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Col sup a vela sbarca a Livorno: «Le mie vacanze alla “Cast Away”»

di Francesca Suggi
Col sup a vela sbarca a Livorno: «Le mie vacanze alla “Cast Away”»

La sfida di un progettista di Brescia: «Scendo verso sud, una bella avventura»

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LIVORNO Per qualche giorno quel sup a vela “hand made” è la sua casa galleggiate. Impossibile non notarlo alla spiaggia della Vela, prima tappa-riposo delle sue vacanze cominciate l’altro ieri da Marina di Pisa.

L’ha disegnata, ideata e costruita quella “barca” per viversi l’ennesima avventura: a casa Perazzolo, a Brescia, sono abituati alle idee alternative e nella natura del 46enne Giorgio, professione progettista che si occupa di arredamento e design. «Premetto che non so niente di barche, ma ovviamente mi sono preparato per bene su percorsi, venti: ho testato il mio sup a vela sul lago di Ledro, è quasi un anno che lavoro sul progetto», racconta lui, appena sveglio nel suo letto gonfiabile che si porta a “bordo”. A quella “barca” ha dato pure un nome, Goran Kropp, omaggio a un grande alpinista.


In quel fazzoletto di tavole, telaio in alluminio e acciaio inox, albero, timone, deriva e vela c’è il suo mondo. Quello di cui avrà bisogno. Ovviamente ogni pezzo è smontabile e tutto è assemblabile a mano, il cacciavite non serve per capirci. «È una vacanzina stile “Cast Away” - ci scherza su - Anni fa alcuni amici mi hanno regalato un pallone, stile l’amico Wilson del film di Tom Hanks: l’anno scorso ho risalito un fiume al confine tra la Croazia e la Slovenia, 5 anni fa con uno zatterino da me costruito ho fatto a nuoto il giro dell’ Elba».

Perazzolo parte da Marina di Pisa il 7 agosto. Lascia l’auto in un posteggio, assembla il sup a vela e si fa la sua prima giornata in mare. L’arrivo l’altro ieri intorno alle 17 alla spiaggia della Vela. Qui passa la notte, dopo un aperitivo vista la location, al locale sopra la spiaggia. «Vado piano, faccio una ventina di chilometri al giorno in 4 ore: mi sono fermato qui, ho chiesto in giro se era un posto sicuro per passarci la notte. Ora vado verso Vada e scenderò la costa. Devo essere di ritorno a Brescia per il 12 agosto, poi mi aspetta l’altra vacanza con la mia compagna in Norvegia».

Perazzolo racconta l’ansia durante il passaggio e il superamento del porto: «Ho avuto paura perché a largo passava il traghetto: io ovviamente sto entro le sei miglia - prosegue - Mi piace l’avventura ma dico che sono un tipo che ha paura, la paura serve sempre per prepararti e fare le cose per bene», va avanti lui che si definisce un «triatleta fallito». Corre, va in bici, nuota. E ancora fa alpinismo, scia. In passato si è dedicato alle arrampicate: è un atleta Perazzolo.

I suoi compagni di viaggio sono un libro, “Kitchen confidential” di Anthony Bourdain regalato da un amico; spazzolino e dentifricio; due litri di acqua al giorno. E ancora power bank, carica batterie solare, maglia termica, maglia per proteggersi dal sole; occhiali. Ci sono materassino per dormire, carrellino per trasportare “il tutto”; scatolette da mangiare, pane dei toast. «Non so dove arriverò a dir la verità, non ho fretta: sono un esploratore nato, da piccolo con la Bmx e da grande con ogni altro mezzo». Alle 11 riparte, saluta Livorno e va verso Vada.l

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