Sicurezza
Cerimonia risorgimentale a Porta San Marco
Duecentocinquanta ragazzi di varie scuole livornesi, ognuno con la sua fascia tricolore, in mezzo ad un tripudio di bandiere e labari, hanno rievocato in piazza Bartelloni, dinanzi alla storica Porta San Marco, quei due giorni di maggio del 1849 che videro i livornesi, unici in Toscana, opporsi coraggiosamente alle preponderanti truppe austroungariche venute a riportare i Lorena sul trono del granducato: una Porta San Marco che, all'esterno ed all'interno, mostrava purtroppo, ancora una volta, diffuse tracce di degrado ed incuria. Alla cerimonia, promossa dal Comitato Livornese per il Risorgimento, erano presenti inoltre vari esponenti delle principali istituzioni civili e militari, alcuni provenienti da fuori Livorno, come la delegazione del comune di Solferino, teatro nel 1859 dell'omonima battaglia della Seconda Guerra d'Indipendenza: uno scontro bellico talmente cruento che Henry Dunant, dopo avere assistito a quella carneficina, gettò le basi per l'istituzione, nel 1863, della Croce Rossa Internazionale e della prima Conferenza di Ginevra sulla tutela dei feriti e dei caduti in combattimento. Dopo i vari messaggi di saluto, l'alzabandiera e la deposizione di corone d'alloro al busto di Enrico Bartelloni ed alle lapidi dedicate ai caduti livornesi del 10-11 maggio 1849, i giovani e i rappresentanti delle istituzioni si sono poi diretti in corteo verso piazza Garibaldi per onorare l'Eroe dei Due Mondi, in Fortezza Nuova dinanzi al busto di Giuseppe Mazzini e quindi in piazza Civica dove, sotto il portico di Palazzo Granducale, è stato reso omaggio alle due lapidi commemorative ricollocate l'anno scorso. (foto di Pentafoto/Vincenzoni)
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