Toscana
LIVORNO SPORT
Adios, Cellerino fa la valigia
Alessandro Bernini
◗
Tre flash di Cellerino a Livorno: il giorno della presentazione, il gol segnato contro l’Ancona e la disperazione dopo un erroreNon segniamo abbiamo cambiato schemi e allenatori, non potevo avere una chance anch'io? Solo Spinelli mi ha difeso
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LIVORNO. Ha gli occhi tristi di chi soffre di saudade. In realtà Gaston Cellerino soffre di "panchinade". Quando gli va bene, visto che di solito lo spediscono in tribuna.
Arrivò il 25 gennaio dello scorso anno annunciato quasi come il nuovo Batistuta, strappato da Spinelli addirittura alla Lazio: pagato tantissimo (tre rate da 800mila euro, e non era un bluff purtroppo), impiegato pochissimo.
Gaston Cellerino, quale altra definizione se non "oggetto misterioso"?
«Mi rendo conto. Non ero arrivato in Italia per finire così».
E invece...
«Invece credo di non aver mai avuto la possibilità di dimostrare il mio valore. Ha giocato due partite da titolare, in una di queste ho anche segnato (Livorno-Ancona, ndr), poi qualche manciata di minuti e niente di più».
Ti hanno messo fuori sia Acori, che Ruotolo, che adesso Cosmi. Possibile che tutti e tre abbiano sbagliato?
«Non dico che hanno sbagliato. Però un pizzico di spazio in più magari potevo averlo».
Anche con Cosmi?
«Abbiamo il peggior attacco, sono stati cambiati schemi e allenatori, un tentativo con Cellerino era così assurdo?».
Teoria che ha sostenuto a lungo anche il presidente Spinelli.
«Lo so, il presidente mi è sempre stato vicino, mi ha fatto sentire quella fiducia che magari in altre persone non ho mai sentito».
Quest'estate hai rifiutato di andare in prestito, vero?
«Verissimo. Mi avevano proposto un paio di soluzioni ma ho detto no».
E perché?
«Perché volevo giocarmi la chance della serie A. Pensavo che la stagione di B fosse stata una parentesi negativa, ero convinto di poter sorprendere tutti».
Pentito?
«In quel momento ero sicuro di aver fatto la scelta giusta, adesso la situazione è diversa».
Stai parlando come un giocatore con la valigia pronta.
«È vero, a gennaio andrò a giocare in altra squadra. Ma sai quant'è che sono fermo?».
Più o meno 10 mesi.
«Gìà, 10 mesi. È come se mi fossi rotto per due volte il ginocchio. Siccome invece sono sano e sono ancora giovane, è giusto che a gennaio vada in una squadra dove posso dimostrare il mio valore».
Torni in Sudamerica?
«No, voglio restare in Europa. So che c'erano delle squadre interessate, non penso sarà un problema trovare una destinazione».
Prestito o cessione?
«Penso prestito. Ho un contratto con il Livorno fino al 2014, spero di tornare qui e far vedere che posso giocare con questa maglia».
Però anche tu qualche guaio l'hai combinato.
«Ti riferisci all'incidente in auto?»
Alle cinque di mattina a tre giorni dalla finale Livorno-Brescia...
«Lo scorso anno stavo male di testa. Ma la società ha sbagliato prima di me».
Che vorresti dire?
«Non posso parlarne. C'è stato un grosso problema che però non voglio tirar fuori. Oltre a quello ho avuto difficoltà pure di ambientamento. Non parlavo una parola di italiano e solo un compagno mi è stato sempre vicino».
E sarebbe?
«Miglionico. Un amico vero. Anche adesso è l'unico che frequento con le rispettive famiglie».
Torniamo all'incidente.
«Un errore. Ho sbagliato e credo di aver pagato. Spero che non ci siano stati pregiudizi per questo episodio».
Cioè?
«Che Cellerino si stato punito per l'incidente e non valutato per quello che fa in allenamento. Ma non credo, gli allenatori mi sono sembrati tutti persone oneste».
Quando sei arrivato a Livorno i tifosi hanno invaso di click i video dei tuoi gol su Youtube.
