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Basket Livorno, è l'ora della responsabilità

Charlie Foiera ha parlato a nome di tutta la squadra
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Charlie Foiera ha parlato a nome di tutta la squadra

7 ottobre, è il momento di gettare la maschera. Mercoledì prossimo gli azionisti di Basket Livorno si riuniranno per un'assemblea dalla quale dovrà uscire il nome del soggetto che metterà in liquidazione la società, e l'auspicio di tutti è che dopo tanti mesi di schermaglie e dialoghi fra sordi prevalga finalmente il senso di responsabilità.

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LIVORNO. 7 ottobre, è il momento di gettare la maschera. Mercoledì prossimo gli azionisti di Basket Livorno si riuniranno per un'assemblea dalla quale dovrà uscire il nome del soggetto che metterà in liquidazione la società, e l'auspicio di tutti è che dopo tanti mesi di schermaglie e dialoghi fra sordi prevalga finalmente il senso di responsabilità. GNI Srl (gli amici di Valterio Castelli), Patrizio Tofani, Maurizio Polini e Livorno Sport dovranno guardarsi negli occhi e dirsi cosa intendono fare. Trovare una soluzione indolore onorando al meglio gli impegni nei confronti dei creditori o andare verso il fallimento con tutta una serie di risvolti (anche penali) per chi ha amministrato la società? Tra i soci di Basket Livorno soltanto Livorno Sport sembra manifestare seriamente l'intenzione di voler arrivare a una conclusione decorosa della vicenda almeno nei confronti di squadra e staff. Una presa di posizione responsabile che dovrebbe arrivare anche dagli altri soci privati, perché non conviene a nessuno mandare a tutta velocità un Tir a schiantarsi contro il muro. In una srl sono responsabili in prima persona gli amministratori, chi nell'estate 2008 ha firmato i contratti e giocatori e dipendenti non può far finta di niente solo perché è sceso dal treno in corsa a metà campionato e ha parcheggiato le proprie quote. Nessuno può sentirsi esente: dal punto di vista formale, etico, sostanziale. Il codice civile parla chiaro.
In attesa di sapere cosa verrà fuori dal summit di mercoledì prossimo i giocatori tornano a far sentire la propria voce. Sono professionisti, dei lavoratori che grazie alla pallacanestro mandano avanti famiglie e figli, se reclamano i diritti maturati hanno mille ragioni. Charlie Foiera, l'ex capitano amaranto oggi a Veroli, rinnova l'appello a nome della squadra: «Stiamo aspettando ancora i soldi - dice Foiera - e rinnoviamo la richiesta affinché il sindaco Cosimi mantenga la parola che aveva più volte dato a noi giocatori facendo quello che ci ha detto. Ma speriamo anche che personaggi come Tofani, Castelli e gli altri si diano una mossa. Giocatori, allenatori, dirigenti: tutti dobbiamo riscuotere cifre importanti maturate col nostro lavoro. Non chiediamo la luna, soltanto di veder riconosciuto un nostro diritto». (re.mar.)

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