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Carpreaux, una tosta

Donatella Domenici
Carpreaux, una tosta

Primo arrivo importante in casa Women: a due settimane dall'inizio della preparazione, il play belga Marjore Carpreaux è già in città per prendere confidenza con il nuovo ambiente

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LIVORNO. Primo arrivo importante in casa Women: a due settimane dall'inizio della preparazione, il play belga Marjore Carpreaux è già in città per prendere confidenza con il nuovo ambiente.
«E' tutto molto bello - commenta - e sono felice di essere qui. Ho preferito anticipare il mio arrivo e mi sono installata al Villaggio Solidago, anche perché qui posso sfruttare la palestra ed il centro fitness». Appena arrivata la play belga si è subito messa all'opera e, seguita dal to preparatore Dino Serretti, svolgerà tre volte alla settimana un lavoro attento e preciso a livello di atletica. Classe 1987, Marjore Carpreaux è alla sua seconda esperienza italiana. «L'anno scorso fui chiamata da Ribera per disputare la seconda fase del campionato. E' stata però un'esperienza desolante, al punto che sono dovuta letteralmente scappare. Oggi sono a Livorno e il mio primo obiettivo è quello di rispettare appieno il contratto. L'ambiente mi sembra ottimo, il presidente e tutto lo staff mi hanno accolto al meglio e tutto questo sicuramente mi darà le giuste energie per poter andare avanti nel modo migliore». Marjore ha giocato in Belgio, nel Dexia Namur, fino alla passata stagione e con numerose esperienze in EuroLega.

Come giudichi il campionato italiano?
«In Italia il livello è ottimo. Tutte le squadre ormai sono professionistiche, con giocatrici che provengono da tutto il mondo, e ogni domenica tutte le partite saranno decisive».

E rispetto al Belgio?
«Senza dubbio in Italia l'organizzazione è migliore e completa. Da noi ti viene data maglietta, tuta e pantaloncini, e tutti gli extra sono a carico delle giocatrici. Anche il numero di spettatori è molto limitato, spero che qua la situazione sia migliore anche perché a me il pubblico ed il giusto incitamento mi danno la carica».

Torniamo alla tua nuova squadra, ci sono atlete che conosci?
«Con Willis ho giocato contro qualche volta, con Kelly abbiamo un'amica in comune, Brunson di Taranto, e so che è una vera americana molto forte. Per il resto il tempo per conoscerci c'è, e spero che l'intesa nasca e si rafforzi strada facendo».

Le tue compagne invece ti conoscono o almeno conoscono la tua «fama», e si aspettano tanto da te.
«Sono piacevolmente sorpresa di questo, mi fa molto piacere. Quando con il Belgio giocavo nella giovanile, abbiamo sempre vinto noi, forse è lì che si è sparsa la voce...»

Avere un'allenatrice donna può creare dei problemi?
«Mi auguro proprio di no. E' la prima volta che mi capita di avere un coach al femminile, ma per me è perfetto. Ho già conosciuto Cinzia Piazza, mi ha fatto una buonissima impressione».

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