Gioco
LIVORNO-ATALANTA 1-0
Cosmi toccasana: 6 punti su 6 Date i vostri voti agli amaranto
Alessandro Bernini
E adesso c’è chi lo chiama già Alka Serse. Già, perchè Cosmi ha portato davvero il benessere a Livorno: due partite, sei punti, stesa al tappeto anche l’Atalanta che nella gestione-Conte aveva due vittorie e tre pareggi. Ha deciso un gol di Miglionico al 22’ della ripresa: angolo di Candreva, stacco di testa dell’uruguagio e papera clamorosa di Consigli, premio meritato di una partita giocata con un cuore grande così
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Problemi di testa? Soffrite di depressione? Una bella Alka Serse e passa tutto. Ingeritela pure tutta d’un fiato: l’effetto sarà straordinario. Due partite, sei punti, stesa al tappeto anche l’Atalanta che nella gestione-Conte aveva due vittorie e tre pareggi.
Lo strano killer. Ha deciso un gol di Miglionico al 22’ della ripresa: angolo di Candreva, stacco di testa dell’uruguagio e papera clamorosa di Consigli.
Premio meritato di una partita giocata con un cuore grande così, soffrendo, e subendo un’ingiustizia incredibile perchè nel secondo tempo c’era un rigore colossale su Lucarelli. Ma il Livorno di Cosmi non si spaventa, Halloween lo fa vedere agli avversari.
E trascinati dai 10mila dell’Ardenza, gli amaranto hanno retto a testa alta anche agli ultimi 10 minuti di disperati attacchi dell’Atalanta. Segno che sono scomparse paure ma c’è anche una maggiore compattezza. Ecco cosa ha portato Cosmi: rabbia allo stato puro ma anche logica, con cambi intelligenti. Le piccole squadre si devono salvare così: segnando un gollettino e poi alzando i muri di Berlino.
Sotto ritmo. Conte se l’è giocata sorprendendo tutti. Il suo 4-4-2 tutto bollicine è apparso ben presto senza gas, ma per scelta. Scelta che alla lunga non ha pagato. L’Atalanta infatti ha puntato sulla manovra sottoritmo, con una ragnatela di passaggi sull’asse difesa-centrocampo, per poi ogni tanto verticalizzare verso Tiribocchi. Ma senza mai pungere veramente. Questo atteggiamento per un po’ ha tolto ossigeno al Livorno. Perché Doni andava subito a prendere Candreva sulle ripartenze, con gli altri 8 (Tiribocchi a parte) tutti già schierati dietro la trequarti.
Ripartenze. Prima del gol, Cosmi si è infuriato soprattutto per la scarsa capacità di mettersi in moto quando l’Atalanta perdeva palla. Candreva si è visto poco, Pulzetti ha trovato un muro nella coppia Guarente-Barreto, mentre sulle fasce Pieri e Raimondi andavano a sprazzi. Va detto comunque che i due esterni avevano fatto un buon lavoro in copertura su Valdes e Padoin, tipetti che ci possono mettere un attimo a seminarti se non tieni gli occhi aperti.
In questo contesto Lucarelli e Tavano si sono sacrificati ma senza trovare molti palloni, con Ciccio che si è scatenato dopo l’1-0 quando si sono aperti i varchi e quando forse nella sua testa è scoccata la scintilla che può trasformarlo da normale giocatore a super.
Le occasioni. Pochi i tiri in porta, pochissimi. Nel primo tempo per l’Atalanta solo un bell’assist di Doni per Tiribocchi che ha sparato fuori, per il Livorno una punizione di Candreva finita di poco alta sopra la traversa.Nella ripresa tanto possesso di palla amaranto, fino al colpo di testa di Miglionico che ha squarciato l’equilibrio. L’Atalanta ha reagito con un tiraccio di Radovanovic respinto da Benussi, poi con un pallonetto di Ceravolo finito di poco alto sulla traversa. In passato il Livorno sarebbe finito in ginocchio dopo aver segnato, stavolta ha retto alla grande.
