Gioco
Sport Calcio
Bergvold: «Se non gioco, addio Nazionale»
◗
CI SONO. Martin Bergvold sogna di andare ai Mondiali in Sudafrica«La Danimarca si è qualificata per i Mondiali in Sudafrica e io punto ad andarci. Per questo vorrei giocare, ogni settimana mi alleno nella speranza di poter giocare la domenica. È l'unico modo per mettersi in evidenza e avere una chance». Martin Bergvold, modi gentili, voce bassa ed educazione scandinava, non nasconde le sue motivazioni. Legittime per chi di professione fa il calciatore e vede nella Nazionale il punto di arrivo di una carriera
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «La Danimarca si è qualificata per i Mondiali in Sudafrica e io punto ad andarci. Per questo vorrei giocare, ogni settimana mi alleno nella speranza di poter giocare la domenica. È l'unico modo per mettersi in evidenza e avere una chance».
Martin Bergvold, modi gentili, voce bassa ed educazione scandinava, non nasconde le sue motivazioni. Legittime per chi di professione fa il calciatore e vede nella Nazionale il punto di arrivo di una carriera. Col Livorno ha un contratto in scadenza giugno 2010, dunque la vita di Bergvold è un mondo in evoluzione. Cosa succederà? «Vediamo - risponde il numero 8 amaranto - a me interessa giocare, ma è il mister che decide. Dal mio punto di vista spero che si arrivi a una soluzione, e questo potrebbe accadere anche a gennaio. La Danimarca va ai mondiali, se io la domenica non gioco non posso avere chance».
Parentesi chiusa, torniamo al presente. Aldo Spinelli è andato a Tirrenia, intrattenendosi a lungo a fine allenamento con staff e squadra. «Una strigliata? No - sorride Bergvold - abbiamo parlato. Il presidente ci ha sottolineato l'importanza di ripartire bene in campionato. Per domenica col Genoa ha chiesto una vittoria. È una partita che lui sente moltissimo: ha ragione, lo capisco».
Raimondi è squalificato, Pieri ko. I numeri di Martin Bergvold dicono che fino a oggi ha collezionato 6 presenze (di cui 4 da titolare) con 367 minuti in tutto. Domenica sarà la volta buona per un posto di nuovo nei primi undici? «Non lo so - risponde al volo - il mister non anticipa mai le sue intenzioni, la formazione la sappiamo sempre all'ultimo momento. È ancora presto per dirlo, e poi ci mancano alcuni giocatori. La settimana scorsa abbiamo lavorato bene, in questa rientrano Candreva e qualche infortunato. Vedremo più avanti».
La partita col Genoa e il problema del gol. I rossoblù di Gasperini hanno il terzo attacco più prolifico della serie A (22 gol), ma anche la peggior difesa (22 reti subìte), mentre il Livorno è afflitto da anemia acuta sotto porta. «Durante la sosta - spiega Bergvold - abbiamo provato qualche situazione di attacco per cercare di migliorare la nostra pericolosità offensiva. 4 gol in 12 partite sono veramente pochi, ma la colpa - sia chiaro - è di tutti, non solo degli attaccanti».
Arriva il Genoa e i tre punti servono come una medicina. «È vero - chiosa Bergvold - e sarà una partita difficilissima. Perché loro, anche se in questo momento sono meno brillanti del solito, hanno un potenziale da grande squadra. Il Livorno però gioca in casa e se nel primo tempo ha messo in difficoltà l'Inter può riuscirci anche col Genoa». (re.mar.)
Martin Bergvold, modi gentili, voce bassa ed educazione scandinava, non nasconde le sue motivazioni. Legittime per chi di professione fa il calciatore e vede nella Nazionale il punto di arrivo di una carriera. Col Livorno ha un contratto in scadenza giugno 2010, dunque la vita di Bergvold è un mondo in evoluzione. Cosa succederà? «Vediamo - risponde il numero 8 amaranto - a me interessa giocare, ma è il mister che decide. Dal mio punto di vista spero che si arrivi a una soluzione, e questo potrebbe accadere anche a gennaio. La Danimarca va ai mondiali, se io la domenica non gioco non posso avere chance».
Parentesi chiusa, torniamo al presente. Aldo Spinelli è andato a Tirrenia, intrattenendosi a lungo a fine allenamento con staff e squadra. «Una strigliata? No - sorride Bergvold - abbiamo parlato. Il presidente ci ha sottolineato l'importanza di ripartire bene in campionato. Per domenica col Genoa ha chiesto una vittoria. È una partita che lui sente moltissimo: ha ragione, lo capisco».
Raimondi è squalificato, Pieri ko. I numeri di Martin Bergvold dicono che fino a oggi ha collezionato 6 presenze (di cui 4 da titolare) con 367 minuti in tutto. Domenica sarà la volta buona per un posto di nuovo nei primi undici? «Non lo so - risponde al volo - il mister non anticipa mai le sue intenzioni, la formazione la sappiamo sempre all'ultimo momento. È ancora presto per dirlo, e poi ci mancano alcuni giocatori. La settimana scorsa abbiamo lavorato bene, in questa rientrano Candreva e qualche infortunato. Vedremo più avanti».
La partita col Genoa e il problema del gol. I rossoblù di Gasperini hanno il terzo attacco più prolifico della serie A (22 gol), ma anche la peggior difesa (22 reti subìte), mentre il Livorno è afflitto da anemia acuta sotto porta. «Durante la sosta - spiega Bergvold - abbiamo provato qualche situazione di attacco per cercare di migliorare la nostra pericolosità offensiva. 4 gol in 12 partite sono veramente pochi, ma la colpa - sia chiaro - è di tutti, non solo degli attaccanti».
Arriva il Genoa e i tre punti servono come una medicina. «È vero - chiosa Bergvold - e sarà una partita difficilissima. Perché loro, anche se in questo momento sono meno brillanti del solito, hanno un potenziale da grande squadra. Il Livorno però gioca in casa e se nel primo tempo ha messo in difficoltà l'Inter può riuscirci anche col Genoa». (re.mar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
