Il Tirreno

Livorno

Serie A

«Se ci vogliono in B...»

Gianni Massone
<strong>L’IRA FUNESTA. </strong>Spinelli torvo; a sinistra l’arbitro Damato
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L’IRA FUNESTA. Spinelli torvo; a sinistra l’arbitro Damato

Il presidente esterna: è sempre così, bastonate alle piccole «Ma la squadra è ok»

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LIVORNO. La voce del padrone è mogia, delusa, critica. Aldo Spinelli spara bordate verso l'arbitro e il sistema. Si era trattenuto prima nella saletta per rivedere le immagini incriminate, quelle dei due rigori non dati al Livorno, quindi si era recato negli spogliatoi per un colloquio generale. Senza il k-way giallo tenuto arrotolato nelle mani, è venuto a parlare in diretta ai microfoni di Sky e, quindi, nel bailamme di microfoni e registratori. Testa bassa, come un cane bastonato. Un processo a Damato di Barletta in diretta mentre sul piccolo schermo vengono fatte passare le immagini incriminate. Gli mettono l'auricolare per il collegamento. Frey frana su Tavano. «Guardi, se non è rigore quello, così netto. Un portiere che si disinteressa della palla e travolge l'attaccante. Guardi, guardi...». Gli rispondono e lui ribatte.
«Eravamo sullo 0-0 e potevamo andare in vantaggio». Ecco le immagini su Cellerino. Spinelli tuona: «Guardi, guardi, se non è rigore. Cellerino entra fra due avversari che cerano di fargli fallo e lui procede, entra in area e viene atterrato. L'arbitro doveva dare la regola del vantaggio e decretare il rigore. C'era quello per la Fiorentina? Giusto così. Ma a che per noi. No, guardi, così non si va avanti. Se dall'alto qualcuno ha già deciso che il Livorno deve retrocedere allora lascio il calcio, nando tutti a quel paese. Questa è un'ingiustizia. Damato contro il Livorno. Spinelli insiste: «Non è stato equilibrato nelle sue decisioni. Donadel è stato perdonato perchè doveva ricevere una seconda ammonizione che gli sarebbe costata l'espulsione. La squadra? Non ho nulla da dire, ha giocato con intensità, agonismo, determinazione. Frey ha evitato la rete a Pulzetti con quella prodigiosa respinta in extremis. E' chiaro che abbiamo dei problemi in attacco».
Pronto Mario Beretta. Una panchina che scotta. Quella di Russo-Ruotolo. Ai vertici della società non si parla ancora di una decisione drastica ma nelle prossime ore sarà esaminata la situazione nelle sue linee generali. La squadra gioca un buon calcio, però non segna. «Una sola rete in sei partite, come si può sperare di vincere?». E' il pensiero dei vertici. Un esame profondo che dovrebbe portare a un cambio della gestione tecnica. In questo caso Mario Beretta è indubbiamente il favorito perchè viene ritenuto un allenatore che ha sempre lottato con squadre che devono evitare la retrocessione, pratica un modulo di gioco speculare, conosce il campionato. Mario Beretta appare favorito nettamente nei confronti di Luigi Cagni, Alberto Malesani, Claudio Arrigoni, Serse Cosmi. E' stato chiesto al presidente se avesse in animo di cambiare il manico. Ha risposto di no in maniera molto diplomatica.
Possiamo dire che era stato contattato Walter Mazzarri ma lui ha ringraziato e rifiutato perchè aspira a qualche società di alto rango. Spinelli ci rifletterà l'intera notte. Gli verranno gli incubi di Damato, quelli dell'attacco che non riesce a segnare, quelli della panchina. Un sabato tremendo. Una reazione è auspicabile. Le arrabbiature devono portare a una decisione finale. Perchè la serie A è un bene inestimabile e nessuno vuole perderla. Spinelli in primis.
Gianni Massone

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