Livorno, infinitamente Igor Protti – Il figlio Nicholas: «Vi racconto cosa ho sentito quel giorno allo stadio»
Grande emozione per l’intitolazione del Largo e della targa in Curva Nord
LIVORNO. «Io davvero non so come ringraziarvi, a nome di tutta la mia famiglia. Siete stati incredibili». Nicholas Flavio ha i lineamenti del padre, la stessa voce bassa ma intensa. Guarda in alto, dove è appena stata scoperta la targa con su scritto “Largo Igor Protti. All’uomo e al nostro campione”. Guarda intorno, dove la piazza d’improvviso si scopre troppo piccola per contenere le centinaia di persone arrivate qui fuori dallo stadio.
La famiglia
È la prima volta che qualcuno della famiglia decide di parlare. C'è una tenerezza nei gesti di Nicholas che ti fa quasi accapponare la pelle. Lì vicino c’è la mamma di Igor con la sua compostezza inimitabile, c’è la figlia Noemi che con eleganza trattiene il terremoto di emozioni, c’è la compagna di Igor e la ex moglie, c’è la sorella. «Ringrazio tutti per esserci - confida Nicholas - e naturalmente anche chi ha pensato e reso possibile questa giornata. Il 20 giugno (il giorno dell’ultimo saluto a Igor dentro lo stadio, ndr) noi abbiamo vissuto qualcosa di irripetibile. Non ho mai visto niente del genere. Babbo ha dedicato tutta la sua vita al calcio e ai tifosi. Tutto ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo adesso, dimostra che non ha lasciato solo dei gol ma qualcosa che va oltre». La compostezza di Nicholas crollerà qualche minuto dopo, sotto la Curva Nord, quando gli ultras – nel pomeriggio di giovedì 24 settembre – scoprono la targa dedicata a Igor e salgono alti i cori. Stavolta trattenere le lacrime è impossibile, ma gli abbracci veri dei ragazzi della Nord lo riportano ad alzare la testa. Con orgoglio. Proprio come fa la mamma, pure lei stretta dall’affetto di quei ragazzi che con Igor hanno condiviso non solo pagine di calcio ma soprattutto tanti ideali.
Largo Igor Protti
«Mai fatta in questi anni una intitolazione con così tanta gente». Luca Salvetti non è solo il sindaco di Livorno, ma è anche l’amico che ha vissuto anni di gioie e mesi di dolore al fianco di Igor. «Questa intitolazione è un modo per omaggiarlo e coltivare la sua memoria. É bellissimo vedere l’amore trasversale, senza età, che Igor è riuscito a conquistare nella nostra città. Stamani, in casa, guardavo la camera di mio figlio: è piena di immagini di Igor. Eppure quando Protti giocava, lui non era quasi neanche nato. Questo fa capire quanto sia indelebile il segno che ha lasciato nella nostra città». Poi Salvetti rivela: «A Livorno tutte le targhe che abbiamo fatto hanno il nome e basta, qualcuna con la data e cosa ha rappresentato il personaggio al quale è dedicata. Questa è diversa: ha anche il volto di Igor, era giusto che fosse così». Diverse le autorità presenti alla cerimonia, tra le quali il prefetto Dionisi e diversi rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, il presidente del Coni Giannone. In prima fila anche il sindaco di Bari, Vito Leccese: «Igor ha unito due comunità, Livorno e Bari, con un lascito enorme di valori e sentimenti. A tutti i livornesi dico una cosa: voi a Bari,nel nome di Igor, non sarete mai forestieri». É Nicholas Flavio a tirare il filo che fa alzare il velo amaranto e scopre la targa “Largo Igor Protti”. L’applauso è infinito, quasi si volesse rendere eterno questo attimo dedicato al nostro campione di sport e di vita. E qualcuno, tra i tifosi di ogni età che riempiono la piazza, non riesce a trattenere le lacrime. Liana, la sorella, allarga le braccia. «Sapevo che a Igor volevate bene. Ma è incredibile tutto l’affetto che ci state dimostrando».
Le targhe e la Nord
Il pomeriggio non finisce qui. Pochi metri più in là viene svelata anche la targa sulla facciata dello stadio con su scritto “In questo stadio migliaia di tifosi hanno potuto ammirare le gesta sportive e il valore umano di Igor Protti, il più grande giocatore della storia del Livorno Calcio”. Sulla targa si vede bene un QR Code: inquadrandolo con lo smartphone, i tifosi possono visualizzare un video con le immagini e i gol più emozionanti della carriera del numero 10, estratti da un'opera del regista Luca Dal Canto. Ma le emozioni non sono finite. E tornano forti quando ci si sposta in Curva Nord, nel cuore del tifo amaranto. Anche qui viene svelata una targa, uguale a quella all’ingresso dello stadio. Ma stavolta non c’è silenzio: ci sono cori, ci sono applausi, ci sono ultras veramente di ogni età che si commuovono. La targa è sistemata proprio vicina a quella per Fabio Bettinetti, al quale è intitolata la Curva. «Abbiamo definito Igor “il capo degli ultrà” non a caso - spiega Lenny Bottai - lui ha sempre difeso i nostri ideali, si è sempre schierato dalla parte di una Curva che da anni è bersagliata perché ha sempre guardato non solo al calcio ma anche al sociale. Per lui il calcio non era il mercato delle maglie, non a caso sosteneva che, avendo indossato le maglie del Livorno e del Bari, non avrebbe mai potuto giocare nel Pisa o nel Lecce». E mentre sale il coro “sarai sempre con noi, non ti lasceremo mai”, Bottai annuncia: «Abbiamo contattato Jorit, il più grande artista in fatto di murales, e verrà a Livorno per realizzarne uno dedicato a Igor. La zona individuata è quella di via Galilei, davanti alle scuole, e non è una posizione casuale: vogliamo che le future generazioni vedano questo murales e abbiano la possibilità di conoscere chi era Igor. Un calciatore immenso, ma tutti noi siamo convinti che le sue idee siano davvero il lascito più grande».
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