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La pazza gioia di Lucarelli«Torno a sentire mio lo stadio»
Alessandro Bernini
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ESULTANZA. Cristiano Lucarelli rivolto verso la curva nord dopo la rete dell’1-0, segnata su assist di Totò Candreva«Oh quant'è che non venivo in questa stanza?». La battuta in sala stampa basta e avanza per descrivere l'umore di Cristiano Lucarelli. Era dal 27 maggio del 2007 che non segnava in questo stadio: Livorno-Atalanta, 4-2 il risultato, lui firmò una doppietta ma ormai il rapporto era logoro e non ci fu esultanza
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LIVORNO. «Oh quant'è che non venivo in questa stanza?». La battuta in sala stampa basta e avanza per descrivere l'umore di Cristiano Lucarelli. Era dal 27 maggio del 2007 che non segnava in questo stadio: Livorno-Atalanta, 4-2 il risultato, lui firmò una doppietta ma ormai il rapporto era logoro e non ci fu esultanza.
Stavolta invece la corsa pazza verso la gradinata e il pugno stretto e chiuso verso la nord profumavano di ritorno al passato, ai bei tempi. «Mi mancava tutto questo, da morire. Piano piano inizio a sentire di nuovo mio questo stadio, non nego che a volte mi sono sentito un po' ospite. Ma ci voleva tempo, lo sapevo. Ci vuole tempo, gol e risultati per sanare tutto».
La fiducia dentro comunque non è mai mancata: «Ho sentito dire di tutto. Che ero bollito, che ero finito, che pensavo ad altre cose. L'età più che altro mi ha dato la saggezza e dentro di me ho cercato di restare indifferente a queste critiche, anche perché c'era chi diceva che Lucarelli era finito già al primo anno che sono arrivato a Livorno. Nella prima parte di stagione ho sempre segnato poco, non ne facevo un problema».
Poi però Lucarelle ammette che... «non sarà facile segnare 20-25 gol come in passato, ma non per un problema personale. Siamo una squadra che non ha nel dna la propensione ad attaccare. Giochiamo molto chiusi dietro, abbiamo una difesa solida, ma credo che faremo sempre un po' di fatica a far gol, anche se spero di sbagliarmi».
A quanto pare Sogliano voleva mettere fuori rosa Lucarelli, lo ha confermato anche Spinelli. «Nessuna polemica, se ci sarà l'occasione ne parlerò con il diretto interessato...».
Lucarelli fa una confidenza: «Mi è rimasto un unico grande traguardo. Chiudere la mia carriera con il Livorno salvo e in serie A». Poi spiega: «Non ho detto che lascio a giugno, ma che vorrei restare e più avanti chiudere col calcio lasciando il Livorno in A, senza più cambiare maglia».
La chiusura è con una frecciatina agli arbitri: «Non discuto la loro buona fede, però è evidente che da inizio stagione ci è già stato negato più di un rigore. Non chiedo regali ma un po' più di rispetto anche per il Livorno».
Stavolta invece la corsa pazza verso la gradinata e il pugno stretto e chiuso verso la nord profumavano di ritorno al passato, ai bei tempi. «Mi mancava tutto questo, da morire. Piano piano inizio a sentire di nuovo mio questo stadio, non nego che a volte mi sono sentito un po' ospite. Ma ci voleva tempo, lo sapevo. Ci vuole tempo, gol e risultati per sanare tutto».
La fiducia dentro comunque non è mai mancata: «Ho sentito dire di tutto. Che ero bollito, che ero finito, che pensavo ad altre cose. L'età più che altro mi ha dato la saggezza e dentro di me ho cercato di restare indifferente a queste critiche, anche perché c'era chi diceva che Lucarelli era finito già al primo anno che sono arrivato a Livorno. Nella prima parte di stagione ho sempre segnato poco, non ne facevo un problema».
Poi però Lucarelle ammette che... «non sarà facile segnare 20-25 gol come in passato, ma non per un problema personale. Siamo una squadra che non ha nel dna la propensione ad attaccare. Giochiamo molto chiusi dietro, abbiamo una difesa solida, ma credo che faremo sempre un po' di fatica a far gol, anche se spero di sbagliarmi».
A quanto pare Sogliano voleva mettere fuori rosa Lucarelli, lo ha confermato anche Spinelli. «Nessuna polemica, se ci sarà l'occasione ne parlerò con il diretto interessato...».
Lucarelli fa una confidenza: «Mi è rimasto un unico grande traguardo. Chiudere la mia carriera con il Livorno salvo e in serie A». Poi spiega: «Non ho detto che lascio a giugno, ma che vorrei restare e più avanti chiudere col calcio lasciando il Livorno in A, senza più cambiare maglia».
La chiusura è con una frecciatina agli arbitri: «Non discuto la loro buona fede, però è evidente che da inizio stagione ci è già stato negato più di un rigore. Non chiedo regali ma un po' più di rispetto anche per il Livorno».
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