabile) non tenevano un pallone. Anche la ripresa era iniziata sulla stessa falsariga: Inter più pericolosa ma incapace di far male, Livorno solido e senza paura di ripartire. Poi, dopo il gol di Sneijder, Cosmi ha gettato dentro Dionisi e Pulzetti ma entrare nel recinto dell'Inter è rimasto un problema. Ci sono state anzi 2-3 occasioni per il raddoppio nerazzurro, ma il Livorno non l'avrebbe meritato.
Addio Coppa, ma senza rimpianti e a testa alta. Domenica c'è la Sampdoria, questa sì che sarà una vera battaglia. E bisognerà dare tutto per vincerla. O non perderla.
Niente impresa dunque, come logica voleva. Ma c'è modo e modo di perdere, e il Livorno non si è fatto certo asfaltare dall'Inter. Guardate la formazione schierata da Mourinho: fior di campioni. Tanto per capirci: nel secondo tempo Cosmi ha tolto Danilevicius e ha messo dentro il "bimbo" Dionisi, Mou invece ha tolto Suazo e ha messo dentro il signor Diego Milito. Ci teneva l'Inter alla Coppa Italia?
Una buona prova dunque, figlia di un atteggiamento propositivo. Cosmi infatti ha scelto il 3-5-2, con Candreva spesso di supporto a Danilevicius e Lucarelli. E anche i due centrali in mezzo Bergvold e Mozart hanno fatto tutt'altro che le belle statuine davanti alla difesa: il danese ha impressionato per puntualità di inserimenti, tant'è che Viera ha rimediato una figuraccia, e anche Mozart se l'è giocata alla grande con Stankovic dimostrando condizione in crescita.
Tosta anche la difesa, con Rivas forse migliore in campo insieme a Sneijeder. D'altronde se perdi 1-0 sul campo dell'Inter (e su calcio di punizione) significa che dietro sei stato roccioso. Grazie anche a Benussi, molto sicuro. Casomai è mancata la zampata in attacco. Fino alla trequarti la manovra del Livorno è stata fluida, anche ariosa, ma negli ultimi 20 metri c'è stato il buio. Anche perché Lucarelli ha fatto a sportellate ora con Lucio e ora con Chivu rimediando ammaccature, Danilevicius ha fatto più che altro sponde senza mai trovare la porta, mentre Candreva non ha trovato le accelerazioni. Sembrerà strano, ma sono mancate da morire le percussioni di Pulzetti, uno che sa aggredire gli spazi.
Il match non ha avuto alti e bassi. L'Inter ha preso due pali nel primo tempo (Stankovic in apertura e Sneijder su punizione) ma il possesso palla è rimasto a lungo in equilibrio, anche perché Balotelli (svogliato) e Suazo (impalpabile) non tenevano un pallone. Anche la ripresa era iniziata sulla stessa falsariga: Inter più pericolosa ma incapace di far male, Livorno solido e senza paura di ripartire. Poi, dopo il gol di Sneijder, Cosmi ha gettato dentro Dionisi e Pulzetti ma entrare nel recinto dell'Inter è rimasto un problema. Ci sono state anzi 2-3 occasioni per il raddoppio nerazzurro, ma il Livorno non l'avrebbe meritato.
Addio Coppa, ma senza rimpianti e a testa alta. Domenica c'è la Sampdoria, questa sì che sarà una vera battaglia. E bisognerà dare tutto per vincerla. O non perderla.
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