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L'uomo che matò la Scozia

<strong>AMARCORD.</strong> Gianluca Guidi in trionfo dopo una vittoria col Rugby Livorno
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AMARCORD. Gianluca Guidi in trionfo dopo una vittoria col Rugby Livorno

Credo nei giovani e sono orgoglioso della nostra base Dobbiamo misurarci con i più forti

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di Dario Serpan
LIVORNO. Vita da rugbista, stoffa da vendere e umiltà che fa rima con la sua città. l Gianluca Guidi disegna i passi che lo portano a scalare i ranghi della palla ovale nazionale, dopo un passato da giocatore e un presente da tecnico della Nazionale A, l'unica che quest'anno ha fatto risultati.
Se il cucchiaio di legno ha versato acqua sulle gesta della Nazionale maggiore di Nick Mallet, a non far cilecca è stata proprio l'Italia di coach Guidi (la seconda Nazionale Senior), protagonista di una stagione sopra le righe, condita da due vittorie e un pareggio contro la Scozia, prima della positiva performance regalata a giugno nella Nation Cup. A Bucarest, gli azzurri hanno sconfitto per 24-13 la Romania (tra le prime quindici nel ranking modiale) e poi hanno conquistato il secondo posto finale, dietro alla Scozia, davanti alla Francia.
Il tutto, con una selezione dall'età media di 23 anni, che in un anno non brillante a livello generale ha alzato il bilancio dei risultati nel pianeta azzurro della palla ovale.
«Credo fortemente nei giovani - afferma Gianluca Guidi. E' da loro che il rugby italiano può partire per crescere, perché le qualità ci sono. Basta crederci e far giocare i giovani, che vivono lo sport come una passione prima che come una professione».
Classe 1968, Gianluca Guidi è livornese e nel Rugby Livorno è cresciuto rugbisticamente, come mediano di mischia.
Vanta nobili trascorsi in nazionale, con cui ha chiuso nel 1998, mentre nel 2000 (a 32 anni) ha chiuso la carriera di giocatore, per darsi immediatamente a quella di tecnico. Dal 2003 è nello staff della Nazionale, per cui ha allenato le selezioni under 18, 19 e 21, prima di approdare, nell'estate del 2008, alla guida della Nazionale A. Dal 2006, poi, è responsabile tecnico dell'Accademia del rugby «Ivan Francescato», che ha sede al Coni di Tirrenia e conta altri livornesi nell'organico, come il fisioteraposita Marco Zaccagna, il responsabile medico Alberto Righi e il video-analyst Nicolò Gaetaniello. «Ho la fortuna di lavorare con amici che sono grandi professionisti. L'Accademia è uno strumento fondamentale per la formazione di giocatori importanti, e lo sarà ancor di più quando l'Italia entrerà a far parte della Celtic League. Il confronto con l'alto livello è la sola via per testare il nostro valore e io sono convinto che abbiamo i mezzi per competere. L'italia deve essere orgogliosa dei propri tecnici e giocatori».
Domani la Nazionale di Mallet si radunerà fino al 4 agosto in Valle d'Aosta, dove è invitato anche Guidi, in quanto tra i convocati ci sono dieci giocatori che militano o hanno militato in Accademia. A novembre, invece, tornerà a radunarsi, per due test-match, l'Italia A, sulla cui panchina Guidi si è guadagnato la riconferma per la prossima stagione.

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