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Lenny Bottai, dieci e lode
Mario Orsini
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Lenny Bottai proclamato vincitore e in una fase corpo a corpoIl decimo sigillo vincente. Quello più bello e sognato. Lenny Bottai mette le mani sulla corona internazionale Ibo dei superwelter. La terza per importanza dopo mondiale e intercontinentale. Un mix di esuberanza fisica, tecnica e concentrazione. Al resto ha pensato il pubblico. Il suo pubblico
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LIVORNO. Il decimo sigillo vincente. Quello più bello e sognato. Lenny Bottai mette le mani sulla corona internazionale Ibo dei superwelter. La terza per importanza dopo mondiale e intercontinentale. Un mix di esuberanza fisica, tecnica e concentrazione. Al resto ha pensato il pubblico. Il suo pubblico. Appena Lenny si è materializzato, in pantaloncini con drappi amaranto, da una cortina fumogena, il PalaMacchia si è trasformato in una bolgia infernale. Un girone dantesco da far invidia, ai momenti d'estasi della curva Nord. L'unica parentesi un po' stonata agli inni nazionali. Con "Bandiera Rossa" e l'inno del Livorno che si sono accavallati sull'inno di Mameli. In diretta tv non è il massimo.
Il match. La prima ripresa è di studio. Dalla seconda la musica cambia. Lenny pigia sull'acceleratore mulinando, a velocità impressionante, sinistri al volto doppiati da destri che fanno male. Il tedesco, di origini turche, Turgay Uzun forse capisce, con largo anticipo, che per lui sarà una serataccia. Per questo stringe la guardia e ogni tanto cerca di allentare la presa. Lenny è lucido, svolazzante e aggressivo. Al quarto round la prima svolta: il volto di Uzun si colora di rosso. Un rivolo di sangue scende dalle narici, quasi come un avvertimento. Il suono del gong per il tedesco è una liberazione. Da quel momento Uzun si piazza in mezzo al ring aspettando, inutilmente, di piazzare un colpo risolutore. Uno di quelli che gli hanno consentito di spedire a gambe levate tanti pugili di rango. Lenny capisce l'antifona e, nelle riprese successive, gli gira intorno continuando a pungerlo, con periodicità degna del miglior orologio svizzero, come una zanzara tigre. Bordate devastanti piazzate con precisione chirurgica ai fianchi e in faccia. Colpi accompagnati da ovazioni "inumane". Qualcuno urla: «Fagli la lampada». Altri: «Sei tutti noi. Sei il nostro mito». Il finale è tutto in discesa. Lenny è ancora fresco come una rosa. Uzun, invece, sembra abbia l'unica preoccupazione di rimanere in piedi fino e alla fine. Gigi Tassi, prima del verdetto ufficiale è categorico. «Un match a senso unico. Lenny ha vinto tutte e dodici le riprese. Se continuavano per altre dodici avrebbe vinto anche quelle». Sulla stessa lunghezza d'onda Franco Nenci. «Lenny ha dominato. Mi ha impressionato, oltre che la supremazia tecnica, la sua preparazione atletica. Abbiamo un grande campione».
Altri match. M.M. Vigan Mustafa vince per ko alla 4ª ripresa contro Bogdan Florin. S.W. Francesco Di Fiore batte ai punti Attila Kiss. Pesi M. Ilir Mustafa batte ai punti Patrik Hruska.
Il match. La prima ripresa è di studio. Dalla seconda la musica cambia. Lenny pigia sull'acceleratore mulinando, a velocità impressionante, sinistri al volto doppiati da destri che fanno male. Il tedesco, di origini turche, Turgay Uzun forse capisce, con largo anticipo, che per lui sarà una serataccia. Per questo stringe la guardia e ogni tanto cerca di allentare la presa. Lenny è lucido, svolazzante e aggressivo. Al quarto round la prima svolta: il volto di Uzun si colora di rosso. Un rivolo di sangue scende dalle narici, quasi come un avvertimento. Il suono del gong per il tedesco è una liberazione. Da quel momento Uzun si piazza in mezzo al ring aspettando, inutilmente, di piazzare un colpo risolutore. Uno di quelli che gli hanno consentito di spedire a gambe levate tanti pugili di rango. Lenny capisce l'antifona e, nelle riprese successive, gli gira intorno continuando a pungerlo, con periodicità degna del miglior orologio svizzero, come una zanzara tigre. Bordate devastanti piazzate con precisione chirurgica ai fianchi e in faccia. Colpi accompagnati da ovazioni "inumane". Qualcuno urla: «Fagli la lampada». Altri: «Sei tutti noi. Sei il nostro mito». Il finale è tutto in discesa. Lenny è ancora fresco come una rosa. Uzun, invece, sembra abbia l'unica preoccupazione di rimanere in piedi fino e alla fine. Gigi Tassi, prima del verdetto ufficiale è categorico. «Un match a senso unico. Lenny ha vinto tutte e dodici le riprese. Se continuavano per altre dodici avrebbe vinto anche quelle». Sulla stessa lunghezza d'onda Franco Nenci. «Lenny ha dominato. Mi ha impressionato, oltre che la supremazia tecnica, la sua preparazione atletica. Abbiamo un grande campione».
Altri match. M.M. Vigan Mustafa vince per ko alla 4ª ripresa contro Bogdan Florin. S.W. Francesco Di Fiore batte ai punti Attila Kiss. Pesi M. Ilir Mustafa batte ai punti Patrik Hruska.
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