Gioco
Serie A
Resta Ruotolo, ma c'è l'ombra di Beretta
Alessandro Bernini
◗
FLASH. Cartoline della serata di sabato: a sinistra un’entrata in sforbiciata di Mozart sul tentativo di tiro di Mutu, al centro Lippi in tribuna, a destra Cristiano Lucarelli tenta il colpo di testa contro KroldrupIL DAY AFTER LO STOP COI VIOLA Niente summit nella villa di Genova Gli altri nomi nella lista dei papabili
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una domenica con la bile, a rimuginare sull'incredibile sconfitta contro la Fiorentina. Rabbia non addolcita dagli altri risultati. Pensieri, telefonate ma nessun summit a Genova a casa Spinelli. E una conferma: per ora si va avanti con Ruotolo e Russo.
Quel "per ora" trova il suo confine a Siena, dove il Livorno giocherà domenica prossima. Un derby davvero di fuoco per entrambe. Non saranno tutte colpe di Russo e Ruotolo, ma se il Livorno dovesse perdere ancora è chiaro che le due teste potrebbero saltare. Funziona così nel calcio: chiuso il mercato, i giocatori sono questi, e allora pagano gli allenatori.
La lista dei tecnici liberi non è molto lunga. Anzi, per il Livorno è molto breve. In pole c'è Beretta col quale Spinelli aveva già avuto diversi colloqui questa estate prima di scegliere Ruotolo. È un allenatore abituato a lottare per il pane e ha la stima di Nelso Ricci. Sempre che prima non gli arrivi la chiamata di altre società, come ad esempio il Catania. Inutile farsi illusioni su Mazzarri (altra categoria, anche un forziere di euro potrebbe non bastare), mentre un tecnico che Spinelli ha sempre apprezzato è Sonetti. Chi verrebbe di corsa è Gigi Cagni (visto all'Ardenza col Cagliari), idem Serse Cosmi.
A quanto risulta lo scorso anno, quando Acori stava per essere esonerato, ci fu un contatto anche con Ficcadenti (ex Pistoiese, Verona e Reggina) ma non se ne fece di niente per diversità di vedute tecniche.
Comunque per ora Aldo Spinelli va avanti con Ruotolo e Russo. «Non stiamo giocando male, non è colpa loro», ha detto ieri il presidente. Una partenza in salita era prevedibile, con questo calendario c'era poco da stare allegri. Però uno-due punti in più potevano arrivare, schierando la formazione giusta a Bologna e con un pizzico in meno di sfortuna contro la Fiorentina. E a 4 punti adesso non ci sarebbero processi contro il Livorno.
Ruotolo e Russo fanno gli allenatori, non gli inventori, e se Lucarelli e Tavano non la buttano dentro sarebbe dura anche per Mourinho. Delle soluzioni alternative comunque vanno cercate, anche perché a Lucarelli non arriva mai un cross degno di questo nome e Tavano va servito in profondità e non spalle alla porta. Il gioco nella zona centrale c'è, grazie a Candreva ma anche a Mozart che sta crescendo, il problema sono le fasce laterali che troppo spesso sono terra arida che non lascia nascere giocate amaranto.
Il resto deve farlo l'ambiente. Andare in depressione adesso sarebbe deleterio: il Livorno è retrocesso in serie B l'anno in cui si è spezzato il feeling squadra-tifosi, mai dimenticarlo. Il semaforo verde è scattato da poco, ritrovarsi in coda non è un dramma sempre che ognuno faccia la sua parte per la risalita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
