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Livorno

Sos raggiri

Anziana truffata ad Antignano da un falso carabiniere: consegna i gioielli sul pianerottolo  

di Stefano Taglione
Una donna vittima di truffa (foto d'archivio)
Una donna vittima di truffa (foto d'archivio)

Livorno: l’episodio in via Urano Sarti. La donna ha ricevuto prima una telefonata, dall’altra parte della cornetta il malvivente che le ha annunciato l’arrivo del complice

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LIVORNO. Prima la telefonata, con un uomo dall’altra parte della cornetta che si è spacciato per un carabiniere. Poi la richiesta di radunare tutto l’oro custodito in casa motivata dalla scusa di un controllo urgente e non procrastinabile. Infine l’arrivo di un complice direttamente alla porta dell’abitazione, pronto a ritirare i preziosi. Stavolta, purtroppo, l’ennesimo tentativo di raggiro in città è andato a segno. Vittima una livornese di 77 anni residente in via Urano Sarti, ad Antignano, che nel pomeriggio di venerdì 28 agosto è caduta nella trappola dei truffatori. La donna, dopo essere stata contattata al numero fisso dal falso militare dell’Arma, ha seguito le indicazioni ricevute e ha raccolto i gioielli e gli oggetti d’oro presenti nel suo appartamento. Poco dopo, come annunciato, un complice si è presentato alla sua porta. Un uomo che sarebbe stato indicato come persona di fiducia del sedicente carabiniere e al quale la settantasettenne ha consegnato tutti i preziosi. Solo in un secondo momento si è resa conto di essere stata raggirata. Avvertendo la polizia, giunta con un equipaggio della Squadra volante, diretta dal commissario capo Gabriele Nasca, e che indaga con i colleghi della Squadra mobile, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli.

L’escalation

L’episodio arriva dopo una nuova serie di tentativi messi a segno nei giorni scorsi fra Livorno e Colognole, nel comune di Collesalvetti. Nella mattinata di mercoledì scorso, infatti, fra la zona della stazione ferroviaria e la frazione colligiana i truffatori avevano invece fallito ogni raid. Nell’entroterra, in particolare, dopo la chiamata al 112 delle potenziali vittime già contattate, i militari dell’Arma si erano posizionati con le pattuglie in lontananza, pronti a coglierli in flagrante. I malviventi, però, fuori dalle villette non si erano presentati, probabilmente perché sospettosi che il piano potesse deflagrare con gli arresti. Mentre in città, nella zona di piazza Dante, la prontezza di riflessi di un’anziana, che non si era fidata di quella voce telefonica, aveva avuto la meglio, scoraggiando ogni possibile tentativo di raggiro nel condominio. Un fenomeno che continua quindi a preoccupare e che vede spesso agire gruppi organizzati, capaci di contattare numerose persone nel giro di poche ore. Lo schema è ormai collaudato: una persona telefona fingendosi appartenente alle forze dell’ordine, racconta una storia costruita ad arte per creare paura e confusione e convince la vittima a raccogliere denaro e preziosi, spesso anche a fornire il numero di cellulare di un parente così da tenere più telefoni occupati contemporaneamente, evitando ogni contatto fra le parti. Nel frattempo un complice, spesso già nelle vicinanze, viene inviato a casa per ritirare il bottino.

I consigli

Il modus operandi è purtroppo ben rodato. Poliziotti e carabinieri, spesso nei centri frequentati dagli anziani, cercano di incontrare a più riprese la popolazione sensibilizzando su cosa non fare in questi casi. Quasi sempre è una telefonata concitata che annuncia un grave incidente stradale o l’arresto imminente di un figlio o di un nipote, chiedendo subito denaro o gioielli per evitare conseguenze penali. Seguire poche regole fondamentali può fare la differenza per fermare gli odiosi raggiri. Diffidate dalle telefonate d’urgenza: nessuna forza dell’ordine, avvocato o assicuratore chiama a casa per chiedere pagamenti immediati in contanti o in oro per liberare un parente fermato in una caserma o in questura. Non consegnate mai oggetti di valore: non aprite mai la porta agli sconosciuti che si presentano a domicilio per «ritirare la cauzione» per gli oggetti preziosi, neanche se dicono di essere mandati dalle forze dell’ordine. Non è mai vero: sono truffatori. Prendete tempo e verificate: se ricevete una chiamata sospetta, riattaccate subito. Chiamate direttamente il parente interessato per accertarvi delle sue condizioni di salute usando un numero in vostro possesso. Controllate la linea telefonica: spesso i truffatori la mantengono occupata senza riagganciare per impedire che facciate altre chiamate. Verificate che il segnale sia libero prima di fare un’altra telefonata o usate il cellulare. Solo così i truffatori si possono fermare.

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