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Moro vuol dire fiducia

<strong>JOLLY.</strong> Davide Moro
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JOLLY. Davide Moro

Nato per correre. È arrivato quasi ultimo, il 17 agosto, ma nelle presenze stagionali è al primo posto. Dodici partite giocate, l'unico insieme a Tavano. Anche se nella hit parade amaranto (843 minuti), ci sono sei compagni a precederlo: Candreva (997'), Pulzetti (986'), Pieri e Tavano (954'), Raimondi (925'), De Lucia (856').

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LIVORNO. Nato per correre. È arrivato quasi ultimo, il 17 agosto, ma nelle presenze stagionali è al primo posto. Dodici partite giocate, l'unico insieme a Tavano. Anche se nella hit parade amaranto (843 minuti), ci sono sei compagni a precederlo: Candreva (997'), Pulzetti (986'), Pieri e Tavano (954'), Raimondi (925'), De Lucia (856').

Ma Davide Moro - 28 anni da compiere il prossimo 2 gennaio - arriva alla sosta con animo fiducioso: «Gli allenamenti di questi giorni - dice l'ex empolese - procedono bene. Stiamo caricando di più sul lavoro atletico com'è normale a ogni pausa del campionato, poi dopo l'amichevole di Rosignano riprenderemo martedì prossimo. L'atmosfera nel gruppo? Normale, quella tipica che segue a ruota ogni sconfitta. Cose che capitano nel calcio, in questi casi non bisogna strapparsi i capelli ma trovare dentro ognuno di noi le motivazioni per riscattarci a partire da domenica 22 novembre».

Il problema del gol, un'anemia grave. «Non ne abbiamo ancora parlato, però è chiaro - sottolinea il numero 21 - che il problema riguarda tutti, non solo gli attaccanti, e tutti insieme dovremo capire. La bacchetta magica non esiste, ma dovremo individuare dei rimedi per risolverlo. Comunque ci sono tante squadre che si sono salvate senza segnare caterve di reti, ma riuscendo invece a fare gol pesanti, con diverse vittorie per 1-0. Nelle prime dodici giornate il Livorno ha anche avuto un po' di sfortuna; a volte le squadre avversarie facevano veramente poco e poi vincevano. I nostri attaccanti comunque sono forti, non scarsi, dovremo fare quello che il mister ci chiederà».

Davide Moro: 9 presenze da titolare più 3 sostituzioni. Soddisfatto del suo primo segmento di campionato? «Io non parlo mai di me - replica al volo - mi fa piacere aver giocato fin qui, però i conti andranno fatti al traguardo. La mia posizione in campo? Io sono nato mezzala, poi il mister fa le sue deduzioni durante la partita e magari mi cambia ruolo. Io gioco tranquillamente dove mi dicono, non ho problemi».

9 punti in classifica, il Livorno è sui carboni accesi. «È un campionato equilibratissimo - risponde Davide Moro - dove se vinci una o due partite ti risollevi, mentre una sconfitta ti rispedisce nella zona rossa. La salvezza dipende da noi stessi: dopo la sosta dovremo battere il Genoa e fare risultato nella trasferta di Udine. Due risultati utili sarebbero l'ideale per rilanciarsi».

Il Livorno nei secondi tempi tende a calare fisicamente. Un problema di condizione? «Non ho fatto la preparazione estiva, visto che sono qui dal 17 agosto, ma non credo. Ci sono state partite tirate per novanta minuti, vedi quella col Milan e a Siena, dove anche in dieci abbiamo tenuto bene fino al 90'. Il problema secondo me non è fisico. Non siamo al top, ma neanche giù. Il richiamo atletico di questi giorni servirà anche per far lievitare la condizione».

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di Redazione web