La sentenza
La "giungla" dei monopattini, altolà del prefetto: «Più controlli della polizia locale»
Giovedì 25 giugno il comitato provinciale in prefettura ad hoc sul tema: chiesta un’intensificazione delle verifiche. Giancarlo Dionisi “punta” anche i motorini truccati: «È in gioco la sicurezza di tutte le persone». L’obiettivo non sarà comunque quello di fare le multe: «Al contrario bisogna evitare incidenti e salvare le vite umane»
LIVORNO. Più controlli sui monopattini elettrici, soprattutto nelle zone del lungomare e della movida, e un ruolo ancora più incisivo della polizia municipale per garantire il rispetto delle nuove norme del codice della strada, «anche per consentire alle altre forze dell’ordine di concentrare in misura ancora maggiore le risorse istituzionali sulle attività di prevenzione e contrasto della criminalità».
È questo l’indirizzo emerso dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato nella mattinata di giovedì 25 giugno nel Palazzo del Governo dal prefetto Giancarlo Dionisi, che ha riunito le istituzioni per fare il punto sull’applicazione della norma recentemente introdotta, che prevede la targa obbligatoria (presto anche l’assicurazione) proprio per i monopattini, con il casco obbligatorio per i conducenti.
I numeri indicano che al momento solo una minima parte dei proprietari si è messo in regola recandosi in motorizzazione. L’obiettivo del vertice è stato duplice: da una parte aumentare la sicurezza stradale e ridurre il rischio di incidenti, dall’altra garantire il rispetto delle regole in un settore che negli ultimi anni ha visto una diffusione sempre maggiore dei mezzi elettrici. Secondo quanto emerso, le norme da sole non bastano. Per il prefetto è necessario che alle disposizioni legislative corrisponda un’attività costante di verifica. «Non stiamo parlando semplicemente di violazioni del codice della strada – ha spiegato Dionisi – ma della sicurezza delle persone, della tutela della vita umana e dell’incolumità sia degli utilizzatori dei monopattini sia degli altri utenti della strada. Ogni comportamento imprudente può provocare conseguenze gravissime».
L’attenzione della prefettura si concentra in particolare sulle aree dove il fenomeno è più evidente. Lungomare, zone della movida e principali luoghi di aggregazione sono stati indicati come gli ambiti nei quali vengono più frequentemente segnalati comportamenti contrari alle regole. Situazioni che, secondo Dionisi, richiedono una risposta coordinata e visibile delle istituzioni.
Il prefetto ha comunque ribadito di non essere contrario alla diffusione delle forme di mobilità sostenibile. Al contrario, l’utilizzo dei monopattini viene considerato un elemento positivo per una mobilità urbana moderna e meno impattante. Tuttavia la libertà di utilizzare questi mezzi deve accompagnarsi al rispetto delle norme. Nel corso della riunione è stato affrontato anche un altro aspetto ritenuto importante. I controlli sui monopattini, infatti, non avrebbero soltanto una funzione legata alla viabilità e alla prevenzione degli incidenti. Una presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio viene considerata anche uno strumento di prevenzione e contrasto della criminalità generale.
Secondo quanto evidenziato durante il comitato, non si può escludere che i monopattini possano essere utilizzati per agevolare attività illegali come lo spaccio di droga. Proprio per questo è stata ribadita la necessità di mantenere alta l’attenzione nelle aree maggiormente interessate dalla presenza dei conducenti delle “due ruote”. Fra le richieste avanzate figura anche quella rivolta al Comune di valutare un ulteriore rafforzamento dei servizi della polizia locale dedicati al controllo dei monopattini e, più in generale, al rispetto del codice della strada. Nel corso dell’incontro è stato infatti sottolineato come la municipale svolga un ruolo centrale e prioritario nell’attività di vigilanza sulla viabilità urbana. Un potenziamento dei controlli degli agenti comunali consentirebbe, secondo la prefettura, di migliorare ulteriormente il presidio della sicurezza stradale e, contemporaneamente, permettere alle altre forze dell’ordine di concentrare un numero maggiore di uomini e mezzi nelle attività di prevenzione e contrasto della criminalità. «L’obiettivo non è fare verbali – ha precisato Dionisi – ma evitare tragedie, prevenire incidenti e salvare vite umane».
Un messaggio con il quale il prefetto ha voluto chiarire che l’attività di controllo non nasce con finalità esclusivamente sanzionatorie, ma soprattutto preventive ed educative, con particolare attenzione ai più giovani, che rappresentano una delle categorie che più frequentemente utilizzano i monopattini elettrici. La riunione è stata anche l’occasione per affrontare un altro tema che da tempo suscita segnalazioni e proteste da parte dei cittadini: quello dei ciclomotori e dei motocicli modificati illegalmente.
Il prefetto ha annunciato la convocazione di un prossimo comitato provinciale dedicato esclusivamente a questo. Sul tavolo finiranno questioni come le elaborazioni non autorizzate, le emissioni acustiche eccessive e i comportamenti di guida ritenuti particolarmente pericolosi. Tra le misure allo studio figurano un rafforzamento dei controlli, verifiche tecniche più approfondite sui veicoli sospetti e un coinvolgimento diretto della motorizzazione, chiamata a fornire supporto specialistico nell’accertamento delle modifiche apportate ai mezzi.
«I motocicli e i ciclomotori elaborati – ha concluso Dionisi – non rappresentano soltanto un problema di rumore o di legalità, ma possono diventare un grave pericolo per la sicurezza stradale quando vengono alterate le caratteristiche costruttive previste dal costruttore».
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