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Il futuro del lungomare

Livorno, giù le ultime baracchine: «Per ora ne ricostruiamo una» - Cosa prevede il progetto e dove sarà

di Claudia Guarino

	Due baracchine destinate ad essere abbattute (Foto Stick)
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Due baracchine destinate ad essere abbattute (Foto Stick)

Piano da 1,4 milioni al vaglio della commissione paesaggistica. Mirabelli: «Abbattimenti nel 2027 poi cercheremo di recuperare risorse per edificare gli altri due manufatti»

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LIVORNO. L’idea di massima resta quella di costruire tre nuove baracchine, una per ciascuna piazzetta del lungomare. Ma nel breve periodo, dopo le demolizioni, ne sarà edificata solamente una: quella davanti allo Scoglio della Regina. Sarà un manufatto su un unico piano con ampie vetrate e zero muratura. «Il progetto – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Federico Mirabelli – è attualmente al vaglio della commissione paesaggistica». Poi dovrà passare in giunta prima di avviare la gara d’appalto. E dato che dentro le attuali baracchine ci sono ancora 2 attività in esercizio si pensa di iniziare a demolire dopo che saranno scadute le concessioni, cioè «a seguito della stagione estiva 2027».

Il piano d’insieme

Come sappiamo, da tempo il Comune ha l’ambizione di abbattere tutte le vecchie strutture di legno, note come baracchine, che intervallano il lungomare dalla Terrazza fino alla Bellana. L’ex Tiburon è sparito nel 2021 e dopo aver fatto piazza pulita di fronte all’Acquario, il Comune ha sistemato dei teli decorativi intorno alle tre strutture rimaste in piedi, da cui sono state rimosse scale e alte propaggini pericolanti. Nel frattempo è stata leggermente modificata la viabilità in ingresso al parcheggio dell’Acquario tramite la realizzazione di una mini rotatoria. Fatto tutto ciò, adesso il programma per riqualificare questa parte del viale Italia prevede la demolizione delle baracchine rimaste in piedi. Prevederebbe anche la costruzione di tre nuovi manufatti rispettivamente nella piazzette davanti all’Acquario, al moletto Nazario Sauro e allo Scoglio della Regina ma per il momento di costruzione ne è contemplata solamente una.

Il progetto

«Stiamo portando avanti il progetto per demolire le baracchine rimaste e per ricostruire una struttura davanti allo Scoglio della Regina – spiega l’assessore Mirabelli –. Al momento il piano è al vaglio della paesaggistica». Poi, se tutto va bene, «il progetto di fattibilità tecnico economica sarà portato in giunta per l’approvazione e partiranno gli adempimenti previsti per arrivare alla concessione del mutuo e per l’affidamento dei lavori». L’idea è quella di procedere con un unico appalto in cui siano comprese sia le demolizioni che la costruzione. L’operazione «ha un valore complessivo di 1, 4 milioni di euro, a bilancio, finanziabili tramite mutuo».

Le tempistiche

Mirabelli dice che gli interventi saranno effettuati nel corso del 2027 e, dato che nelle baracchine esistenti sono ancora in essere due attività (la gelateria e la friggitoria) l’idea sarebbe quella di procedere con le demolizioni una volta scadute le due concessioni. Si andrebbe quindi a dopo l’estate 2027. Ma come saranno le nuove baracchine? Anzi, la nuova, visto che per il momento ne sarà costruita solamente una.

Le strutture

«Useremo le volumetrie esistenti – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici – per una struttura che si svilupperà interamente al pian terreno senza terrazzi e senza essere d’ingombro per la visuale». Niente legno, per la costruzione, ma molto vetro e materiali resistenti all’azione del salmastro, come l’alluminio. «La struttura si richiamerà al mare armonizzandosi col contesto del parco circostante e ospiterà una, massimo due attività commerciali».

Ci sarà poi un bando per l’affidamento, ma se ne parlerà successivamente. Così come successivamente, almeno nelle intenzioni, dovrebbero essere costruite anche le altre due baracchine inizialmente previste che «a seconda delle piazze potrebbero anche avere forme diverse. Speriamo nel corso dei prossimi anni di recuperare altre risorse. Per adesso, se la paesaggistica dà l’ok, col primo progetto ci siamo».

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