Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Mare libero, Giachetti (Tirreno) sui tornelli: «Polemica politica, sono una misura di sicurezza per i bambini e per evitare furti»

di Libero Red Dolce

	I tornelli ai bagni Onde del Tirreno a Livorno e a destra Giachetti
I tornelli ai bagni Onde del Tirreno a Livorno e a destra Giachetti

Parla il presidente onorario del sindacato Sib a Livorno e titolare dei Bagni Tirreno: «Non siamo dei privilegiati: i costi reali per garantire la sicurezza, la manutenzione e i servizi concordati con le amministrazioni sono ingenti»

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LIVORNO. L’estate sta finendo e la Bolkestein arriverà. Balneari tormentati dal tormentone dei Righeira? Chissà. Per capirlo, in occasione della giornata del balneare organizzata ieri dal Sib, abbiamo intervistato Gianfranco Giachetti, presidente onorario del sindacato a Livorno e titolare dei Bagni Tirreno, per fare il punto sul destino della categoria.

Il 2027 si avvicina e con esso il tempo delle gare per le concessioni. Dopo tanti rinvii , cosa vi preoccupa di più?

«La preoccupazione principale è la totale mancanza di chiarezza a livello nazionale sugli indirizzi per i concessionari uscenti e sulle relative compensazioni. Molti di noi hanno realizzato investimenti enormi nel tempo; la stima del Tribunale per la nostra struttura, ad esempio, sfiora i 4,9 milioni di euro. Inoltre, sosteniamo da sempre attivamente la tutela delle coste dall’erosione marina a nostre spese. Chiediamo che questo valore reale e l’impegno storico vengano pienamente riconosciuti prima di azzerare tutto».

I canoni demaniali sono storicamente bassi a fronte dei ricavi. Qual è la realtà contabile dei vostri costi? «Oggi paghiamo circa 50mila euro di canone, ma in passato, prima che venissero rimossi i valori sulle aree commerciali, versavamo cifre intorno ai 90mila euro. A questo si aggiungono circa 27mila euro di Imu e circa 30mila euro di Tari». 

Imu e Tari le pagano anche altri commercianti, non solo voi.

«Sì, ma non siamo affatto dei privilegiati: i costi reali per garantire la sicurezza, la manutenzione e i servizi concordati con le amministrazioni sono ingenti e ricadono interamente sulle nostre spalle».

Anche a Livorno è arrivata la protesta dei Radicali sugli accessi alle spiagge e i tornelli. Perché mantenerli se l’accesso al litorale va garantito?

«La polemica sui tornelli è puramente politica, perché chi vuole fare un bagno o accedere al bar entra comunque liberamente. I tornelli sono una misura di sicurezza esclusiva per tutelare i bambini nella struttura e prevenire i furti nelle cabine. Solo quest’anno abbiamo fatto arrestare tre o quattro persone colte a rubare. A Livorno, poi, ci sono chilometri di spiaggia libera tra un bagno e un altro, non c’è un problema di poca accessibilità al mare. Ma ripeto: chi paga per un servizio ha il diritto di sapere che i propri figli e i propri beni sono al sicuro».

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