Il fatto
Mercato di Livorno, i punti vendita vuoti saranno demoliti: al loro posto 190 posti per le consumazioni
Sarà possibile gustarsi cibi e bevande come nelle grandi città europee. L'assessore al commercio e turismo, Rocco Garufo: «Finalmente avviamo i lavori delle piazzette per la somministrazione non assistita. Così sarà più fruibile e toglierà quegli spazi che rimanevano vuoti»
LIVORNO. Il Mercato delle Vettovaglie prova a ritrovare spazio, respiro e una parte della sua identità originaria. Il primo passo sarà la realizzazione di due nuove piazzole interne destinate alla somministrazione non assistita di cibi e bevande, ricavate eliminando alcuni nuclei di banchi ormai vuoti nel grande salone centrale. Un intervento destinato a cambiare due porzioni del Mercato e a introdurre una funzione sempre più richiesta: fermarsi e consumare ciò che viene acquistato all’interno.
Il progetto, firmato dagli architetti Difonzo e Melania Lessi, nasce da un dato preciso: circa il 30 per cento degli spazi del salone centrale è oggi libero. «Ci siamo chiesti come rivitalizzare le zone che appaiono più sofferenti e come dare una risposta alla domanda di somministrazione», spiega Difonzo. Da qui la scelta di intervenire dove i banchi vuoti consentono di “togliere materia” senza alterare le attività presenti.
Le nuove piazzette saranno due, ciascuna di circa 230 metri quadrati. Una verrà ricavata sul lato di via del Cardinale, l’altra verso via Gherardi del Testa e gli Scali Saffi. Gli isolati interessati saranno demoliti e al loro posto nasceranno spazi aperti, arredati e dotati di sedute. Le attività presenti saranno trasferite nei banchi liberi di fronte: il panificio sul lato di via del Cardinale e, sull’altro fronte, una macelleria e un’attività di formaggi. Nel complesso, saranno realizzati 190 posti a sedere, con tavoli pregiati in metallo e sedie un po’ retrò sia nel corridoio centrale, dove come nelle due piazzette sarà integrata una nuova illuminazione. Le immagini progettuali mostrano gli spazi di giorno e di notte, con anche una suggestione alla maniera di Ulvi Liegi, che negli anni Venti ritrasse più volte il Mercato.
Il progetto comprende anche il rifacimento della pavimentazione nelle aree liberate. Sotto gli attuali banchi non è conservata quella storica e sarà quindi necessario realizzarne una nuova, coerente con quella esistente. «Lo scopo è creare spazi per la somministrazione, ma c’è anche una finalità architettonica», sottolinea Difonzo. L’idea è far riemergere il Mercato per come era stato concepito alla fine dell’Ottocento: una grande piazza urbana coperta, scandita dal ferro e dal vetro. Il riferimento è al Mercato delle Vettovaglie progettato da Angiolo Badaloni. Nel dopoguerra l’interno venne progressivamente riempito di banchi, riducendo gli spazi aperti. «Basta guardare certe immagini e i dipinti dell’epoca per capire quanto fosse diversa la percezione del salone», osserva Difonzo. Le due piazzette vanno nella direzione opposta: alleggerire la densità e restituire spazio allo sguardo. Una trasformazione che punta quindi a recuperare non soltanto spazi inutilizzati, ma anche una più chiara leggibilità dell’edificio storico.
A questa lettura architettonica si affianca quella commerciale. Per l’assessore al commercio e turismo Rocco Garufo l’intervento è un passaggio concreto nel rilancio del piano terra. «Finalmente avviamo i lavori delle piazzette per la somministrazione non assistita dentro il Mercato Centrale. Questo cambierà il volto del piano terra, lo renderà più fruibile e toglierà quegli spazi che, anche attraverso i vari bandi, rimanevano non aggiudicati e quindi vuoti, dando anche un senso di declino al mercato».
Parallelamente il Comune sta lavorando alla revisione del regolamento interno. «Aumenteremo la soglia dei banchi destinati alla somministrazione e alla ristorazione», anticipa Garufo. «Tutto questo si integra con i rifacimenti delle aree mercatali all’interno del Pentagono. Noi l’avevamo sempre pensato come un blocco unico, in vista del rilancio delle attività in quella zona».
Sul fronte dei lavori, il Comune è alle battute conclusive dell’affidamento. L’obiettivo indicato dall’assessore ai lavori pubblici Federico Mirabelli è chiudere questa fase in ottobre. Il cantiere sarà articolato in due passaggi: prima la sistemazione dei banchi di destinazione e il trasferimento delle tre attività, quindi la demolizione degli isolati e la realizzazione delle piazzette. Gli interventi più invasivi saranno concentrati negli orari di chiusura o nel pomeriggio.
«È una operazione significativa perché migliora la funzionalità di alcune aree del Mercato Centrale e prova a intercettare il modo nuovo in cui strutture di questo tipo vengono vissute», sottolinea Mirabelli. «Non sono più soltanto luoghi di commercio e scambio, ma anche luoghi di storia, cultura e attrazione turistica». Senza però snaturarne la funzione: il Mercato deve restare il luogo dove i livornesi fanno la spesa. «È un gioiellino che va lustrato».
Ed è qui che il progetto concreto lascia spazio a una suggestione più ambiziosa, ma non semplice. Nella parte centrale del salone, un tempo, c’erano scale che scendevano verso i livelli inferiori e il voltone collegato al canale, utilizzato anche per l’approvvigionamento delle merci. Nel dopoguerra, quelle scale vennero coperte per fare posto ad altri banchi. Le strutture sarebbero ancora lì. «In teoria basterebbe riportarle alla luce», osserva Difonzo. In pratica sarebbe tutt’altra storia.
Recuperare davvero quell’impianto significherebbe ripensare l’intera disposizione del salone centrale, con nuova planimetria e nuovi banchi: un intervento da molti milioni di euro, dovendo prima garantire agli esercenti una soluzione alternativa durante i lavori. Per ora resta un sogno progettuale: restituire un giorno al Mercato Centrale quella grande apertura interna immaginata da Badaloni, facendo riemergere anche le scale sepolte sotto le trasformazioni del Novecento. Ma le due nuove piazzette rappresentano già un primo gesto in quella direzione: meno densità, più spazio, più vita e una lettura più chiara di uno degli edifici simbolo di Livorno.l
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