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Mozart e "Tyson", pruriti da Milan

Gianni Massone
<strong>GALOPPO.</strong> Rivas corre fra Moro e Miglionico a destra: la prima volta di Mozart con i nuovi compagni
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GALOPPO. Rivas corre fra Moro e Miglionico a destra: la prima volta di Mozart con i nuovi compagni

Ribalta accesa per i due nuovi amaranto. Quelli che hanno chiuso il mercato portando il numero degli arrivi a dieci. Quelli che dovranno dare un alto contributo alla causa per la salvezza

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LIVORNO. Ribalta accesa per i due nuovi amaranto. Quelli che hanno chiuso il mercato portando il numero degli arrivi a dieci. Quelli che dovranno dare un alto contributo alla causa per la salvezza. Il primo che si presenta è Junior Santos Batista Mozart, capelli cortissimi, viso pacioso, sorridente. Enrique Lopez Rivas è in ritardo perchè è rimasto bloccato sull'autostrada. Come si è arrivati a questi due giocatori? Lo spiega Nelso Ricci quanto mai gasato e ottimista.
«Mozart non è certo una scoperta perchè ha giocato cinque stagioni nella Reggina e sapevamo quello che aveva dato. Poi c'è stato l'intervallo prima in Russia e quindi in Brasile. Lo abbiamo sempre cercato e voluto perchè sappiamo quello che può dare alla nostra squadra. La sua posizione burocratica è a posto, attendiamo soltanto il visto da parte della Lega in modo che possa essere a disposizione per il Milan. Cercheremo di fargli ottenere il passaporto italiano in modo da liberare un posto di extracomunitario».

Ricci su Rivas. «Un difensore potente che abbiamo ottenuto dall'Inter in prestito e sul quale il presidente ha insistito molto. Volevamo un difensore di qualità e carisma, con tanto entusiasmo. Ho pure interpellato Mancini e la risposta è stata positiva. Per conto mio è una sicurezza».

Parla Mozart. Arrivato fresco dal Brasile. Qualche difficoltà all'aeroporto superata. Mozart, classe 1979, comincia la sua avventura a Livorno. Una premessa, molto indicativa: «Più che parlare, preferisco giocare». Cerca di calarsi nella parte, spiega, effettua qualche previsione. «Prenderò il numero 24 di maglia, L'ultima partita di campionato con il Palmeiras l'ho disputata il 21 giugno scorso e poi ho partecipato a due gare della coppa Libertadores. Mi sono allenato sempre, penso di essere quasi a posto sotto l'aspetto fisico. Il mio peso? E' quello normale». Le solite malelingue avevano detto che aveva qualche chilo di troppo, addirittura cinque-sei. Mozart fa spallucce. «Mi vedete, sono qua. Mi auguro soltanto di avere il placet della Lega per la gara con il Milan perchè vorrei poter dare il mio contributo». Una partita chiusa per il Livorno? «Niente affatto. Tutte sono difficili perchè dopo il Milan avremo la Juventus e così avanti. Il campionato di serie A è questo e dobbiamo affrontarlo sapendo di lottare e di dover dare sempre il meglio di noi stessi». Qualche conoscenza del gruppo? «Ho giocato cinque anni nella Reggina e ci conosciamo un po' tutti. Il mio ruolo? E' quello di centrocampista basso, che preferisce smistare il pallone, far girare la squadra. Ma uno solo non può bastare per cui tutti dovranno rispondere sempre al massimo livello. Una lotta continua, sapendo che al nostro fianco avremo i tifosi». Mozart è sposato con Elisabetta. Ha due figli: Emanuele e Luca.

Parla Rivas. Il "Tyson" amaranto. Si presenta con un quarto d'ora di ritardo per il traffico. Enrique Lopez Rivas, colombiano, classe 1983, sposato con la signora Meyer, due figli: Jordan, 8 anni e Alana, 7 mesi. Vestito casual, colorato, sorriso a trentadue denti. Il gigante nero della difesa labronica. Subito, senza mezzi termini si esprime in un buon italiano: «Sono venuto a Livorno per giocare. Basta panchina, o spezzoni di partita. Ho accettato in maniera entusiastica perchè sapevo di poter avere l'occasione giusta per fare un'intero campionato. Ho perso soltanto due partite, possono bastare. Come mi sento? In forma. Ho fatto una partita nella trasferta turca di Adana e mi sono trovato a mio agio. L'intesa con i miei compagni è stata immediata». Con il Milan, sabato. E' un piccolo derby? «Sicuro. Il Milan ha tanti campioni, ma non dobbiamo farci impressionare. Ogni partita sarà dura, intensa, da dover lottare senza un attimo di tregua. Il Livorno non piegherà la testa di fronte a nessuno». Meglio nella difesa a tre o a quattro? Rivas non ha problemi: «Mi adeguo sempre. Il mio dovere è quello di non far segnare il mio avversario e di dare un aiuto alla squadra». Rivas e quella palla passata indietro rimasta nella storia. «Un episodio sfortunato». Hobby particolari? «Nessuno. Sono un ragazzo tranquillo che pensa a giocare e alla famiglia». Il finale. Gli chiediamo di dare un titolo a Mourinho. Non ci pensa un attimo a rispondere con una sola parola: «Bravo». Ride, di gusto. Tyson-Rivas batte il cinque, la nuova esperienza sotto i Quattro Mori è appena scattata. E sarà subito Milan...

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