La protesta
Sport Calcio
Pulzetti, solo gol d'autore
Renzo Marmugi
Nico Pulzetti, solo gol d'autore. L'ultimo in serie A l'aveva segnato il 13 febbraio 2008 (giorno del suo compleanno) a San Siro contro il Milan. Fuga sulla destra, stop al limite dell'area e pennellata di grande effetto a vanificare il tuffo di Kalac. Quella prodezza era servita a regalare agli amaranto un punto insperato, il colpo al 93' contro il Genoa invece vale due punti di più
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Nico Pulzetti, solo gol d'autore. L'ultimo in serie A l'aveva segnato il 13 febbraio 2008 (giorno del suo compleanno) a San Siro contro il Milan. Fuga sulla destra, stop al limite dell'area e pennellata di grande effetto a vanificare il tuffo di Kalac. Quella prodezza era servita a regalare agli amaranto un punto insperato, il colpo al 93' contro il Genoa invece vale due punti di più. «Il gol più importante della mia carriera? Non lo so, di certo era una partita difficilissima. Abbiamo avuto tante occasioni per chiuderla, poi quando sembrava che il pari fosse ormai scritto è arrivato quel gol fortunoso». Si può essere felici anche sottovoce. Come "Pulze", premio oscar della modestia. Che dedica questo gol fortunoso - come lo definisce lui con molta severità - alla moglie e al figlio, i suoi tesori.
«Il gesto tecnico più bello comunque l'ho fatto in occasione del gol annullato a inizio secondo tempo, quando Lucarelli mi ha appoggiato indietro il pallone di testa e io l'ho calciato al volo di sinistro, centrando l'angolino. L'arbitro Rizzoli mi ha negato quella gioia dando retta alla bandierina alzata dell'assistente che ha segnalato il fuorigioco di Cristiano sulla palombella ricevuta da centrocampo. Ricordo che Rizzoli fu designato nell'andata dei playoff contro il Brescia e non ci favorì più di tanto...».
Si può essere felici anche sottovoce come Pulzetti, centrocampista che ora gioca più avanzato. «Nel primo tempo - ammette - ho fatto un po' di fatica. Nelle ripartenze non trovavo la misura giusta, invece nella ripresa mi sono sciolto andando a cercare spazio sulla sinistra per buttarmi nei corridoi aperti dalle spizzate di testa di Lucarelli, tutti movimenti provati negli ultimi tre giorni di allenamento. Per il resto sono il Pulzetti di sempre, che cerca di stare in serie A colmando certe lacune con la corsa, la voglia e anche la grinta. Penso che si sia visto anche col Genoa: io non volevo mollare su nessun pallone, per questo ci ho messo carattere, dedizione, tutte le mie energie disponibili».
Nove punti in cinque partite della gestione Serse Cosmi, e gli ultimi tre tutti d'un fiato sono un bel passo avanti nella fascia di classifica dove staziona il Livorno. «Avevamo vinto due partite di fila, a Roma e contro l'Atalanta - sottolinea Pulzetti - poi la discreta figura con l'Inter seguita dalla sconfitta di Bari prima della sosta. Questo 2-1 col Genoa arrivato in pieno recupero ci dà morale e fiducia in vista della trasferta di sabato prossimo a Udine e anche dell'obiettivo salvezza. Un traguardo che non è vicino ma neppure lontanissimo. Per raggiungerlo dovremo essere omogenei e lottare tutti insieme come abbiamo fatto contro il Genoa, credendoci fino all'ultimo. Sono ultrafelice, speriamo di continuare su questa strada, ritrovando dimestichezza e familiarità con la porta avversaria e proseguendo nella tendenza di subire pochi gol».
Parole e musica di Nico Pulzetti. Solo gol d'autore, solo gol pesanti.
«Il gesto tecnico più bello comunque l'ho fatto in occasione del gol annullato a inizio secondo tempo, quando Lucarelli mi ha appoggiato indietro il pallone di testa e io l'ho calciato al volo di sinistro, centrando l'angolino. L'arbitro Rizzoli mi ha negato quella gioia dando retta alla bandierina alzata dell'assistente che ha segnalato il fuorigioco di Cristiano sulla palombella ricevuta da centrocampo. Ricordo che Rizzoli fu designato nell'andata dei playoff contro il Brescia e non ci favorì più di tanto...».
Si può essere felici anche sottovoce come Pulzetti, centrocampista che ora gioca più avanzato. «Nel primo tempo - ammette - ho fatto un po' di fatica. Nelle ripartenze non trovavo la misura giusta, invece nella ripresa mi sono sciolto andando a cercare spazio sulla sinistra per buttarmi nei corridoi aperti dalle spizzate di testa di Lucarelli, tutti movimenti provati negli ultimi tre giorni di allenamento. Per il resto sono il Pulzetti di sempre, che cerca di stare in serie A colmando certe lacune con la corsa, la voglia e anche la grinta. Penso che si sia visto anche col Genoa: io non volevo mollare su nessun pallone, per questo ci ho messo carattere, dedizione, tutte le mie energie disponibili».
Nove punti in cinque partite della gestione Serse Cosmi, e gli ultimi tre tutti d'un fiato sono un bel passo avanti nella fascia di classifica dove staziona il Livorno. «Avevamo vinto due partite di fila, a Roma e contro l'Atalanta - sottolinea Pulzetti - poi la discreta figura con l'Inter seguita dalla sconfitta di Bari prima della sosta. Questo 2-1 col Genoa arrivato in pieno recupero ci dà morale e fiducia in vista della trasferta di sabato prossimo a Udine e anche dell'obiettivo salvezza. Un traguardo che non è vicino ma neppure lontanissimo. Per raggiungerlo dovremo essere omogenei e lottare tutti insieme come abbiamo fatto contro il Genoa, credendoci fino all'ultimo. Sono ultrafelice, speriamo di continuare su questa strada, ritrovando dimestichezza e familiarità con la porta avversaria e proseguendo nella tendenza di subire pochi gol».
Parole e musica di Nico Pulzetti. Solo gol d'autore, solo gol pesanti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google