Livorno, 88enne ipovedente multata sul bus: «Ha timbrato due volte lo stesso biglietto» – Lo sfogo del figlio e la risposta dell’azienda
Parla il figlio della donna, Stefano Tacconi: «Quando ho sentito mamma in lacrime al telefono, mi si è stretto il cuore. E’ stata esposta a una pubblica e umiliante gogna davanti agli altri passeggeri: totale mancanza di civiltà»
LIVORNO. «Quando ho sentito mamma in lacrime al telefono, mi si è stretto il cuore. E ho deciso di raccontare quello che le è capitato, frutto di una totale mancanza di civiltà». La mamma in questione ha 88 anni. «È ipovedente, cardiopatica e ha problemi di udito».
Cosa è successo
È salita sul bus, ha preso il suo blocchetto di biglietti e per sbaglio ha timbrato per due volte lo stesso. Si è scusata con il controllore, che però è stato inflessibile. E l’ha multata. Non solo: per chiudere la vicenda, lei d’impulso, ha anche pagato subito la sanzione. Tutto questo nell’indifferenza degli altri passeggeri. All’anziana non è rimasto altro che telefonare al figlio per raccontargli la disavventura e sfogarsi. «È inconcepibile una cosa del genere» sottolinea Stefano Tacconi. Che poi racconta quanto accaduto venerdì mattina, intorno alle 11, quando sua madre era a bordo dell’autobus della linea 2+ in zona Magenta: «Premetto che mia madre ha compiuto 88 anni a luglio ed è affetta da gravi problemi di salute: è cardiopatica, ipovedente e ipoudente. Era munita di un regolare blocchetto di biglietti a dimostrazione della sua totale buona fede e abitudine a pagare il servizio. Ha erroneamente obliterato per due volte lo stesso titolo di viaggio. Un banale errore di distrazione, ampiamente giustificato dalle sue difficoltà visive».
Controllore inflessibile
Quando è salito sul bus il controllore «mia madre ha ammesso subito con costernazione lo sbaglio esplicitando le sue difficoltà di vista e mostrando i biglietti rimasti. Di fronte a una simile evidenza e alla fragilità evidente della persona, qualsiasi operatore dotato di senso civico e umanità avrebbe compreso la situazione. Al contrario, il controllore ha scelto la via della rigidità più assoluta e ingiustificata». «Con un atteggiamento intransigente - spiega ancora Stefano, riportando il racconto della mamma - le ha detto che avrebbe dovuto redigere un verbale di contravvenzione nonostante lei disponesse di ulteriori titoli nel carnet e si offrisse di timbrarli». In questo modo «è stata esposta a una pubblica e umiliante gogna davanti agli altri passeggeri. Mia madre terrorizzata, confusa e quasi in lacrime per la durezza del trattamento, ha pagato la sanzione di 43 euro seduta stante (nonostante la possibilità di presentare una contestazione entro 30 giorni, ndr) pur di porre fine a quel supplizio psicologico».
«Atto di prepotenza»
«Questo modo di fare - aggiunge Tacconi - non è "applicazione del regolamento": è un atto di prepotenza e una profonda manifestazione di inciviltà. Il rispetto per le persone anziane e con disabilità dovrebbe essere il pilastro portante di un servizio che si definisce "pubblico". Sanzionare la buona fede non tutela l’azienda dai furbi, ma allontana e ferisce i cittadini più fragili. Episodi di questo tipo non sono degni di un servizio pubblico, che quando perde l’umanità smette di essere un servizio e diventa un sopruso». Infine un’amara constatazione: «Alcuni passeggeri hanno assistito a tutta la scena e nessuno di loro è intervenuto. Soltanto un uomo, scendendo dal bus, si è limitato a dirle "signora, non se la prenda". C’è tanta indifferenza in giro».
La risposta di Autolinee
Autolinee Toscane, contattata dal Tirreno, fa sapere che verificherà «con attenzione quanto segnalato, invitando la passeggera e la sua famiglia a scrivere direttamente all’azienda - tramite la sezione "Parla con At" sul sito www.at-bus.it - fornendo tutti i dettagli di quanto accaduto, consentendo di avviare gli opportuni controlli interni, anche ascoltando i verificatori, che stavano svolgendo servizio come pubblici ufficiali». «Al netto del regolamento e della sua corretta applicazione, che prevede una sanzione in caso di assenza di biglietto valido - conclude l’azienda - sarà attentamente esaminato quanto descritto, controllando anche i video delle telecamere interne del bus».
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