Il Tirreno

Livorno

Strage di Viareggio, i periti del gip vanno ad occhio

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Uno dei periti del gip Silvestri prova il modellino della piegata a zampa di lepre sullo squarcio della cisterna dalla quale il 29 giugno 2009 uscì il Gpl a seguito del disastro ferroviario che causò 32 morti.
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"Si può affidare la soluzione di un problema così grande ad un modellino in vetroresina che non si capisce come sia?". E’ il pm Giuseppe Amodeo, della Procura di Lucca guidata da Aldo Cicala, a porre in aula la questione dei modellini che ricostruiscono la deviata a zampa di lepre (un pezzo dello scambio) ed il picchetto di regolazione delle curve. Introdotti dai periti di Ferrovie, e fatti propri da quelli del gip Silvestri, sono quelli che mostriamo nelle foto. Mentre Dario Vangi, professore all’università di Firenze, cerca la corrispondenza. "In merito alle verifiche di compatibilità geometrica zampa di lepre-squarcio si chiede quale sistema di riferimento sia stato usato per assicurare la corretta posizione relativa tra infrastruttura e carro". E’ l’intervento dell’ingegnere Paolo Toni, perito della Procura: "Se io sbaglio di un grado, l’allineamento ad occhio è pericolosissimo: ho 30 centimetri di errore iniziale ed ignoro completamente il vincolo con le rotaie. Come mai non avete predisposto una sperimentazione, un sistema che non portasse a valutazioni ad occhio ma scientifiche?". Risponde Dario Vangi: "E’ molto più affidabile un posizionamento ad occhio… Posso sbagliarmi di mezzo grado ma non di più. Lo strumento Cad in questo caso non è idoneo".

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