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«In trasferta siamo mollicci»
dall'inviato Alessandro Bernini
Impreca, si abbassa il cappello amaranto, scuote la testa mentre il fido Silvano Siri gli fa vedere che non c'è nessuno vicino a Lucarelli. Un sabato da lupi per Aldo Spinelli, salito a Udine con ottimismo e tornato a casa con la sensazione che «i punti andranno fatti in casa, perché in trasferta siamo troppo mollicci»
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UDINE. Impreca, si abbassa il cappello amaranto, scuote la testa mentre il fido Silvano Siri gli fa vedere che non c'è nessuno vicino a Lucarelli. Un sabato da lupi per Aldo Spinelli, salito a Udine con ottimismo e tornato a casa con la sensazione che «i punti andranno fatti in casa, perché in trasferta siamo troppo mollicci». Il presidente se ne va quando ormai siamo al secondo minuto di recupero e non c'è più tempo per rovesciare il mondo. Imbocca un'uscita secondaria, il passo è veloce, il tono di voce comunque non furibondo come all'intervallo quando era entrato nella sala vip gridando «come si fa, ma come si fa...».
Nel suo mirino comunque finiscono tre situazioni: 1) gli errori di De Lucia, 2) i gol mancati da Lucarelli, 3) i troppi infortuni.
Andiamo con ordine. «De Lucia poteva fare molto di più sul gol di Di Natale. Per carità, quello è un grande giocatore, ma la punizione non mi sembrava irresistibile. Ma non era sul suo palo? Non getto certo la croce addosso a De Lucia, però il nostro portiere mi sembrava un po' incerto, dopo il gol ha sbagliato anche un altro rinvio e per poco non ci punivano di nuovo».
Punto due, i gol di Lucarelli. «Guardi, quando si va in trasferta è già positivo creare 2-3 nitide occasioni da gol. Il fatto è che bisogna buttarla dentro». Gli chiediamo se il riferimento va al colpo di testa fallito da due passi, ma Spinelli rincara la dose: «Per la verità Cristiano di gol ne poteva segnare due. Lui ci deve aiutare sennò è dura».
E il j'accuse si chiude con la lista degli infortunati. «Siamo venuti a Udine senza Mozart, senza Rivas, con Miglionico e Bergvold che stavano male, con Pieri non al meglio. Ah già, non c'era nemmeno Tavano. Troppi infortuni, una squadra come la nostra non si può permettere di lasciar fuori così tanti titolari». Il problema è figlio probabilmente di una preparazione sbagliata, troppo leggera, svolta in estate quando ancora c'era lo staff di Ruotolo. Discorso che non vale per Mozart, arrivato a campionato iniziato.
Prima di salire in macchina c'è il tempo di una sosta per un'ultima analisi sul match. «Fino al gol di Di Natale avevo visto un buon Livorno. Quella rete ci ha spezzato le gambe. Qualcosa abbiamo provato a fare nel secondo tempo, ma si vedeva che ormai la partita era segnata. In trasferta va così, siamo un po' mollicci, mi sa che la salvezza ce la dobbiamo conquistare con le partite in casa».
Aldo Spinelli saluta e se ne insieme a Siri. Dietro ci sono Mozart e Rivas, muscoli di cristallo. Rivas comunque regala un sorriso: «Sto meglio, sono pronto». Rientro martedì a Genova in Coppa Italia? Scuote la testa: «Mah, forse sarebbe meglio rientrare domenica prossima in campionato, non so se è il caso di rischiare per la Coppa. Comunque dipende da Cosmi, decide lui».
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