Il Tirreno

Livorno

Offese sul web

Livorno, Perini all'attacco con decine di raccomandate: chiesti diecimila euro per un insulto

di Stefano Taglione
Il consigliere di Fratelli d'Italia, Alessandro Perini
◗
Il consigliere di Fratelli d'Italia, Alessandro Perini

Ondata di richieste di risarcimento danni «a titolo meramente conciliativo» nei confronti di chi, sui social, avrebbe leso l'onore del consigliere comunale di Fratelli d'Italia

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un’ondata di richieste di risarcimento danni da decine di migliaia di euro contro chi, a suo avviso, lo ha offeso sui social. Nelle ultime settimane il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Perini ha inoltrato una valanga di raccomandate proponendo ai suoi “haters” di versargli, «a titolo meramente conciliativo», migliaia di euro. Una donna, ad esempio, commentando un post del pugile Lenny Bottai – che proprio recentemente insieme al politico meloniano è stato assolto nel processo per rissa che li riguardava – lo ha apostrofato, in un messaggio più ampio che citava anche altri esponenti di centrodestra, con parole irripetibili.

La raccomandata

«Le espressioni utilizzate – recita la lettera inviata alla signora – sono gravemente lesive dell’onore, del decoro e della reputazione, denotando una visione svilente e denigratoria della figura di Perini. Tale condotta integra il delitto di diffamazione aggravata. Secondo la costante giurisprudenza, infatti, “la diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso i social network (nel caso di specie Facebook) integra un’ipotesi di diffamazione aggravata, poiché trattasi di condotta potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato o comunque apprezzabile di persone. Tale evento ha determinato per Perini un grave danno morale e non patrimoniale alla propria immagine, al proprio onore e decoro personale, che si quantifica nell’importo di 10mila euro, somma della quale si richiede il pagamento a titolo di risarcimento del danno, oltre a interessi, rivalutazioni e spese legali».

La replica

Perini, contattato dal Tirreno, non ha mai risposto al telefono nella giornata di venerdì 17 luglio. Negli ultimi giorni, il post pubblicato su Facebook dalla donna raggiunta dalla raccomandata, ha fatto molto discutere. Nel messaggio spiegava l’accaduto, raccontando della richiesta di risarcimento danni. «In questi giorni ho ricevuto, tramite una lettera inviata dal legale di Alessandro Perini, una richiesta di risarcimento di diecimila euro per un commento pubblicato sotto un post di Lenny Bottai, relativo alla vicenda giudiziaria che lo aveva coinvolto e che si è conclusa con l’assoluzione di Lenny. Perini – è uno stralcio del post – è consigliere comunale di Livorno. Il suo percorso politico lo ha visto prima nell’area dei giovani di Fratelli d’Italia, successivamente nel centrodestra legato all’esperienza di Alfano, poi nella Lega e, con il cambiamento degli equilibri elettorali del centrodestra, il nuovo passaggio in FdI. Successivamente ho appreso che comunicazioni analoghe sarebbero state inviate anche ad altre persone che avevano commentato quello stesso post. La questione verrà naturalmente affrontata nelle sedi opportune ma questa vicenda, a mio avviso, pone una questione politica che va oltre il singolo commento. Il punto centrale non è soltanto ciò che è stato scritto in un commento, ma il clima politico e comunicativo nel quale quel commento nasce. Negli ultimi anni si è affermato un modo di fare politica fondato sempre più sulla provocazione permanente: alimentare lo scontro, cercare continuamente il conflitto, trasformare ogni tema in un’occasione di polemica e costruire la propria presenza pubblica sulla contrapposizione. Perini, a mio giudizio, rappresenta uno degli esempi più evidenti di questo metodo comunicativo: una presenza pubblica caratterizzata da una costante ricerca dello scontro politico, della provocazione, della contrapposizione e della divisione. Un esempio – prosegue – di questo stile comunicativo è rappresentato anche da alcuni episodi della sua comunicazione sui social. Basti ricordare il post pubblicato in occasione dei banchetti del suo partito a Livorno, nel quale scrisse: “Oggi non si è vista in giro nessuna zecca rossa”. Un’espressione che restituisce il tono fortemente divisivo e provocatorio di una certa comunicazione pubblica. Si provoca, si esaspera lo scontro e poi, quando arrivano critiche o reazioni, ci si presenta come vittime dell’aggressione altrui. Questa dinamica – provocazione e successivo vittimismo – sta diventando un elemento sempre più presente nel dibattito pubblico. Il risultato è che il confronto politico viene progressivamente sostituito da una continua escalation di accuse, contrapposizioni e iniziative legali».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web