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«Guardi in che condizioni questo stadio»

Gianni Massone
La stretta di mano tra Spinelli e l’assessore Ritorni, poi il presidente illustra i guai fuori e dentro lo stadio
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La stretta di mano tra Spinelli e l’assessore Ritorni, poi il presidente illustra i guai fuori e dentro lo stadio

Mercato. Oggi diversi incontri a Milano: resta in piedi lo scambio Pulzetti-Cribari, piacciono Edinho del Lecce e Pratali del Toro Proposto un prolungamento a Bergvold

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LIVORNO. La giornata labronica di Aldo Spinelli e del figlio Roberto. Visita allo stadio per parlare dell'impianto con il nuovo assessore allo sport Claudio Ritorni, il pranzo alla "Barcarola" con il figlio Roberto e Nelso Ricci e con Cristiano Lucarelli. E, dulcis in fundo, l'incontro nella sede di via Indipendenza sempre con Lucarelli. Gli Spinelli raggianti, Lucky ai sette cieli. Strette di mano, pacche sulle spalle. Il capitano che ritorna nel catino ardenzino, il suo ambiente, la sua casa, la maglia amaranto «99».

Niente Roma. Aldo Spinelli aveva annullato il viaggio a Roma. Con gli altri presidenti era in programma una riunione al Ministero dell'Interno con il sottosegretario Crimi per discutere della tessera dei tifosi e di altre problematiche relative alla sicurezza negli stadi. Il presidente si è presentato alle 12,30 allo stadio dove lo attendeva il nuovo assessore allo sport Claudio Ritorni accompagnato da Fabio Canaccini, Alessandro Bini, Bruno Bini, Gino Bini, e alcuni addetti del Comune. Spinelli padre e figlio scendevano dall'Audi nera e il presidente diceva: «Non sono andato a Roma. Era troppo importante venire qui per parlare dello stadio e dei lavori che dovranno essere fatti».

Una vergogna. L'interno dello stadio passato al setaccio. Spogliatoio dell'arbitro. Spinelli rivolto a Ritorni: «Come si può ospitare quattro persone in questo sgabuzzino?». Quindi negli spogliatoi del Livorno e in quello degli ospiti. Sempre Spinelli verso l'assessore: «Guardi qui. Il Milan, l'Inter, la Juve non si spogliano nemmeno. Roba da C2». Ritorni cercava di dare risposte concrete: «Faremo quello che è necessario e urgente. I miglioramenti ci saranno». Muri dove cade il calcinaccio, ingresso al terreno di gioco in condizioni pietose. «Anche qui, come si fa a vedere questo?». Spinelli non riusciva quasi più a protestare e lamentarsi.

Ospiti di lusso. «Siamo in serie A e vogliamo restarci». Spinelli dava questi imput a Claudio Ritorni. Che dimostrava tutta la sua disponibilità. «Nei limiti delle spese faremo quello che sarà necessario, presidente».
Il progetto di mettere la sala medica sotto la Sud. «C'è spazio, si può fare». Risposta: «Dobbiamo tenere presente che ci sono delle disposizioni in caso di terremoto...». Eppoi la parte degli ospiti vip. Sotto la tribuna d'onore che porta alla vetrata, Spinelli diceva a Ritorni: «Si potrebbe costruire una piattaforma per delle salette per gli ospiti di serie A». Ci sono di mezzo le Belle Arti. Difficile che possa arrivare una soluzione.

Il nuovo stadio. Lavori in corso. Occorre affrettarsi. Claudio Ritorni ha parlato dello stadio nuovo con il presidente amaranto. «Lo abbiamo messo nel nostro programma quinquennale. E cominceremo a discuterne per cercare di arrivare al compimento della nostra legislatura con il nuovo stadio che sorgerà nel Comune di Livorno. Ci sono da affrontare tutti i problemi connessi a questo progetto ma siamo decisi ad affrontarli e risolverli. D'altra parte avendo questo piano non possiamo rifare di sana pianta l'attuale stadio perchè si spenderebbero dei soldi della collettività inutilmente». Spinelli si congedava dall'assessore e diceva: «Mi ha fatto un'ottima impressione. L'ho visto determinato». Ha dato incarico a Bruno Bini di tenerlo informato. Un tifoso, Bruno Gragnani, parla con Ritorni e gli sollecita la nomina di cittadino onorario per il presidente. Niente in contrario.

Niente cori. Le scritte a caratteri cubitali sui muri dello stadio. «Tavano e Diamanti non si toccano». Spinelli diceva: «Adesso metteremo il terzo, Lucarelli». Un tifoso si avvicinava e gli faceva vedere la falce e il martello con stella sul braccio destro. «Presidente, lo posso esporre in curva?». E lui replicava: «Guardate, la politica lasciatela fuori dallo stadio. E basta quel coro contro Berlusconi. Se lo sente un arbitro leghista sei fregato...». Quel tifoso lo spronava: «Presidente, faccia tutto lei, come vuole. Abbiamo fiducia». La riposta. «Fate gli abbonamenti. Diecimila sarebbe ottimo. Non venderei i miei gioielli. Ma se fossero meno...». Eppoi. «Vorrei sempre uno stadio come contro il Brescia».

Vertice con Lucky. Ecco il vis a vis in sede. Spinelli padre e figlio con Lucarelli. Look blu estivo del bomberone. Tirato a lucido. Due ore di colloquio. Tutto a posto, fumata bianchissima. Aldo Spinelli euforico: «Siamo a posto. Lucarelli è del Livorno. Domani mattina (stamani, ndr) andrà a Parma per chiudere il tutto, poi verrà a Livorno per la firma. Credo di poterlo presentare giovedì o venerdì».

Mercato. Oggi a Milano per il mercato. Spinelli parlerà con Ghirardi per mettere a punto alcuni dettagli. Nelso Ricci, intanto, ha portato avanti le trattative in corso. Con la Lazio per Pulzetti-Cribari, con il Lecce per cercare di sistemare Grandoni con Edinho e Polenghi in discussione. Piace anche Pratali del Torino. Bergvold è stato rintracciato. Gli verrà proposto un aumento sull'attuale contratto, altrimenti si cercherà di piazzarlo in Danimarca. Ma non è facile. Ricci deve pensare alle cessioni di Paulinho (Benevento), Cellerino (Colo Colo), Volpe (Cesena, Empoli o AlbinoLeffe), Migliorini, Mazzoni, Rizza. Prima della partenza dovrà portare almeno quattro nuovi acquisti.

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