Gioco
ADDIO AL FUORICLASSE
Diamanti a Londrala delusione dei tifosi
Alessandro Bernini
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ADDIO. A sinistra il presidente Aldo Spinelli «sorveglia» il riscaldamento di Fantalex e il fantasista in un momento di sconfortoManca solo l'ufficialità ma è questione di ore. Il contratto è già pronto e Alessandro Diamanti è già pronto per salutare i compagni e trasferirsi a Londra. Per lui un contratto da un milione a stagione che salirà negli anni successivi. Al Livorno vanno 6 milioni più alcuni bonus
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LIVORNO. Diamanti è pronto a salutare i compagni e a partire per Londra dove lo attende un contratto milionario con il West Ham di Gianfranco Zola. L'ufficialità arriverà solo nelle prossime ore ma l'accordo è sicuro. Al Livorno andranno 6 milioni più alcuni bonus. Al calciatore un milione il primo anno, con retribuzione destinata a salire per le stagioni successive.
L'incontro a Genova. Smentite le parole che Spinelli aveva pronunciat davanti ai microfoni domenica sera. «Diamanti non lo vendo. Il West Ham? Per l'amor di Dio...». Così aveva tuonato Aldo Spinelli domenica sera uscendo dallo stadio. Quindici ore dopo è in una saletta vip dell'aeroporto di Genova insieme al figlio Roberto, ai due uomini-mercato Ricci e Signorelli, e soprattutto a due emissari venuti da Londra, sponda West Ham. Chi sono? Il direttore tecnico Gianluca Nani (ex Brescia) e il direttore finanziario Nick Igoe.
L'aereo della British Airways è annunciato a Genova alle 13.10 ma atterra con quasi un'ora di ritardo. Poco male, di tempo per parlare ce n'è in abbondanza. Dopo un po' arrivano anche Diamanti e il suo procuratore Puccinelli.
Garanzie economiche. Il tempo di una stretta di mano e poi si inizia a parlare. L'argomento? I soldi. Perché sta qui il vero nodo della trattativa. Appurato che Diamanti vede di buon occhio l'eventuale passaggio al West Ham, e che il Livorno è disposto a cederlo di fronte a un'offerta concreta, resta da chiarire questi soldi quanti sono e (soprattutto) se ci sono. Il vero timore di Spinelli sta nelle condizioni economiche del club londinese: un giorno Zola minaccia le dimissioni, un giorno il presidente islandese sembra sul punto del crac, e un altro giorno ecco la volontà di comprare Diamanti, poi Oddo, poi Julio Baptista, poi Gudjohnsen. Ma questo West Ham i soldi ce li ha oppure no? Primo segnale: se questi del West Ham sono scesi in Italia, evidentemente la valigetta è piena, sennò non venivano neanche.
Contratto in ufficio. Si va per le lunghe. Tanto che la comitiva decide di spostarsi verso l'ufficio genovese di Aldo Spinelli. Altro segnale: vuol dire che ci sono le basi per chiudere l'affare, altrimenti il presidente Spinelli non avrebbe certo perso tutto questo tempo.
Il ds Nani muove i fili della trattativa, ci sono alti e bassi ma già nel tardo pomeriggio filtra la sensazione che si vada verso l'accordo. Sul tavolo l'opzione del prestito con diritto di riscatto ma anche l'opzione dell'acquisto secco, forse la preferita da Spinelli perché porterebbe i soldi in cassa subito. In questo caso si parla di una cifra attorno ai 6 milioni di euro. Mentre da Genova rimbalza la voce di una proposta di adeguamento a Diamanti (intorno ai 700mila euro) che sarebbe stata rifiutata.
Il silenzio. Si va a oltranza. Ma più passa il tempo e più è chiaro che l'affare si fa. In serata si blindano tutti. Anche Diamanti preferisce non parlare. «Abbiamo lavorato tutto il giorno - si concede Nelso Ricci quando sono superate da poco le 22 - ma ci aggiorniamo a domani». Oggi ci sarà un'altra puntata. Ma la sceneggiatura è già scritta: Diamanti va al West Ham. Il colpevole sceglietelo voi, l'arma del delitto è sempre questo benedetto-maledetto contratto.
Di certo sarà un film con pochi applausi. Chiedete ai 7.000 che hanno sottoscritto l'abbonamento al Livorno.
Ballo delle colpe. Facile intuire che a breve inizierà il gioco dello scaricabarile. Un classico. Vero che Diamanti aveva detto «no» al Parma mentre era molto affascinato dall'ipotesi West Ham, come aveva confermato pure ai tifosi. Vero anche che il mal di pancia sul contratto durava già da luglio per cui si poteva curare. E vero, soprattutto, che Diamanti aveva firmato un contratto fino al 2013: davanti a una convinzione estrema di non cederlo, non c'erano West Ham o Barcellona che tenessero. Ma forse, appunto, questa convinzione estrema non c'era.
Aldo Spinelli è fatto così. Ama scommettere, e quasi sempre vince lui. Altrimenti non avremmo fatto cinque anni di serie A negli ultimi sei. Siamo di nuovo nelle sue mani.
