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Livorno

Il tridente dei sogni? Si può fare

Alessandro Bernini
<strong>ATTENTI A QUEI TRE.</strong> Ciccio Tavano, Cristiano Lucarelli e Alex Diamanti
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ATTENTI A QUEI TRE. Ciccio Tavano, Cristiano Lucarelli e Alex Diamanti

Si integrano bene, chi ha qualità ed è motivato può coesistere. Basterà che centrocampo e difesa facciano blocco. Lo cerchi, lo aspetti, lo sogni. È il tridente delle meraviglie, quello che fa volare la fantasia dei tifosi amaranto.

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VALDAORA (Bolzano). Lo cerchi, lo aspetti, lo sogni. È il tridente delle meraviglie, quello che fa volare la fantasia dei tifosi amaranto. Russo e Ruotolo per ora lo tengono nascosto, mai provato nè in amichevole e neanche nelle partitelle in famiglia. Tavano, Diamanti, Lucarelli: solo a pronunciare i loro nomi ti senti al sicuro.
C'è anche però chi obietta che supportare un tridente del genere sarà dura, durissima in serie A. E allora siamo andati a sentire una serie di pareri illustri, per capire vantaggi e rischi. Cosa salta fuori? Quasi tutti sono d'accordo: tre giocatori che si integrano alla perfezione, sarà questa l'arma in più del Livorno a condizione che venga costruito un centrocampo solido.
GIGI SIMONI. «Il gioco del calcio non è fatto di numeri ma di equilibri. Posso giocare con tre punte e essere più solido di una squadra che gioca con una punta e quattro centrocampisti che si inseriscono da dietro. Questi sono tre giocatori super, oltretutto con caratteristiche diverse. E poi Diamanti sa anche dare una mano a centrocampo per cui sono sicuro che il Livorno potrà giocare con questo tridente. Dico di più, delle squadre di medio-bassa classifica, il Livorno ha senza dubbio l'attacco più forte».
ALDO AGROPPI. «Bel tridente, niente da dire, composto da giocatori che hanno grande qualità. Però con un attacco del genere puoi giocare in casa col Catania, non a San Siro contro l'Inter o contro il Milan. Credo insomma che bisognerà decidere in base all'avversario. La formula delle tre punte è affascinante, ma per una "piccola" è sempre rischiosa».
MARCO AMELIA. «Io, da portiere avversario, non vorrei trovarmi di fronte quei tre là. La bellezza di questo tridente è la composizione omogenea: Lucarelli è uomo d'area, Diamanti salta l'uomo e crea la superiorità, Tavano è rapido e un killer sotto porta. I problemi saranno per i difensori. Poi è chiaro che servirà un centrocampo di peso, pronto a lavorare molto, ma questo lo sapranno bene anche i dirigenti del Livorno. Tranne le big, non vedo in serie A squadre con un attacco così forte».
DAVID BALLERI. «L'innesto di Lucarelli è stata la ciliegina sulla torta, credo che Tavano e Diamanti trarranno grande vantaggio dalla sua presenza. Ci saranno partite contro avversari molto più forti e in quel caso secondo me Ruotolo dovrà scegliere tra le due punte e la richiesta di un sacrificio supplementare in fase difensiva a almeno uno dei tre».
FRANCO COLOMBA. «Io da allenatore preferisco sempre partire con un gol in canna piuttosto che con un attacco sterile. Giocare con Diamanti, Tavano e Lucarelli credo sia un atteggiamento interessante. È chiaro che il resto della squadra dovrà creare un blocco molto forte tra centrocampo e difesa».
CRISTIANO LUCARELLI. «Ricordate il Genoa di Gasperini al primo anno di serie A? Si presentò con il 3-4-3, un modulo che sembrava una follia per una neopromossa: ci sono stati anche dei momenti difficili ma la squadra e l'ambiente non hanno mai fatto un passo indietro. E guardate ora come gioca il Genoa... Bisogna creare un blocco: tifosi, stampa, squadra. Più che il centrocampo o la difesa, è l'ambiente-Livorno che deve supportare questo modulo di gioco. Io ci credo».
SILVIO BALDINI. «Sì, questo tridente può stare in campo anche in serie A. I giocatori di qualità possono sempre coesistere, bisogna solo lavorarci un po'».
GIGI CAGNI. «Io in serie A a Empoli ho giocato e mi sono salvato con Tavano, Riganò e Vannucchi, giocatori con le stesse caratteristiche dei tre attaccanti del Livorno. E poi sono tutti e tre molto motivati: Lucarelli è tornato a casa, Tavano si riprende la serie A dopo un anno di purgatorio, Diamanti vuole dimostrare che può giocarsela con i più forti. Le squadre di bassa classifica devono comunque sacrificarsi, e allora tanto vale fare un sacrificio più grande ma sapere che là davanti ci sono questi tre».

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