Gioco
LIVORNO CALCIO
Spinelli-Cosmi, amore a prima vista Come ripartire? I consigli per il mister
Gianni Massone
Spinelli osserva gli allenamenti degli amaranto sotto la guida di Cosmi. «Abbiamo preso un allenatore di esperienza - dice - e mi auguro che riesca a dare un 20% in più alla squadra come rendimento generale». Poi confessa: «Ho sbagliato a confermare Ruotolo...»
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LIVORNO. «E il presidente dov’è?». La domanda sorge spontanea. Lo chiedono un po’ tutti gli addetti ai lavori. Ricky Sogliano li tranquillizza: «State calmi, sta arrivando». Poco dopo entra nel Centro Coni la “Cayenne” amaranto del “capo”, con Spinelli che dispensa sorrisi e strette di mano. Un soprabito blu, sul maglione nero, vestito grigio.
«A Pisa ho trovato il nubifragio. Qui c’è un sole splendente, quasi estivo. A Livorno è così, vero?». Sicuro. Una calorosa stretta di mano con l’«Uomo del fiume» in perfetta tenuta di lavoro e senza il cappellino. Sogliano e Ricci fanno da cornice. Il quadretto rappresenta il poker del rinnovamento, della nuova svolta.
Cosmi racconta: «Avrò ricevuto trecento messaggi. Uno dei più belli è stato quello di Miccoli. Mi ha lasciato scritto: mister con il mio gol ti ho fatto venire a Livorno...». Spinelli parla di tutto e di più. Osserva la partitella, a volte si arrabbia quando vengono fallite delle ottime occasioni. «Abbiamo preso un allenatore di esperienza e mi auguro che riesca a dare un 20% in più alla squadra come rendimento generale. Ci vorrà qualche partita prima che prenda visione in pieno del gruppo a sua disposizione. Non bisogna avere fretta. L’impatto è stato forte, ho visto subito che si tratta di un allenatore che vuole una squadra reattiva, solida, compatta. Il 3-5-2 è il modulo preferito, quello che si adatta ai nostri giocatori».
Mea culpa. Un atto di dolore. Quello che si riferisce a Ruotolo e al “tutor” Russo. «Devo ammetterlo: ho sbagliato a dare l’incarico a questa coppia di allenatori. Le colpe sono mie. Ma come potevo allontanare Gennarino dopo la promozione in serie A con quegli splendidi play-off? È stato un gesto di riconoscenza. Purtroppo non ha funzionato. Russo è una persona stimata e devo ringraziarlo. È sempre stato disponibile. Non poteva fare altro». Ribadisce quello che ci aveva detto sul conto di Genny. «Ruotolo resterà con noi. Adesso, insieme a Elio Signorelli, andrà una settimana in Romania, poi in Inghilterra ospite del Chelsea di Ancelotti e del West Ham di Zola. Tutto per imparare. Quindi sarà in Belgio. E potrà osservare dei giocatori giovani e segnalarli».
Rimedi. Un piano di lavoro concertato. Sogliano e Ricci filano di comune accordo. Spinelli afferma: «Sogliano mi rappresenta a tutti i livelli. Ci conosciamo da una vita. Ricci è un operatore di mercato e anche lui andrà a vedere i giocatori all’estero. Faremo gli interventi giusti. Cosmi è un allenatore abituato a lottare e saprà trasformare questi giocatori che hanno bisogno di ritrovare entusiasmo e sicurezza nei loro mezzi. Devo dire che abbiamo incontrato dei portiere fenomeni come Frey, Storari, Buffon. Aveve visto Dida? Se c’era lui nel Milan contro di noi...».
Parla e guarda la partitella. Tavano realizza un doppietta. «Mi sembra che stia bene. Meno male». E per finire confida: «Dico una cosa. Temo più l’Atalanta della Roma e dell’Inter perchè quello è un confronto diretto che dovrà essere vinto a tutti i costi».

«A Pisa ho trovato il nubifragio. Qui c’è un sole splendente, quasi estivo. A Livorno è così, vero?». Sicuro. Una calorosa stretta di mano con l’«Uomo del fiume» in perfetta tenuta di lavoro e senza il cappellino. Sogliano e Ricci fanno da cornice. Il quadretto rappresenta il poker del rinnovamento, della nuova svolta.
Cosmi racconta: «Avrò ricevuto trecento messaggi. Uno dei più belli è stato quello di Miccoli. Mi ha lasciato scritto: mister con il mio gol ti ho fatto venire a Livorno...». Spinelli parla di tutto e di più. Osserva la partitella, a volte si arrabbia quando vengono fallite delle ottime occasioni. «Abbiamo preso un allenatore di esperienza e mi auguro che riesca a dare un 20% in più alla squadra come rendimento generale. Ci vorrà qualche partita prima che prenda visione in pieno del gruppo a sua disposizione. Non bisogna avere fretta. L’impatto è stato forte, ho visto subito che si tratta di un allenatore che vuole una squadra reattiva, solida, compatta. Il 3-5-2 è il modulo preferito, quello che si adatta ai nostri giocatori».
Mea culpa. Un atto di dolore. Quello che si riferisce a Ruotolo e al “tutor” Russo. «Devo ammetterlo: ho sbagliato a dare l’incarico a questa coppia di allenatori. Le colpe sono mie. Ma come potevo allontanare Gennarino dopo la promozione in serie A con quegli splendidi play-off? È stato un gesto di riconoscenza. Purtroppo non ha funzionato. Russo è una persona stimata e devo ringraziarlo. È sempre stato disponibile. Non poteva fare altro». Ribadisce quello che ci aveva detto sul conto di Genny. «Ruotolo resterà con noi. Adesso, insieme a Elio Signorelli, andrà una settimana in Romania, poi in Inghilterra ospite del Chelsea di Ancelotti e del West Ham di Zola. Tutto per imparare. Quindi sarà in Belgio. E potrà osservare dei giocatori giovani e segnalarli».
Rimedi. Un piano di lavoro concertato. Sogliano e Ricci filano di comune accordo. Spinelli afferma: «Sogliano mi rappresenta a tutti i livelli. Ci conosciamo da una vita. Ricci è un operatore di mercato e anche lui andrà a vedere i giocatori all’estero. Faremo gli interventi giusti. Cosmi è un allenatore abituato a lottare e saprà trasformare questi giocatori che hanno bisogno di ritrovare entusiasmo e sicurezza nei loro mezzi. Devo dire che abbiamo incontrato dei portiere fenomeni come Frey, Storari, Buffon. Aveve visto Dida? Se c’era lui nel Milan contro di noi...».
Parla e guarda la partitella. Tavano realizza un doppietta. «Mi sembra che stia bene. Meno male». E per finire confida: «Dico una cosa. Temo più l’Atalanta della Roma e dell’Inter perchè quello è un confronto diretto che dovrà essere vinto a tutti i costi».
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