E ora? Adesso però, per favore, non diteci che al posto di Diamanti arriverà Leko o Franceschini. O Budel. Quella è un'altra storia. Noi parliamo di giocatori che spostano, come ha spostato Diamanti. E poi, consentitecelo, con Diamanti vola via anche quel pizzico di gioia per il calcio che avevamo ritrovato pur in serie B. Il Livorno prenderà i soldi ma l'impoverimento è clamoroso: di qualità, di personalità, di senso di appartenenza.
L'incontro a Genova. Smentite le parole che Spinelli aveva pronunciat davanti ai microfoni domenica sera. «Diamanti non lo vendo. Il West Ham? Per l'amor di Dio...». Così aveva tuonato Aldo Spinelli domenica sera uscendo dallo stadio. Quindici ore dopo è in una saletta vip dell'aeroporto di Genova insieme al figlio Roberto, ai due uomini-mercato Ricci e Signorelli, e soprattutto a due emissari venuti da Londra, sponda West Ham. Chi sono? Il direttore tecnico Gianluca Nani (ex Brescia) e il direttore finanziario Nick Igoe.
L'aereo della British Airways è annunciato a Genova alle 13.10 ma atterra con quasi un'ora di ritardo. Poco male, di tempo per parlare ce n'è in abbondanza. Dopo un po' arrivano anche Diamanti e il suo procuratore Puccinelli.
Garanzie economiche. Il tempo di una stretta di mano e poi si inizia a parlare. L'argomento? I soldi. Perché sta qui il vero nodo della trattativa. Appurato che Diamanti vede di buon occhio l'eventuale passaggio al West Ham, e che il Livorno è disposto a cederlo di fronte a un'offerta concreta, resta da chiarire questi soldi quanti sono e (soprattutto) se ci sono. Il vero timore di Spinelli sta nelle condizioni economiche del club londinese: un giorno Zola minaccia le dimissioni, un giorno il presidente islandese sembra sul punto del crac, e un altro giorno ecco la volontà di comprare Diamanti, poi Oddo, poi Julio Baptista, poi Gudjohnsen. Ma questo West Ham i soldi ce li ha oppure no? Primo segnale: se questi del West Ham sono scesi in Italia, evidentemente la valigetta è piena, sennò non venivano neanche.
Contratto in ufficio. Si va per le lunghe. Tanto che la comitiva decide di spostarsi verso l'ufficio genovese di Aldo Spinelli. Altro segnale: vuol dire che ci sono le basi per chiudere l'affare, altrimenti il presidente Spinelli non avrebbe certo perso tutto questo tempo.
Il ds Nani muove i fili della trattativa, ci sono alti e bassi ma già nel tardo pomeriggio filtra la sensazione che si vada verso l'accordo. Sul tavolo l'opzione del prestito con diritto di riscatto ma anche l'opzione dell'acquisto secco, forse la preferita da Spinelli perché porterebbe i soldi in cassa subito. In questo caso si parla di una cifra attorno ai 6 milioni di euro. Mentre da Genova rimbalza la voce di una proposta di adeguamento a Diamanti (intorno ai 700mila euro) che sarebbe stata rifiutata.
Il silenzio. Si va a oltranza. Ma più passa il tempo e più è chiaro che l'affare si fa. In serata si blindano tutti. Anche Diamanti preferisce non parlare. «Abbiamo lavorato tutto il giorno - si concede Nelso Ricci quando sono superate da poco le 22 - ma ci aggiorniamo a domani». Oggi ci sarà un'altra puntata. Ma la sceneggiatura è già scritta: Diamanti va al West Ham. Il colpevole sceglietelo voi, l'arma del delitto è sempre questo benedetto-maledetto contratto.
Di certo sarà un film con pochi applausi. Chiedete ai 7.000 che hanno sottoscritto l'abbonamento al Livorno.
Ballo delle colpe. Facile intuire che a breve inizierà il gioco dello scaricabarile. Un classico. Vero che Diamanti aveva detto «no» al Parma mentre era molto affascinato dall'ipotesi West Ham, come aveva confermato pure ai tifosi. Vero anche che il mal di pancia sul contratto durava già da luglio per cui si poteva curare. E vero, soprattutto, che Diamanti aveva firmato un contratto fino al 2013: davanti a una convinzione estrema di non cederlo, non c'erano West Ham o Barcellona che tenessero. Ma forse, appunto, questa convinzione estrema non c'era.
Aldo Spinelli è fatto così. Ama scommettere, e quasi sempre vince lui. Altrimenti non avremmo fatto cinque anni di serie A negli ultimi sei. Siamo di nuovo nelle sue mani.
E ora? Adesso però, per favore, non diteci che al posto di Diamanti arriverà Leko o Franceschini. O Budel. Quella è un'altra storia. Noi parliamo di giocatori che spostano, come ha spostato Diamanti. E poi, consentitecelo, con Diamanti vola via anche quel pizzico di gioia per il calcio che avevamo ritrovato pur in serie B. Il Livorno prenderà i soldi ma l'impoverimento è clamoroso: di qualità, di personalità, di senso di appartenenza.
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