Gioco
La curiosità
E Mourinho si scopre tifoso del Livorno
Alessandro Bernini
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ANSIOSO. Mourinho in panchina tra Oriali e Beppe BaresiPuò piacere o non piacere, ma Mourinho è un gran personaggio. Affascinante ascoltarlo, impressionante la sua sicurezza. E stavolta in lui abbiamo anche scoperto un tifoso del Livorno. Lo dice in modo secco, alla sua maniera
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LIVORNO. Può piacere o non piacere, ma Mourinho è un gran personaggio. Affascinante ascoltarlo, impressionante la sua sicurezza.
E stavolta in lui abbiamo anche scoperto un tifoso del Livorno. Lo dice in modo secco, alla sua maniera. «Spero che il Livorno si salvi. Gran bello stadio e gran bella città: stamani mi sono svegliato (all'Hotel Palazzo, ndr) e ho visto il mare davanti a me. Fantastico. Io amo le città di mare, per questo mi piace Livorno».
Mou è tipo che non regala mai complimenti, per lui è quasi più facile lanciare frecce avvelenate. Eppure stavolta... «Dico bravo a Serse Cosmi. Purtroppo la vita di noi allenatori ci porta a strette di mano rapide prima della partite e conoscenze brevi. Ma Cosmi mi sembra un bravo allenatore. Il suo Livorno era ben disposto in campo, ci hanno creato molte difficoltà». Grazie Josè.
Poi si torna a parlare di Inter e si eclissa quando qualcuno gli parla di fuga: «La c'è - dice in stile Boskov - quando il campionato è finito e si va in vacanza. Anche giovedì ero in fuga 4-0 e invece dopo 20 minuti tutto era tornato in discussione». Poi aggiunge: «Mi dispiace aver perso Muntari e Thiago Motta. Non ho neppure chiesto se ce la farà a recuperare, ma per me uno che si ferma la domenica difficilmente può andare in campo tre giorni dopo».
Il piano-turnover è saltato per "colpa" del Livorno che nel primo tempo ha messo davvero alle corde l'Inter. «Volevo far giocare meno minuti a Stankovic, a Lucio e a Cambiasso. Non è stato possibile. Lo 0-0 non era una scandalo. Julio Cesar ha anche fatto una parata spettacolare. L' Inter non è stata convincente nel primo tempo perchè aveva tante novità: Zanetti terzino sinistro, Mancini titolare, il giovane Krhin che ha dovuto giocare in un ruolo non suo, Milito che non è ancora al meglio. Non ho temuto di perdere perchè sapevo che in panchina avevo gli uomini per cambiare la partita e così è stato. Con tre attaccanti abbiamo creato più problemi alla loro difesa a tre e abbiamo gestito la partita anche se il 2-0 è arrivato a gara quasi finita. Questi sono tre punti davvero importanti».
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