«Guarda, anch'io vado a vederli quando mi prende la nostalgia della partita e dei gol. Quello è il vero Cellerino, mi piacerebbe dimostrarlo ai tifosi del Livorno».
Era comunque il campionato cileno...
«I gol li ho sempre fatti, in Cile ma anche in Argentina. Spero che da gennaio per me inizi una nuova vita».
Arrivò il 25 gennaio dello scorso anno annunciato quasi come il nuovo Batistuta, strappato da Spinelli addirittura alla Lazio: pagato tantissimo (tre rate da 800mila euro, e non era un bluff purtroppo), impiegato pochissimo.
Gaston Cellerino, quale altra definizione se non "oggetto misterioso"?
«Mi rendo conto. Non ero arrivato in Italia per finire così».
E invece...
«Invece credo di non aver mai avuto la possibilità di dimostrare il mio valore. Ha giocato due partite da titolare, in una di queste ho anche segnato (Livorno-Ancona, ndr), poi qualche manciata di minuti e niente di più».
Ti hanno messo fuori sia Acori, che Ruotolo, che adesso Cosmi. Possibile che tutti e tre abbiano sbagliato?
«Non dico che hanno sbagliato. Però un pizzico di spazio in più magari potevo averlo».
Anche con Cosmi?
«Abbiamo il peggior attacco, sono stati cambiati schemi e allenatori, un tentativo con Cellerino era così assurdo?».
Teoria che ha sostenuto a lungo anche il presidente Spinelli.
«Lo so, il presidente mi è sempre stato vicino, mi ha fatto sentire quella fiducia che magari in altre persone non ho mai sentito».
Quest'estate hai rifiutato di andare in prestito, vero?
«Verissimo. Mi avevano proposto un paio di soluzioni ma ho detto no».
E perché?
«Perché volevo giocarmi la chance della serie A. Pensavo che la stagione di B fosse stata una parentesi negativa, ero convinto di poter sorprendere tutti».
Pentito?
«In quel momento ero sicuro di aver fatto la scelta giusta, adesso la situazione è diversa».
Stai parlando come un giocatore con la valigia pronta.
«È vero, a gennaio andrò a giocare in altra squadra. Ma sai quant'è che sono fermo?».
Più o meno 10 mesi.
«Gìà, 10 mesi. È come se mi fossi rotto per due volte il ginocchio. Siccome invece sono sano e sono ancora giovane, è giusto che a gennaio vada in una squadra dove posso dimostrare il mio valore».
Torni in Sudamerica?
«No, voglio restare in Europa. So che c'erano delle squadre interessate, non penso sarà un problema trovare una destinazione».
Prestito o cessione?
«Penso prestito. Ho un contratto con il Livorno fino al 2014, spero di tornare qui e far vedere che posso giocare con questa maglia».
Però anche tu qualche guaio l'hai combinato.
«Ti riferisci all'incidente in auto?»
Alle cinque di mattina a tre giorni dalla finale Livorno-Brescia...
«Lo scorso anno stavo male di testa. Ma la società ha sbagliato prima di me».
Che vorresti dire?
«Non posso parlarne. C'è stato un grosso problema che però non voglio tirar fuori. Oltre a quello ho avuto difficoltà pure di ambientamento. Non parlavo una parola di italiano e solo un compagno mi è stato sempre vicino».
E sarebbe?
«Miglionico. Un amico vero. Anche adesso è l'unico che frequento con le rispettive famiglie».
Torniamo all'incidente.
«Un errore. Ho sbagliato e credo di aver pagato. Spero che non ci siano stati pregiudizi per questo episodio».
Cioè?
«Che Cellerino si stato punito per l'incidente e non valutato per quello che fa in allenamento. Ma non credo, gli allenatori mi sono sembrati tutti persone oneste».
Quando sei arrivato a Livorno i tifosi hanno invaso di click i video dei tuoi gol su Youtube.
«Guarda, anch'io vado a vederli quando mi prende la nostalgia della partita e dei gol. Quello è il vero Cellerino, mi piacerebbe dimostrarlo ai tifosi del Livorno».
Era comunque il campionato cileno...
«I gol li ho sempre fatti, in Cile ma anche in Argentina. Spero che da gennaio per me inizi una nuova vita».
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