Attenzione
LIVORNO SPORT
C'è l'assemblea, finalmente
◗
Il PalaLivorno pieno di pubblico: c’era una volta il basket di serie ACirca 2 milioni il passivo del club: i soci chiamati a un'assunzione di responsabilità
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ore 18.30, via Pera. I soci di Basket Livorno, un club già morto sul piano sportivo e destinato al cimitero anche per il codice civile, si riuniscono oggi, convocati dalla presidente Annalisa Mazzola, subentrata dal 20 maggio 2009 a Patrizio Tofani. È un'assemblea ordinaria, solo informativa, per illustrare ai componenti del pacchetto azionario e al CdA lo stato dei conti, finalmente messi in chiaro dopo qualche mese di situazione nebulosa. Vista l'importanza dell'appuntamento è auspicabile la presenza di tutti i soci.
Che sono i successori dell'ex presidente e sponsor Valterio Castelli (la GNI srl, proprietari Paolo Presi e Fabio Bruni: il primo è sindaco revisore della TD Nuove Tecnologie Cagliari, una spa legata alla Tosco Dati Firenze, la madre di TDgroup), l'empolese Maurizio Polini, Patrizio Tofani e la Livorno Sport.
Alla fine dell'assemblea di stasera dovrebbe essere tracciata una linea di condotta con le prossime mosse: la messa in liquidazione oppure la consegna dei libri contabili in tribunale, con la verifica (anche a monte) delle responsabilità civili e penali per chi occupava i ruoli chiave dentro la società. Il passivo di Basket Livorno è stato quantificato e si tratta di un debito consistente, più o meno 2 milioni di euro.
Inutile continuare a nascondersi, in questo momento sarebbe meglio per tutti usare la ragionevolezza. Il sindaco ha più volte garantito ai giocatori che avrebbero riscosso tutte le spettanze maturate e si adoprerà per mantenere la parola data cercando in città qualche aiuto da chi già aveva dato una mano in passato, ma anche i soci di BL, chi l'ha amministrata e ha firmato i contratti, dovrebbero fare la loro parte.
Pagare i creditori privilegiati (squadra e staff) è il primo comandamento, però non sarebbe male ricordare che ci sono anche altre persone (affittuari delle case, fornitori) in attesa di sapere se e come potranno riscuotere i rispettivi crediti.
Sport e immagine. Claudio Crippa, general manager in via Pera dal 2004 al 2006, ha sempre Livorno nel cuore e fa una considerazione: «Ho letto recentemente sul "Sole 24 Ore" che Livorno è la città più sportiva d'Italia nel rapporto abitanti/impianti/risultati conseguiti, e dopo averci vissuto la cosa non mi stupisce. Vorrei però far presente che la morte del basket di serie A rappresenta un danno gravissimo, perché lo sport di vertice rappresenta un veicolo fondamentale per farsi conoscere in giro, il ritorno di immagine per una città è enorme. Gli amministratori locali devono prenderne atto e agire di conseguenza. So perfettamente che i problemi primari di un sindaco sono quelli di salvare i posti di lavoro nelle aziende in crisi, di pensare agli asili e alle altre cose che stanno a cuore alla collettività. Va anche bene spendere 4-500mila euro per "Effetto Venezia": richiama i turisti e dura dieci giorni. Ma una squadra nel basket di vertice è una cassa di risonanza che risuona tutto l'anno, ti dà un ritorno di immagine sicuro e prolungato nel tempo. Nessuna polemica, sia chiaro, vorrei soltanto fornire un elemento di riflessione».
Che sono i successori dell'ex presidente e sponsor Valterio Castelli (la GNI srl, proprietari Paolo Presi e Fabio Bruni: il primo è sindaco revisore della TD Nuove Tecnologie Cagliari, una spa legata alla Tosco Dati Firenze, la madre di TDgroup), l'empolese Maurizio Polini, Patrizio Tofani e la Livorno Sport.
Alla fine dell'assemblea di stasera dovrebbe essere tracciata una linea di condotta con le prossime mosse: la messa in liquidazione oppure la consegna dei libri contabili in tribunale, con la verifica (anche a monte) delle responsabilità civili e penali per chi occupava i ruoli chiave dentro la società. Il passivo di Basket Livorno è stato quantificato e si tratta di un debito consistente, più o meno 2 milioni di euro.
Inutile continuare a nascondersi, in questo momento sarebbe meglio per tutti usare la ragionevolezza. Il sindaco ha più volte garantito ai giocatori che avrebbero riscosso tutte le spettanze maturate e si adoprerà per mantenere la parola data cercando in città qualche aiuto da chi già aveva dato una mano in passato, ma anche i soci di BL, chi l'ha amministrata e ha firmato i contratti, dovrebbero fare la loro parte.
Pagare i creditori privilegiati (squadra e staff) è il primo comandamento, però non sarebbe male ricordare che ci sono anche altre persone (affittuari delle case, fornitori) in attesa di sapere se e come potranno riscuotere i rispettivi crediti.
Sport e immagine. Claudio Crippa, general manager in via Pera dal 2004 al 2006, ha sempre Livorno nel cuore e fa una considerazione: «Ho letto recentemente sul "Sole 24 Ore" che Livorno è la città più sportiva d'Italia nel rapporto abitanti/impianti/risultati conseguiti, e dopo averci vissuto la cosa non mi stupisce. Vorrei però far presente che la morte del basket di serie A rappresenta un danno gravissimo, perché lo sport di vertice rappresenta un veicolo fondamentale per farsi conoscere in giro, il ritorno di immagine per una città è enorme. Gli amministratori locali devono prenderne atto e agire di conseguenza. So perfettamente che i problemi primari di un sindaco sono quelli di salvare i posti di lavoro nelle aziende in crisi, di pensare agli asili e alle altre cose che stanno a cuore alla collettività. Va anche bene spendere 4-500mila euro per "Effetto Venezia": richiama i turisti e dura dieci giorni. Ma una squadra nel basket di vertice è una cassa di risonanza che risuona tutto l'anno, ti dà un ritorno di immagine sicuro e prolungato nel tempo. Nessuna polemica, sia chiaro, vorrei soltanto fornire un elemento di riflessione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