Quei cartellini. Inquietante la gestione dei cartellini di Bergonzi. Prima ha ammonito Lucarelli (che era diffidato e salterà l’Inter) per un falletto innocuo a metà campo sul rinvio di un difensore, poi ha fatto segno di proseguire quando dopo poco Doni (pure lui diffidato) ha trattenuto maglia e collo di Candreva che se ne stava andando a metàcampo.
E quando nel secondo tempo Lucarelli è stato atterrato in area, non ha fischiato il netto rigore e neppure ha ammonito l’attaccante amaranto. Imbarazzante.
Lo strano killer. Ha deciso un gol di Miglionico al 22’ della ripresa: angolo di Candreva, stacco di testa dell’uruguagio e papera clamorosa di Consigli.
Premio meritato di una partita giocata con un cuore grande così, soffrendo, e subendo un’ingiustizia incredibile perchè nel secondo tempo c’era un rigore colossale su Lucarelli. Ma il Livorno di Cosmi non si spaventa, Halloween lo fa vedere agli avversari.
E trascinati dai 10mila dell’Ardenza, gli amaranto hanno retto a testa alta anche agli ultimi 10 minuti di disperati attacchi dell’Atalanta. Segno che sono scomparse paure ma c’è anche una maggiore compattezza. Ecco cosa ha portato Cosmi: rabbia allo stato puro ma anche logica, con cambi intelligenti. Le piccole squadre si devono salvare così: segnando un gollettino e poi alzando i muri di Berlino.
Sotto ritmo. Conte se l’è giocata sorprendendo tutti. Il suo 4-4-2 tutto bollicine è apparso ben presto senza gas, ma per scelta. Scelta che alla lunga non ha pagato. L’Atalanta infatti ha puntato sulla manovra sottoritmo, con una ragnatela di passaggi sull’asse difesa-centrocampo, per poi ogni tanto verticalizzare verso Tiribocchi. Ma senza mai pungere veramente. Questo atteggiamento per un po’ ha tolto ossigeno al Livorno. Perché Doni andava subito a prendere Candreva sulle ripartenze, con gli altri 8 (Tiribocchi a parte) tutti già schierati dietro la trequarti.
Ripartenze. Prima del gol, Cosmi si è infuriato soprattutto per la scarsa capacità di mettersi in moto quando l’Atalanta perdeva palla. Candreva si è visto poco, Pulzetti ha trovato un muro nella coppia Guarente-Barreto, mentre sulle fasce Pieri e Raimondi andavano a sprazzi. Va detto comunque che i due esterni avevano fatto un buon lavoro in copertura su Valdes e Padoin, tipetti che ci possono mettere un attimo a seminarti se non tieni gli occhi aperti.
In questo contesto Lucarelli e Tavano si sono sacrificati ma senza trovare molti palloni, con Ciccio che si è scatenato dopo l’1-0 quando si sono aperti i varchi e quando forse nella sua testa è scoccata la scintilla che può trasformarlo da normale giocatore a super.
Le occasioni. Pochi i tiri in porta, pochissimi. Nel primo tempo per l’Atalanta solo un bell’assist di Doni per Tiribocchi che ha sparato fuori, per il Livorno una punizione di Candreva finita di poco alta sopra la traversa.Nella ripresa tanto possesso di palla amaranto, fino al colpo di testa di Miglionico che ha squarciato l’equilibrio. L’Atalanta ha reagito con un tiraccio di Radovanovic respinto da Benussi, poi con un pallonetto di Ceravolo finito di poco alto sulla traversa. In passato il Livorno sarebbe finito in ginocchio dopo aver segnato, stavolta ha retto alla grande.
Quei cartellini. Inquietante la gestione dei cartellini di Bergonzi. Prima ha ammonito Lucarelli (che era diffidato e salterà l’Inter) per un falletto innocuo a metà campo sul rinvio di un difensore, poi ha fatto segno di proseguire quando dopo poco Doni (pure lui diffidato) ha trattenuto maglia e collo di Candreva che se ne stava andando a metàcampo.
E quando nel secondo tempo Lucarelli è stato atterrato in area, non ha fischiato il netto rigore e neppure ha ammonito l’attaccante amaranto. Imbarazzante.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

