Gioco
La crisi dell'attacco livornese
«Lucarelli e Tavano, svegliatevi»
Alessandro Bernini
Intervista al presidente Spinelli deluso dall'attacco amaranto. Nel mirino, le performance sotto rete delle due punte del Livorno
3 MINUTI DI LETTURA
Presidente, iniziamo a preoccuparci.
«Fosse solo lei che si preoccupa. Qui se non si segna si va poco lontano. Quattro gol in dodici partite...».
Colpevoli?
«Tutti».
Rimedi?
«Ah, ci deve pensare l'allenatore. I giocatori secondo me ci sono».
A volte ci viene qualche dubbio...
«Lucarelli e Tavano in carriera hanno segnato valanghe di gol, possibile che adesso insieme non ne azzecchino una?».
Lei ha detto che in trasferta sarebbe meglio non giocassero neanche insieme.
«E lo ribadisco. Fuori casa abbiamo vinto solo a Roma, e quel giorno Lucarelli non c'era».
Allora è colpa di Lucarelli.
«Anche. Sarei un bugiardo se dicessi che mi va bene come gioca Cristiano. Ma Tavano mica sta facendo meglio. Con quello che ci costano, hanno fatto solo due gol».
Presidente, ci dica la verità: come mai quelle dichiarazioni su Lucarelli e il mercato alla vigilia di Livorno-Bari?
«Secondo me era anche un modo per stimolare Cristiano. Sabato avevo avuto una chiacchierata con un dirigente della Roma ed era venuto fuori il suo nome. Era positivo fargli capire che a credere in lui non siamo soltanto io e Nelso Ricci ma anche altri dirigenti del calcio italiano».
Sta pensando di cambiare l'attacco a gennaio?
«Delle novità ci saranno di sicuro».
Ovvero?
«Tomas ha molte richieste dalla Russia, per Cellerino ci hanno cercato dalla Spagna e dal Sudamerica, mentre Dionisi è bene che vada a giocare in una categoria inferiore».
E quindi?
«Puntiamo sempre su Tavano e Lucarelli, più magari prenderemo un altro attaccante che ci dia una mano».
Suo figlio è andato a vedere Diamanti.
«Sì, ma gioca poco».
Ci sta facendo un pensierino?
«Inarrivabile. Guadagna un milione di euro netti, e poi il West Ham mica ce lo restituisce».
Un milione lo guadagnava a inizio stagione, a gennaio resterebbero 5 mesi e dunque 500mila euro.
«In quel ruolo abbiamo già Candreva. Anche se questo ragazzo adesso deve darsi una regolata pure lui».
Cosa c'è che non va?
«Non può fare quei tiracci da metàcampo. Capisco che i centrocampisti devono provare a far gol, ne abbiamo bisogno, ma anche Candreva farebbe bene a dare qualche bel passaggio a Tavano e Lucarelli».
Allora anche lei è del partito di chi sostiene che non ricevono mai un pallone da finalizzare?
«Calma. Io dico che in questo momento i compagni li aiutano poco, e loro fanno poco per essere aiutati. L'avete visto Barreto? Andava a metàcampo a prendersi il pallone, faceva le sponde, apriva gli spazi. Invece Tavano e Lucarelli sono troppo statici, devono partecipare di più all'azione».
Cosmi è d'accordo.
«Abbiamo scelto l'allenatore giusto, Cosmi è bravo e può lavorare tranquillo. Lui sa come la penso».
E come la pensa?
«Che in casa è giusto giocarsela, provare a vincere. Ma non possiamo più andare in trasferta con due punte più un trequartista come Candreva».
«Fosse solo lei che si preoccupa. Qui se non si segna si va poco lontano. Quattro gol in dodici partite...».
Colpevoli?
«Tutti».
Rimedi?
«Ah, ci deve pensare l'allenatore. I giocatori secondo me ci sono».
A volte ci viene qualche dubbio...
«Lucarelli e Tavano in carriera hanno segnato valanghe di gol, possibile che adesso insieme non ne azzecchino una?».
Lei ha detto che in trasferta sarebbe meglio non giocassero neanche insieme.
«E lo ribadisco. Fuori casa abbiamo vinto solo a Roma, e quel giorno Lucarelli non c'era».
Allora è colpa di Lucarelli.
«Anche. Sarei un bugiardo se dicessi che mi va bene come gioca Cristiano. Ma Tavano mica sta facendo meglio. Con quello che ci costano, hanno fatto solo due gol».
Presidente, ci dica la verità: come mai quelle dichiarazioni su Lucarelli e il mercato alla vigilia di Livorno-Bari?
«Secondo me era anche un modo per stimolare Cristiano. Sabato avevo avuto una chiacchierata con un dirigente della Roma ed era venuto fuori il suo nome. Era positivo fargli capire che a credere in lui non siamo soltanto io e Nelso Ricci ma anche altri dirigenti del calcio italiano».
Sta pensando di cambiare l'attacco a gennaio?
«Delle novità ci saranno di sicuro».
Ovvero?
«Tomas ha molte richieste dalla Russia, per Cellerino ci hanno cercato dalla Spagna e dal Sudamerica, mentre Dionisi è bene che vada a giocare in una categoria inferiore».
E quindi?
«Puntiamo sempre su Tavano e Lucarelli, più magari prenderemo un altro attaccante che ci dia una mano».
Suo figlio è andato a vedere Diamanti.
«Sì, ma gioca poco».
Ci sta facendo un pensierino?
«Inarrivabile. Guadagna un milione di euro netti, e poi il West Ham mica ce lo restituisce».
Un milione lo guadagnava a inizio stagione, a gennaio resterebbero 5 mesi e dunque 500mila euro.
«In quel ruolo abbiamo già Candreva. Anche se questo ragazzo adesso deve darsi una regolata pure lui».
Cosa c'è che non va?
«Non può fare quei tiracci da metàcampo. Capisco che i centrocampisti devono provare a far gol, ne abbiamo bisogno, ma anche Candreva farebbe bene a dare qualche bel passaggio a Tavano e Lucarelli».
Allora anche lei è del partito di chi sostiene che non ricevono mai un pallone da finalizzare?
«Calma. Io dico che in questo momento i compagni li aiutano poco, e loro fanno poco per essere aiutati. L'avete visto Barreto? Andava a metàcampo a prendersi il pallone, faceva le sponde, apriva gli spazi. Invece Tavano e Lucarelli sono troppo statici, devono partecipare di più all'azione».
Cosmi è d'accordo.
«Abbiamo scelto l'allenatore giusto, Cosmi è bravo e può lavorare tranquillo. Lui sa come la penso».
E come la pensa?
«Che in casa è giusto giocarsela, provare a vincere. Ma non possiamo più andare in trasferta con due punte più un trequartista come Candreva».
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