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E Cosmi vuole undici leoni

Gianni Massone
<strong> PRIMO CIAK.</strong> Serse Cosmi sul campo insieme a Perticone, Candreva, Moro e Miglionico
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PRIMO CIAK. Serse Cosmi sul campo insieme a Perticone, Candreva, Moro e Miglionico

Ricci e Sogliano sottolineano le qualità dell'allenatore umbro: «La prima scelta» Amaranto allo stadio, poi ritiro alla Borghesiana

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LIVORNO. Una giornata spaccata in due: al mattino l'ultima seduta guidata soltanto dal "tattico" Giovanni Vitali e i due preparatori. Un clima di smobilitazione. Il "paron" Vittorio Russo aveva salutato la compagnia ed era rientrato a Trieste. Nel pomeriggio il cambio del cosiddetto manico: Serse Cosmi con il suo "secondo" Mario Palazzi e il preparatore atletico Bellutti prendeva in mano la bacchetta del comando, radunava il gruppo dei giocatori negli spogliatoi.

Un'ora e mezza di conclave. Cosmi era reduce dalla conferenza stampa quanto mai affollata di telecamere, operatori, giornalisti. Tutte le testate televisive a livello nazionale erano rappresentate. Sul rettangolo verde del Centro Coni, quando sbucava il gruppone dei giocatori amaranto, c'erano soltanto due fotoreporter. Nessuno si era fermato per vedere come avrebbe iniziato la sua opera il nuovo conducator. Eravamo presenti al primo ciak di manovella dell'«Uomo del fiume» con la nuova divisa, senza berretto, reattivo, pronto a dirigere le operazioni. Con lui Mariogol Palazzi, barbetta incolta, spalle incassate, tanta allegria. «Il mister ha parlato chiaro, vuole sempre vedere undici leoni in campo e gli avversari dovranno restare meravigliati per lo spirito aggressivo e reattivo della squadra. Posso dire una cosa? Io a Livorno ho sempre vinto. E vedrai che ci riuscirò anche questa volta».

Sogliano e Ricci. Il consulente-direttore appariva rilassato. Chiuso nel suo trench osservava i lavori in corso. Prima della presentazione di Cosmi non aveva parlato. Adesso faceva questa osservazione: «Avevamo interpellato diversi allenatori e tutti si sono dimostrati disponibili. Ma la nostra scelta primaria, fin da lunedì, era quella di Serse Cosmi. Abbiamo dovuto far continuare gli allenamenti da Russo e Ruotolo perchè non potevamo fermare la squadra. C'era da ascoltare il parere di Cosmi e trattare l'aspetto economico. Ritengo che sia stata la decisione migliore. Un tecnico preparato e sanguigno». Sogliano faceva i complimenti a Nelso Ricci: «Ho trovato una persona molto competente. Glielo detto personalmente». Un feeling molto stretto. E Arrigo Sacchi? Sogliano raccontava: «Lo avevo interpellato per la nostra amicizia. Poteva fare il direttore tecnico con un giovane allenatore. Ma ha subito rifiutato». Nelso Ricci, a sua volta, diceva: «Anch'io ero deciso verso Cosmi. Gli altri erano stati interpellati per avere delle indicazioni».

Primo impatto. Alle cinque della sera cominciava la nuova avventura. Con la Roma nel mirino. Cosmi dava ordini a Palazzi, pettorine, birilli, divisioni del campo, palleggi. Palazzi era in coppia con Lucarelli. Tre squadre di sei uomini. Arancio: Perticone, Vitale, Cellerino, Knezevic, Filippini, Simeoni. Verdi: Pulzetti, Lucarelli, Raimondi, Candreva, Dionisi, Miglionico. Amaranto: Galante, Moro, Diniz, Bergvold, Danilevicius, Marchini. E Cosmi che si sgolava: «Non fermatevi». «State concentrati». «Ritmo alto». «Bene così». A parte c'erano Tavano e Mozart. E Sogliano chiedeva lumi. «Ciccio, come va?». «Non sento dolore. Adesso vado a fare dei massaggi». «Mozart, come va? «Abbastanza bene». Risposte confortanti. Pieri non aveva accelerato. Un clima nuovo, professionale, come deve essere in serie A. Adesso, sotto con la reazione. E i risultati.

Oggi allo stadio. Un galoppo in famiglia questo pomeriggio allo stadio. Se le condizioni meteo lo consentiranno. Potrebbe esserci anche il presidente. Cosmi dovrebbe collaudare la squadra che giocherà contro la Roma e provare il 3-5-2. Previste molte novità. Al termine dei lavori ci sarà il trasferimento alla Borghesiana.

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di Redazione web