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Rosignano brilla poi esce il Livorno

Giorgio Billeri

Tic toc. L'orologio corre veloce, l'esordio col Cagliari, verrebbe da dire purtroppo, è più vicino di quanto si pensi. Tic toc, come il palleggio sterile ruminato dal Livorno del primo tempo nella serata rosignanese, tra pini e zanzare. Russo sceglie di sparigliare le carte, di miscelare due formazioni quantomeno inedite e per 45' al tavolo da poker si divertono soltanto i padroni di casa, neopromossi in serie D e guidati dal saggio Lazzini. Poi, come Giano bifronte, arriva l'altro Livorno: piace di più, si diverte in campo, osa, sbaglia anche ma regala qualche motivo di ottimismo, oltre a tre gol che valgono la terza vittoria della pre-season.
Si parte e il Rosignano sembra una zanzara instancabile e fastidiosa, il Livorno un bagnante annoiato che cerca di cacciarla via senza troppo scomporsi.

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ROSIGNANO SOLVAY. Tic toc. L'orologio corre veloce, l'esordio col Cagliari, verrebbe da dire purtroppo, è più vicino di quanto si pensi. Tic toc, come il palleggio sterile ruminato dal Livorno del primo tempo nella serata rosignanese, tra pini e zanzare. Russo sceglie di sparigliare le carte, di miscelare due formazioni quantomeno inedite e per 45' al tavolo da poker si divertono soltanto i padroni di casa, neopromossi in serie D e guidati dal saggio Lazzini. Poi, come Giano bifronte, arriva l'altro Livorno: piace di più, si diverte in campo, osa, sbaglia anche ma regala qualche motivo di ottimismo, oltre a tre gol che valgono la terza vittoria della pre-season.
Si parte e il Rosignano sembra una zanzara instancabile e fastidiosa, il Livorno un bagnante annoiato che cerca di cacciarla via senza troppo scomporsi.

Primo tempo stucchevole, piatto, quasi imbarazzante da parte dela truppa di Russo: poche idee e confuse, con Diamanti, tanto per cambiare, unico terminale credibile, capace di proporre qualcosa di non banale. Si dirà: condizione fisica da perfezionare, caldo maledetto, avversario che ci mette l'anima, ma per mezz'ora si vede quasi solo il bel Rosignano, che sull'asse Sassarini-Martelloni crea le premesse per un rigore (c'era) all'11' e conclude in porta, al contrario del Livorno che trova un muro ideale al limite dell'area e non tira mai, ma proprio mai.
Igor Protti e Spinelli si beccano gli unici applausi della serata e sbadigliano a più riprese.

Tavano impalpabile, Cellerino pesante e svogliato, Candreva che nasce rifinitore e invece si immalinconisce nel lavoro di oscuro travet, Pulzetti dalla gamba già brillante, ma frenato nelle scorribande di fascia. L'impressione è che nei desiderata di Russo e Ruotolo ci sia l'insistito possesso palla, la ricerca della geometria come premessa a verticalizzazioni improvvise che, però, necessitano di freschezza fisica e interpreti dai piedi adeguati: al momento non c'è nè l'una, nè gli altri. Basta uno schieramento più logico, nella ripresa, per vedere bagliori di vero Livorno. Centrocampo pensante con Loviso play (lanci col goniometro, magari Cairo e il Toro possono aspettare) e Marchini a fargli da guardaspalle. E finalmente qualcuno, Pieri e Raimondi, che ara le fasce, salta spesso l'uomo e arriva al cross dal fondo, creando gioco per Lucarelli (tanto movimento, manca lo smalto), Dani e soprattutto la variabile indipendente che non ti aspetti, Dionisi. L'ex Celano, piede caldissimo, apre la cassaforte della partita al 7': giravolta secca e destro radente dai venti metri, che si infila tra palo e portiere, liberando un applauso quasi di sollievo dalla platea amaranto.

La difesa locale perde progressivamente le misure e Lucarelli la «mata» da consumato attore delle aree di rigore: prima prende le misure con un destro appena a lato su assist di Dani, poi (35') trascina via il diretto marcatore e giustizia il portiere con un piatto destro: il gol è una medicina universale, e non è un caso che tutta la squadra vada a stringersi attorno al panzer. Che replica al 39' con un destro che il portiere non trattiene, piatto ricco per il lituano che timbra il tris.

Domani sera si replica, a Carrara. Aspettando notizie dalla stanza dei bottoni: questo gruppo va completato, l'orologio - tic toc - corre verso il Cagliari e Allegri.

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di Redazione web