Livorno, crolla l’intonaco nella casa popolare: «Madre e figlia di 4 anni salve per un soffio» – Cosa è successo
È successo alla Guglia, in una casa di piazza Barriera Garibaldi. Asia-Usb: «Da tempo segnalate le infiltrazioni»
LIVORNO. Tragedia sfiorata in una casa popolare di piazza Barriera Garibaldi, alla Guglia. Oltre un metro quadrato di intonaco ieri si è staccato improvvisamente dal soffitto del bagno di un appartamento al terzo e ultimo piano, finendo sul pavimento. Pochi secondi prima, proprio in quel punto, secondo quanto ricostruito dal sindacato degli inquilini Asia-Usb c’erano una madre e la figlia di appena quattro anni. La bambina aveva chiesto alla mamma di accompagnarla in bagno e, subito dopo, si è verificato il cedimento.
«Solo per una fortuita casualità nessuna delle due è rimasta ferita», spiega l’Unione sindacale di base. A denunciare l’accaduto è il collettivo, che segue la famiglia, loro iscritta. «L’alloggio era stato assegnato dall’Ufficio casa nel settembre dell’anno scorso e consegnato da Casalp nel dicembre dello stesso anno», si spiega.
Secondo quanto riferito, la famiglia aveva già segnalato problemi di infiltrazioni nelle camere dell’appartamento. Una nuova segnalazione era stata presentata il 6 maggio scorso, proprio nella zona interessata dal distacco. Dopo il crollo la madre, sotto choc, ha contattato Asia, che le ha chiesto di chiamare i vigili del fuoco. I pompieri, intervenuti nell’alloggio, ne hanno disposto l’inagibilità. Gli uffici comunali hanno quindi organizzato l’ospitalità in albergo della famiglia a partire da stanotte.
Ieri, invece, è stata Asia a farsi carico della sistemazione, «per evitare che la famiglia rimanesse senza un posto dove dormire». Il caso riaccende il tema delle condizioni degli alloggi popolari e della manutenzione degli immobili. Asia-Usb chiede in particolare di capire quali controlli siano stati effettuati prima dell’assegnazione dell’appartamento e come siano state gestite dal Comune e dall’istituto provinciale che ne gestisce le assegnazioni le precedenti segnalazioni sulle infiltrazioni.
«Non possiamo limitarci a parlare di una semplice fatalità», sostiene il sindacato, che chiede risposte. Nel mirino ci sono le procedure di verifica degli alloggi prima della consegna, le responsabilità nella manutenzione e nella valutazione della sicurezza degli appartamenti e l’eventuale presenza di altre situazioni analoghe. Asia ha coinvolto nella vicenda il sindaco, l’assessore alla casa Andrea Raspanti, l’Ufficio casa e i vertici di Casalp, compresi il presidente Marcello Canovaro e il dirigente Matteo De Luca, chiedendo un confronto. Il sindacato vuole inoltre sapere quanti altri alloggi possano presentare condizioni simili e quali controlli siano previsti per scongiurare nuovi episodi. «Apprezziamo gli interventi messi in campo dopo l’accaduto - sottolinea Asia - ma il problema è ciò che avrebbe dovuto essere fatto prima».
L’obiettivo, viene ribadito, è arrivare a chiarire perché le infiltrazioni già segnalate non abbiano portato a un intervento prima del distacco dell’intonaco. La famiglia, nel frattempo, dovrà lasciare temporaneamente l’appartamento dichiarato inagibile. Asia fa sapere che continuerà a seguirla e chiede che vengano individuate eventuali responsabilità e adottati interventi concreti. «Le case popolari - conclude il sindacato - non possono essere considerate semplicemente un tetto sopra la testa. Devono essere case sicure, dignitose e adeguatamente manutenute».
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