Gioco
Il ct Lippi lo chiama in Nazionale
Candreva, l'unicoraggio d'azzurro
dall'inviato
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Candreva sotto, LippiAlle 18.56 Antonio Candreva non sa ancora niente. Quando gli diciamo che la convocazione in nazionale è ufficiale, quasi non ci crede
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BARI. Alle 18.56 Antonio Candreva non sa ancora niente. Quando gli diciamo che la convocazione in nazionale è ufficiale, quasi non ci crede. «Ma sei sicuro? Sei il primo che me lo dice, ancora nessuno mi aveva dato la notizia. Grazie. Stento ancora un po' a crederci perché per qualsiasi giocatore la nazionale è sempre un sogno».
Eppure sul suo volto non c'è stampato l'inevitabile sorriso di chi per la prima volta finisce nella lista della nazionale. «È vero, hai ragione. Sono fatto così, abbiamo perso e in questo momento ho ancora dentro la rabbia per il Livorno».
Almeno potrà un po' smaltirla con la maglia azzurra. Lo attendono due amichevoli: la prima il 14 a Pescara contro l'Olanda, la seconda il 18 a Cesena contro la Svezia.
La convocazione era nell'aria già da qualche giorno ma Candreva in queste ore c'era sempre andato coi piedi di piombo: «Leggevo, ascoltavo, ma niente di più. Giuro che non avevo ricevuto alcun segnale. Adesso cercherò di fare il meglio possibile, senza mai dimenticarmi che in nazionale rappresento non solo me stesso ma anche il Livorno. Perché questa è la società che mi ha permesso di giocare, prima in serie B e ora in serie A: se sono entrato nella lista del ct Lippi devo ringraziare il presidente Spinelli, gli allenatori e tutti i compagni».
In tribuna al San Nicola c'era anche un osservatore dell'Inter. Nessuna confidenza sulle ragioni di questa missione, ma in molti a fine partita garantivano che il suo taccuino fosse pieno di appunti proprio su Antonio Candreva.
«Al di là di tutto - dice Candreva - torno a casa con una sconfitta che brucia. Ci hanno fatto un tiro in porta e abbiamo perso». Serse Cosmi ha parlato di mancanza di carattere e di tiri in porta "effeminati". «In effetti il mister ha ragione, non riusciamo ad essere pericolosi in attacco. Ci manca qualcosa. È un peccato perchè tornare da Bari con un punto non sarebbe stato affatto uno scandalo. Anzi, per me - chiude Candreva - il pareggio era il risultato più giusto».
(ale.ber.)
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