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L'emergenza

Emergenza truffe agli anziani a Livorno: altra ondata di tentativi (falliti)

di Stefano Taglione
Un'anziana dai carabinieri per una denuncia per truffa (foto d'archivio)
Un'anziana dai carabinieri per una denuncia per truffa (foto d'archivio)

Polizia e carabinieri sulle tracce della banda in azione anche nelle ultime ore. Le strategie utilizzate per tentare di rubare soldi o gioielli dagli appartamenti

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LIVORNO. Ci hanno provato ancora. Il loro obiettivo: truffare gli anziani presentandosi come falsi carabinieri o poliziotti per poi farsi consegnare tutti i gioielli custoditi in casa. Stavolta, per fortuna, i ladri non sono riusciti nel loro intento. Nelle varie incursioni effettuate nella mattinata di mercoledì scorso fra la zona della stazione labronica e Colognole, nel comune di Collesalvetti, hanno fallito ogni raid. Nell’entroterra, in particolare, dopo la chiamata al 112 delle potenziali vittime da loro già contattate, i militari dell’Arma si erano posizionati con le pattuglie in lontananza, pronti a coglierli in flagrante, ma purtroppo i truffatori fuori dalle villette non si sono presentati, probabilmente perché sospettosi che il piano potesse deflagrare con gli arresti. Mentre in città, nella zona di piazza Dante, la prontezza di riflessi di un’anziana, che non si è fidata di quella voce telefonica, ha avuto la meglio, scoraggiando ogni possibile tentativo di raggiro nel condominio.

Le indagini

Casi sui quali stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Livorno, comandati dalla maggiore Federica Burzio, insieme ai colleghi della Squadra mobile di via Fiume, guidati dal vicequestore Riccardo Signorelli. L’obiettivo, attraverso le eventuali telecamere installate in zona, è riuscire a rintracciarli. Bisogna capire se, mentre il complice al cellulare si spacciava come falso militare o agente, nel frattempo ci fosse già qualcuno sotto le abitazioni pronto a colpire, presentandosi come collega della voce telefonica e istruito ad arraffare qualsiasi monile. Quest’ultimo, come sempre accade, è l’ultimo anello della catena: una persona generalmente bisognosa di soldi “inviata” sul campo per “riscuotere” i preziosi. Colui che rischia di più e che, probabilmente, nella spartizione di gioielli e denaro incassa anche meno. Molto spesso, come ricostruito dalle varie e recenti indagini, ci sono dei call center legati alla criminalità organizzata dietro le truffe agli anziani. Donne e uomini che, al telefono, chiamano migliaia di persone ogni giorno in tutta Italia cercando di fare breccia nelle loro paure inscenando finti incidenti a figli o parenti e cercando, al contempo, di tenere occupate le linee per poter evitare che anziani e familiari, nel frattempo, si mettano in contatto e smascherino il raggiro. Nel recente passato, sia i carabinieri che i poliziotti sono riusciti a fermare i malviventi, intercettandoli fuori dalla stazione (o sul binario) prima che potessero allontanarsi in treno da Livorno con il maltolto.

I consigli

Lo schema utilizzato da queste bande purtroppo è ben collaudato. Poliziotti e carabinieri, spesso nei centri anziani, cercano di incontrare a più riprese la popolazione sensibilizzando su cosa non fare in questi casi. Quasi sempre è una telefonata concitata che annuncia un grave incidente stradale o l’arresto imminente di un figlio o di un nipote, chiedendo subito denaro o gioielli per evitare conseguenze penali. Seguire poche regole fondamentali può fare la differenza per fermare gli odiosi raggiri. Diffidate dalle telefonate d’urgenza: nessuna forza dell’ordine, avvocato o assicuratore chiama a casa per chiedere pagamenti immediati in contanti o in oro per liberare un parente fermato in una caserma o in questura. Non consegnate mai oggetti di valore: non aprite mai la porta agli sconosciuti che si presentano a domicilio per «ritirare la cauzione» per gli oggetti preziosi, neanche se dicono di essere mandati dalle forze dell’ordine. Non è mai vero: sono truffatori. Prendete tempo e verificate: se ricevete una chiamata sospetta, riattaccate subito. Chiamate direttamente il parente interessato per accertarvi delle sue condizioni di salute usando un numero in vostro possesso. Controllate la linea telefonica: spesso i truffatori la mantengono occupata senza riagganciare per impedire che facciate altre chiamate. Verificate che il segnale sia libero prima di fare un’altra telefonata o usate il cellulare. Solo così si possono fermare.

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