Gioco
LIVORNO SPORT
Una Primavera sfiorita
Alessio Traversi
◗
Il tecnico De Vincenzo Nella foto a destra, NenciniPsicologicamente la squadra è giù e l'ultima sconfitta col Toro non ci voleva Ma Lignani è ottimista
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LIVORNO. Le ultime settimane hanno a messo a dura prova la tenuta psicologica della Primavera del Livorno. La sequenza mozzafiato di incontri contro le squadre più forti del campionato, resa ancora più complicata dalla gara di andata degli ottavi di Coppa contro un'altra corazzata come la Lazio, ha prodotto una punitiva di sconfitte, la cui onda si è propogata anche sull'ultimo match contro il Torino, che rappresentava invece un avversario alla portata degli amaranto.
Immediata conseguenza di tutto ciò è un ultimo posto in classifica che ovviamente non entusiasma. Del resto al momento attuale è meglio non tener troppo conto della classifica, come spiega anche Matteo Lignani, un centrocampista che le vicissitudini di questa stagione finora se le è vissute quasi tutte, essendo tra quelli che più hanno giocato: «In un certo senso ce lo aspettavamo. Siamo una squadra molto giocave e il calendario ci ha fatto lo scherzo di mettere in fila per noi nelle prime giornate le squadre più forti del girone. In un certo senso, sul piano delle possibilità concrete di far risultato, il campionato per noi iniziava proprio sabato scorso, con la gara contro il Torino. Purtroppo non è andata bene».
Sulla sconfitta pesa sicuramente la rete incassata nei primi minuti, analogamente a quanto era accduto nei due precedenti match. C'è forse un problema per il Livorno a entrare in partita sin dal primo minuto? «Non credo. Anzi, in queste ultime gare siamo sempre partiti molto decisi, per poi calare un po', non tanto sul piano agonistico ma su quello psicologico, a inizio ripresa. Credo che queste reti siano il frutto di episodi».
Certo, bisogna invertire la rotta, altrimenti si rischia di finire incollati al fondo della graduatoria; una sensazione difficile da rimuovere al momento di scendere in campo: «Da un certo punto di vista è proprio da adesso che possiamo cominciare a farci valere sul piano dei risultati. Sabato andiamo a Modena, è altra cosa rispetto a Juventus, Sampdoria o Lazio. Anche se devo dire che qualcosa di importante finora lo abbiamo fatto, a partire dagli ottavi di finale raggiunti nella Tim Cup: un risultato storicio, credo, per il Livorno».
Immediata conseguenza di tutto ciò è un ultimo posto in classifica che ovviamente non entusiasma. Del resto al momento attuale è meglio non tener troppo conto della classifica, come spiega anche Matteo Lignani, un centrocampista che le vicissitudini di questa stagione finora se le è vissute quasi tutte, essendo tra quelli che più hanno giocato: «In un certo senso ce lo aspettavamo. Siamo una squadra molto giocave e il calendario ci ha fatto lo scherzo di mettere in fila per noi nelle prime giornate le squadre più forti del girone. In un certo senso, sul piano delle possibilità concrete di far risultato, il campionato per noi iniziava proprio sabato scorso, con la gara contro il Torino. Purtroppo non è andata bene».
Sulla sconfitta pesa sicuramente la rete incassata nei primi minuti, analogamente a quanto era accduto nei due precedenti match. C'è forse un problema per il Livorno a entrare in partita sin dal primo minuto? «Non credo. Anzi, in queste ultime gare siamo sempre partiti molto decisi, per poi calare un po', non tanto sul piano agonistico ma su quello psicologico, a inizio ripresa. Credo che queste reti siano il frutto di episodi».
Certo, bisogna invertire la rotta, altrimenti si rischia di finire incollati al fondo della graduatoria; una sensazione difficile da rimuovere al momento di scendere in campo: «Da un certo punto di vista è proprio da adesso che possiamo cominciare a farci valere sul piano dei risultati. Sabato andiamo a Modena, è altra cosa rispetto a Juventus, Sampdoria o Lazio. Anche se devo dire che qualcosa di importante finora lo abbiamo fatto, a partire dagli ottavi di finale raggiunti nella Tim Cup: un risultato storicio, credo, per il Livorno».
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